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Gualtieri presenta il nuovo piano rifiuti per Roma: “Nel 2035 saremo al 70% di differenziata”

"Ci saranno 5 impianti cardine, la Città non graverà più su altri territori. Il termovalorizzatore sarà operativo entro fine 2025". L'ira di Legambiente: "Questo è un piano per giustificare in qualche modo la necessità di costruire un inceneritore"

Roma – Presentata questa mattina dal Commissario Straordinario di Governo Roberto Gualtieri la proposta di Piano per la gestione integrata dei rifiuti e la pulizia di Roma Capitale. Gli obiettivi del piano sono: la riduzione della produzione di rifiuti, l’aumento della differenziata, del riciclo e del recupero energetico, la realizzazione di un sistema impiantistico integrato per rendere autosufficiente il territorio, la drastica riduzione del conferimento in discarica, l’abbattimento delle emissioni di gas serra, il miglioramento dell’intero sistema della raccolta.

La proposta di piano si inserisce nel quadro delineato dal decreto del Governo che ha nominato il Sindaco Commissario Straordinario ed è in linea con la strategia nazionale ed europea per l’Economia Circolare e per lo Sviluppo Sostenibile.

“Roma volta pagina. Realizzeremo questo progetto in tempi certi nell’arco della consiliatura garantendo alla Capitale l’autosufficienza nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti e consentendole di diventare finalmente protagonista dell’economia circolare e dello sviluppo sostenibile. Grazie al nuovo sistema impiantistico integrato, all’adozione dei più avanzati sistemi di abbattimento delle emissioni e alla drastica riduzione del conferimento in discarica sarà possibile contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Italia e dell’Europa per il 2035. Questo Piano dei Rifiuti avrà nel piano industriale di Ama uno dei suoi presupposti operativi per il miglioramento delle attività di pulizia, del sistema di raccolta e per lo sviluppo di buona parte della impiantistica; gli obiettivi operativi ed i livelli di servizio del Piano Industriale dovranno garantire il decoro della città e saranno recepiti nel contratto di servizio che Roma Capitale stipulerà con la Concessionaria rendendo Roma una città al passo con le altre grandi capitali europee” ha commentato il Sindaco e Commissario Straordinario, Roberto Gualtieri.

Gli obiettivi

Tra i primi obiettivi del Piano Rifiuti commissariale c’è l’incremento del tasso di raccolta differenziata, dal 45,2% attuale al 65% nel 2030 e al 70% nel 2035. Un processo che passa attraverso l’ottimizzazione della logistica e la razionalizzazione del servizio di raccolta (nuovo sistema logistico e di monitoraggio, nuovi centri di raccolta, centri di smistamento, riorganizzazione del servizio in funzione delle caratteristiche del territorio, digitalizzazione dei servizi).

Per quanto riguarda la riduzione nella produzione di rifiuti il Piano punta ad un abbattimento dell’8.3% in otto anni, da 1,69 mln di tonnellate l’anno a 1,55 mln nel 2030 e 1,52 nel 2035, attraverso accordi con i settori produttivi, campagne di comunicazione, centri del riuso.

Il Piano consentirà una sensibile riduzione dei rifiuti che non è possibile avviare al riciclaggio di circa un terzo, passando da 1 milione di tonnellate l’anno del 2019 a oltre 700mila tonnellate nel 2030 che si potrà ridurre ulteriormente a circa 660mila nel 2035.

Strategici gli obiettivi legati ad un rendimento elevato del recupero di materia da raccolta differenziata (65% al 2035), basato su una qualità migliore dei conferimenti, a partire dal recupero del servizio destinato alle Unità non domestiche (attività commerciali), oltre che al ricorso a nuovi impianti. Altrettanto importante sarà il recupero dalle frazioni organiche avviate ai nuovi impianti di digestione anaerobica (compost e metano), e la gestione efficiente degli scarti degli impianti di selezione di frazioni secche.

