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Roma, “Dammi 5mila euro per il mio lavoro”. Il negoziante gli nega i soldi e lui incendia il locale

L'indagato, colpito da fermo di indiziato di delitto, è accusato di estorsione, atti intimidatori e danneggiamento

Roma – E’ stato notato ieri intorno alle 12 dagli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Porta Pia, introdursi all’interno di un veicolo in via Nomentana.

Una volta nel veicolo, l’uomo ha iniziato a colpire il conducente ma, immediatamente intervenuti, i poliziotti, sono riusciti a bloccato, malgrado la forte resistenza dello stesso. La vittima ha raccontato agli agenti che, lo straniero, un finlandese di 36 anni con precedenti di polizia, dopo essersi introdotto all’interno del suo veicolo, prima ha tentato di sfilare le chiavi del mezzo, poi alla sua reazione, lo ha afferrato per il collo tentando di sfilargli l’orologio che aveva al polso e poi di rubare il portafoglio che custodiva nella giacca posizionata sul sedile posteriore.

Il fermato è stato accompagnato negli uffici di polizia dove è stato arrestato per tentata rapina e successivamente convalidato.

La vittima, visitata dai sanitari del 118, riportava traumi e graffi vari.

Il 26 luglio scorso invece, gli agenti della Polizia di Stato del commissariato Celio avevano notificato il Fermo di Indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ad un egiziano di 39 anni. L’uomo infatti è ritenuto gravemente indiziato di tentata estorsione, danneggiamento aggravato seguito anche da incendio, minacce e atti persecutori nei confronti dei titolari di locale in zona Celio. L’uomo pretendeva dal titolare la somma di 5mila euro per i due mesi in cui aveva lavorato presso l’esercizio commerciale e, a seguito del rifiuto del titolare e dell’offerta dello stesso di 400 euro, l’egiziano aveva iniziato a pretendere la somma da lui richiesta non limitandosi a condotte persecutorie poste in essere in mere richieste estorsive, ma concretizzandosi anche in plurimi atti di danneggiamento e incendio al locale commerciale. La proposta del titolare di 1.500,00 euro pur di recuperare tranquillità non ha fermato l’uomo. Le immagini di video sorveglianza hanno permesso agli investigatori di riconoscere l’uomo durante uno dei numerosi episodi d’incendio.

Per lui, dopo il Fermo di Indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale, il G.I.P. ha disposto la misura degli arresti domiciliari con apposizione del braccialetto elettronico.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

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