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Satta: “Yacht sì, crociere no: ecco come il Porto turistico a Fiumicino può funzionare”

'si' al progetto, con queste prescrizioni: che qualsiasi opera venga realizzata, dovrà rispettare e migliorare le situazioni preesistenti da anni in quella zona

Fiumicino – Da Gino Satta, già delegato del Sindaco per la pesca e la portualità, riceviamo e pubblichiamo. “Premessa: in questo breve periodo di vacanza, sono stato suggestionato dalla location di Porto Ottiolu (inaugurato nel 1985); un porto e una splendida spiaggia, mare azzurro, sabbia bianca e tante imbarcazioni a vela e motore che movimentano l’entrata e l’uscita di questa struttura. In questi 3 decenni, lo sviluppo della zona è stato notevole per l’economia locale e ha visto la crescita esponenziale del PIL cittadino.

Luigi Satta, già delegato alla Portuaità

Perché ho fatto questa premessa? Per affrontare alcuni argomenti che in questi mesi ho letto su alcuni giornali telematici locali, e cioè il possibile nuovo porto turistico, il tanto discusso Porto della Concordia.

Su facebook sono girate notizie diverse e contrastanti, spesso chiacchiere da bar, o cose ‘per sentito dire’, o anche posizioni veicolate da qualcuno che ha interessi reconditi atti a distruggere un progetto che vedrebbe bonificato qualche ettaro a terra (che  attualmente grava una situazione di un degrado, percepibile immediatamente a chi vuole raggiungere il vecchio Faro) e un’importante superficie dello specchio acqueo antistante.

Ecco, i ‘no’ che sento verso il progetto, sembrano ‘a prescindere’ dal progetto reale, ed è proprio questo che contesto-

Il comitato del No al porto, continuamente esprime perplessità su la realizzazione del porto; forse ascoltare le opinioni di chi ha un pensiero diverso da loro, esprimendolo bene, potrebbe far cambiare rotta, cosa per la verità ad oggi mai avvenuta.

Se le critiche sono rivolte al possibile arrivo di navi da crociera, posso dire di essere d’accordo, ma aggiungo che le navi da crociera non potrebbero comunque mai attraccare, che siano o meno disegnate sui progetti.

La costa del nostro comune, infatti, morfologicamente è di natura sabbiosa mista a fango, formatasi nei secoli, proprio per la presenza di due sfoci a mare del Tevere (Fiumara Grande e la fossa Traianea del porto-canale di Fiumicino). Tra i due sfoci a mare, a causa di un inquinamento costante, gli arenili a destra e sinistra di ogni foce per quasi 500 metri, sono penalizzati dall’apposizione dagli anni ’70 di cartelli di divieto di balneazione,,. e mai nessun ente ha realmente affrontato il problema che l’inquinamento del Tevere sia il colpevole di situazioni di inquinamento delle nostre coste.

Poi c’è un altro aspetto tecnico, da non sottovalutare, che sono le batimetriche dei fondali  presenti lungo la costa, e specialmente nel tratto di costa interessata dall’insediamento portuale.
Il fondale fuori la diga frangiflutti del progetto, oggi ha un fondale intorno ai 5/6 metri, e l’eventuale entrata del porto potrebbe oscillare tra i 4/5 metri, con mantenimento dello stesso tramite una continua escavazione (pena l’ostruzione dell’entrata del porto, maggiormente a causa di mareggiate provenienti dal 3° e 4° quadrante)

Le navi più piccole da crociera hanno un pescaggio che varia tra i 5/6 metri, ,pertanto non rientrano negli standard di sicurezza per la navigazione e ormeggio in questo porto.

Da qui dunque la domanda che ha suscitato continue perplessità: perché la Royal Caribbean vorrebbe far arrivare le sue navi da crociera in un porto che non potrà mai avere le caratteristiche tecniche, complementari  a Civitavecchia? Il porto di Civitavecchia, all’entrata ha fondali intorno ai 15/18 metri per superare, un eventuale moto ondoso, e all’interno le banchine di ormeggio variano dai 10 ai 18 metri; in più la morfologia della costa è di natura sabbia mista a roccia. E’ chiaro che Fiumicino non ha queste caratteristiche. Ecco dunque che, se discutiamo di questo pseudo-progetto, irrealizzabile, mi trovo anche d’accordo con i ‘no’.

Ma dubito che il progetto finale arrivi a contemplare navi da crociera. La Royal Caribbean, dovrà rivedere e archiviare nel libro dei sogni i suoi progetti scarsamente valutati e destinare il porto all’attracco di mega yacht con pescaggi che al massimo arrivano a 4,5/ 5 metri. In questo caso il mio ‘si’ al progetto diventa totale, perché finalmente si vedrebbe il vero sviluppo di figure impiegatizie, personale per cantieristica, personale per servizi portuali, rifornimenti e ristorazione. Di certo un progetto ben lontano da quello di veder sfilare per strade di Isola Sacra, già congestionate dal traffico quotidiano, autobus per trasporto di turisti. Una prospettiva che, con 1.400 barche circa da gestire, potrà fornire molto lavoro.

Ora, se accantoniamo il progetto di navi da crociera e pensiamo ad un porto per gli yacht, mi viene difficile capire le ragioni del ‘no’. Spesso ho avuto l’occasione di incontrare qualche rappresentante di rilievo del comitato, ma anche dopo qualche ora di disquisizione sugli argomenti, ho capito che tra alcuni del comitato “No Porto” c’è chi ha interessi mirati a lasciare tutta quell’area interessata così com’è.

Ricordo che ad oggi nessun progetto di bonifica e riqualificazione è stato avanzato dagli enti interessati per essere eventualmente finanziato con denaro pubblico.

Ho sempre, messo dei punti fermi, sul mio ‘si’ al progetto: e cioè che qualsiasi opera venga realizzata, dovrà rispettare e migliorare le situazioni preesistenti da anni in quella zona, riconoscendo i diritti degli aventi diritto. Non solo, ma una costruzione accorta, e una contemporanea protezione dell’entrata del porto canale, favorirebbero anche il ripascimento delle spiagge, consentendo di rilanciare l’economia balneare. Ecco perché non comprendo il ‘no’ a prescindere, e non penso faccia il bene della città e del suo sviluppo”.