Questo contribuirà ad una netta riduzione del conferimento di rifiuti in discariche, che saranno così destinate al solo smaltimento degli scarti non destinabili a recupero energetico, passando da 500mila tonnellate a 23mila nel 2030, fino a circa 24mila nel 2035. Tali risultati consentiranno di andare ben oltre gli obiettivi fissati dall’Unione Europea, che individuano una percentuale massima del 10% di ricorso alla discarica entro il 2030; Roma Capitale, partendo dal 30% attuale, raggiungerà il 4,8% nel 2030 e il 3,2% nel 2035.

Lo scenario descritto dal Piano porterà ad una riduzione del 90% circa delle emissioni di CO2, rispetto allo “scenario 0” (raccolta differenziata al 65% ma con la situazione impiantistica immutata) e ancora di più rispetto a quello attuale con la differenziata al 45%. Il contributo al percorso di Roma verso la neutralità climatica arriverà grazie al recupero di energia da rifiuti residui, alla diminuzione sostanziale di emissioni di gas climalteranti, alla chiusura delle discariche. Fondamentale anche l’ottimizzazione dei trasporti, grazie all’eliminazione delle lunghe percorrenze per il conferimento ad impianti collocati fuori regione e all’estero.

Gli impianti

Il Piano prevede la realizzazione di impianti basati sulle migliori tecnologie di settore disponibili., da quelli di selezione di carta e plastica da raccolta differenziata ai biodigestori anaerobici. Le attività di progettazione per la realizzazione di questi impianti sono affidate ad Ama che ha partecipato ai bandi PNRR per il loro finanziamento.

Verranno realizzati nelle aree di Rocca Cencia e Ponte Malnome due impianti di selezione delle frazioni secche da raccolta differenziata da 200mila tonnellate complessive (carta, cartone e plastica) con un investimento totale di 43 mln di euro.

A Cesano e a Casal Selce di 2 impianti per la digestione anaerobica della frazione organica (produzione biometano per trasporti e di compost per agricoltura), da 200mila tonnellate complessive, per un investimento di 59 milioni di euro ciascuno.

Il termovalorizzatore

Verrà realizzato un impianto di trattamento termico ad elevata efficienza che tratterà i rifiuti indifferenziati residui e gli scarti non riciclabili derivanti dagli impianti di selezione e trattamento. Avrà una capacità di trattamento di 600mila tonnellate annue e sarà realizzato adottando la tecnologia di combustione più consolidata e ad alta efficienza per il recupero energetico con i sistemi più avanzati per la riduzione delle emissioni in atmosfera; allo stesso tempo saranno gestite ceneri da combustione e si avvierà la sperimentazione per la cattura di anidride carbonica. L’investimento complessivo sarà di circa 700 milioni di euro ai quali si aggiungeranno ulteriori 150 milioni circa per la tecnologia di trattamento e riciclo degli scarti di lavorazione.

Il piano prevede, inoltre, l’attivazione di complessivi 30 centri di raccolta, tra riqualificazione degli esistenti e nuovi centri (40 milioni di euro di investimento) distribuiti nei diversi Municipi. Sarà realizzato un ulteriore impianto per il trattamento e il recupero delle terre di spazzamento (5 mln di euro di investimento) e nuove stazioni di trasferenza/trasbordo e stoccaggio (10 milioni di euro).

La road map

Il Piano prevede un cronoprogramma puntuale al fine di poter rispettare l’obiettivo di realizzare un sistema di gestione integrato che garantisca l’autosufficienza territoriale in pochi anni.

Oggi 4 agosto il Commissario Straordinario ai Rifiuti Roberto Gualtieri firma l’ordinanza di approvazione della proposta di Piano, con la relativa pubblicazione sul sito del Comune. E, in qualità di Sindaco di Roma Capitale, Gualtieri presenterà il Piano in Assemblea Capitolina.

