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Montagnano, stop alle autobotti di acqua potabile: i cittadini in protesta sotto al Comune

Il servizio di acqua potabile attraverso le autobotti è stato interrotto improvvisamente

Il quartiere di Montagnano ancora senza acqua potabile. Tra abitazioni abusive e discariche di rifiuti portate dall’ex sindaco di Roma Virginia Raggi, il quartiere di Montagnano è al collasso nel degrado più totale. I cittadini non restano in silenzio, anzi, continuano a protestare e in questi giorni organizzeranno una manifestazione sotto la sede comunale. 

A Montagnano, zona al confine con Albano Laziale, Roma, Pomezia ed Aprilia, l’acqua dei pozzi, come dimostrano le analisi della Asl, sono risultate non potabili, con tanto di disappunto e rabbia degli abitanti della zona. Un disagio che ha portato i cittadini a non poter dare l’acqua nel proprio orto, costringendo le persone a comprare ogni genere di ortaggio; oltre al fatto che non si possono svolgere le attività di igiene più semplici come lavarsi i denti o il viso.

Fino a pochi giorni fa, però, il servizio di acqua potabile veniva assicurato al quartiere per mezzo di autobotti, ma sarebbe stato interrotto improvvisamente. La più attiva residente del territorio, Elvira Marinelli, ha scritto: “Sulla questione dell’acqua delle autobotti portate al villaggio Ardeatino interrotta senza alcun preavviso, e che forse e sottolineo forse tra lunedì e martedì tornerà per poi essere sostituita da una fontanella all’inizio del villaggio. L’ opposizione non riesce a dire nulla? Neanche i consiglieri del M5S e del Pd che erano nella passata amministrazione e conoscono perfettamente la situazione. State tutti in vacanza? Complimenti a voi che state beatamente tranquilli con l’acqua che vi scorre dai rubinetti, non una parola, non un sostegno. Non ho più parole in questo momento potrei solo dire parolacce, ma mi taccio”.

Le autobotti costano circa mille euro al giorno al Comune e da circa quattro giorni la fornitura di acqua a Montagnano è stata sospesa. Il comitato dei cittadini attende risposte dal Sindaco prima di rivolgersi al proprio legale alla Procura della Repubblica di Velletri.

La zona è quasi del tutto abusiva e non tutte le abitazioni sono coperte da richiesta di condono edilizio o hanno i permessi a costruire in sanatoria, ma certo è che la popolazione non può usare acqua non salubre. Una patata bollente che ogni Sindaco ha dovuto gestire nell’arco degli anni, senza grandi risultati. Adesso la questione passa a Fabrizio Cremonini.

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