Il 12 agosto verrà firmata l’ordinanza commissariale di approvazione del documento di VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e sarà avviata la procedura di consultazione pubblica per la presentazione delle osservazioni; verrà firmata anche l’ordinanza per il supporto da parte della Città Metropolitana alle attività del Commissario stesso.

Il 30 settembre si concluderà la consultazione finalizzata alla raccolta delle osservazioni nell’ambito della procedura di VAS.

Il 15 ottobre verrà firmata l’ordinanza commissariale di approvazione del Piano Rifiuti completo di VAS e pubblicata la manifestazione di interesse per la realizzazione del termovalorizzatore rivolta al mercato.

Entro la fine del mese di ottobre sarà definito il piano industriale di Ama che rappresenta il riferimento fondamentale per l’attuazione del Piano Rifiuti.

L’ira di Legambiente

“Questo è un piano per giustificare in qualche modo la necessità di costruire un inceneritore e bruciare seicentomila tonnellate di rifiuti all’anno, con buona pace del contrasto alle emissioni climalteranti, dell’economia circolare e dell’ambiente – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. Infatti è evidente come si pongano obiettivi ridicoli di recupero ed economia circolare, messi là chiaramente da chi vuole a tutti i costi costruire l’inceneritore. Sulla raccolta differenziata si piazza l’asticella al 65% e poi 70% per poi far crollare le tonnellate totali recuperate, al di sotto del 55%; come una resa all’idea che i romani non siano in grado di fare una buona differenziata e con percentuali che tra dieci anni, non sarebbero neanche lontanamente vicine a quelle che già oggi vengono raggiunte da due terzi del Lazio e da tante grandi città italiane virtuose. Appare poco sfidante l’obiettivo di riduzione di soli 8 punti percentuali in 11 anni, peraltro non è mai citato un passaggio a tariffa puntuale che in termini di riduzione è tra i migliori strumenti. Completamente assurdo è il traguardo immaginato sul recupero dell’organico: secondo questo piano infatti, tra 10 anni si recupererà meno organico di quanto se n’è raccolto nel 2019, giustificando in modo forzato, anche una necessità impiantistica per la biodigestione anaerobica, per la quale basterebbero gli impianti a Cesano e Casal Selce e che invece dovrebbe almeno triplicare, secondo i numeri che la Capitale dovrebbe invece porsi come obiettivo. Non c’è traccia di tecnologie come quelle che avevamo chiesto, nuove per Roma ma già ampiamente consolidate altrove, e niente neanche nel contrasto all’enorme impatto negativo dei rifiuti edili non solo, illegalmente conferiti nel circuito dei rifiuti urbani”.

Legambiente e CGIL, avevano infatti presentato nelle scorse settimane le loro proposte per la chiusura del ciclo dei rifiuti di Roma, con il documento “Roma Capitale Circolare”, dove, al contrario di quanto oggi si legge sul piano, venivano ipotizzati impianti di recupero delle materie tessili, delle terre di spiazzamento, dei PAP (Prodotti Assorbenti per la Persona), delle plastiche miste, dei RAEE, con tanti impianti di riciclo grazie ai quali non sarebbe necessario alcun nuovo inceneritore, insieme a obiettivi di riduzione sotto il 1.500.000 di t/anno e una raccolta differenziata al 72%. “Abbiamo posto numeri sfidanti e chiesto scelte importanti di diffusione impiantistica – conclude Scacchi -, dimostrando quanto tutto ciò sarebbe volano di green economy e lavoro, con metodo scientifico, realismo e nel pieno solco dell’economia circolare chiesta dall’Europa, che di certo non finanzierà alcun inceneritore e anzi chiederà conto delle emissioni che potrà sprigionare. Questo piano va in tutt’altra direzione rispetto a quella della sostenibilità ambientale, e cerca di nascondere in maniera goffa, l’inutilità reale della costruzione di un inceneritore dentro Roma, che noi continueremo a contrastare nelle prossime settimane e mesi”.

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