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Chi cura e tutela la basilica di San Pietro in Vaticano? Ruoli, enti ed istituzioni

Alla tutela, spirituale e materiale, della basilica vaticana cooperano armonicamente varie istituzioni. Ecco come funziona il tempio della cattolicità

Città del Vaticano – La Basilica di San Pietro in Vaticano, edificata sul luogo del martirio dell’apostolo Pietro e custode della sua sepoltura, accoglie ogni giorno migliaia di pellegrini che giungono per devozione o per ammirare il pregevole apparato architettonico e artistico ivi conservato. Alla sua tutela, spirituale e materiale, cooperano armonicamente varie anime: la Fabbrica di San Pietro, il Vicariato della Città del Vaticano, il Capitolo Vaticano, la Parrocchia di San Pietro e la Fondazione Fratelli tutti.

La Fabbrica di San Pietro, istituita da Giulio II nel 1506 per la erigenda Basilica, ne continua la conservazione e la gestione, secondo gli ordinamenti Pontifici, confluiti prima nella Costituzione Apostolica “Pastor Bonus”, poi nella vigente Costituzione Apostolica “Praedicate Evangelium”, emanata da Papa Francesco il 19 marzo 2022, che all’Art. 244 recita: “La Fabbrica di San Pietro si occupa di tutto quanto riguarda la Basilica Papale di San Pietro, che custodisce la memoria del martirio e la tomba dell’Apostolo, sia per la conservazione e il decoro dell’edificio, sia per la disciplina interna dei custodi e dei pellegrini e dei visitatori, secondo le norme proprie. Nei casi necessari il Presidente e il Segretario della Fabbrica agiscono d’intesa col Capitolo della stessa Basilica”.

Alla Fabbrica spettano la conservazione strutturale, architettonica, artistica e funzionale, l’accoglienza dei pellegrini e visitatori e la vigilanza sulla vita della Basilica in tutti i suoi aspetti, dalla Tomba di San Pietro alla sommità della Croce della grande cupola.

La dimensione spirituale che si impone a vista e che anima la Basilica di San Pietro è data dagli stessi numerosissimi gruppi di pellegrinaggi che, piccoli o grandi, giungono quotidianamente a visitare e a pregare sulla Tomba dell’Apostolo Pietro. La liturgia e la devozione che da qui si sviluppano sono prettamente popolari, cioè legate proprio alla cultura, alle tradizioni religiose e alla liturgia, alle preghiere fatte dai singoli gruppi.

Anche le Chiese orientali di diverso Rito trovano ampio spazio nelle celebrazioni della Basilica, per gruppi che giungono dalle lontane Chiese e che anche qui si possano trovare come a casa loro. La Basilica in questo ambito accompagna e sostiene i pellegrini. La cura di questo particolare ambito è affidata al Vicariato Vaticano, al Capitolo di San Pietro e alla Parrocchia di San Pietro.

Il Vicariato Vaticano della Città del Vaticano è stato disciplinato da Giovanni Paolo II con uno speciale Chirografo del 14 gennaio 1991; attraverso di esso il Papa affidava la cura pastorale della Città del Vaticano all’Arciprete della Basilica di San Pietro “pro tempore”, costituendolo Vicario Generale per il piccolo Stato Vaticano.

Il Capitolo di San Pietro per antica istituzione ha il compito di celebrare la Liturgia solenne della Basilica Vaticana, nelle domeniche e nelle feste di precetto. È composto da un gruppo di Canonici e di Coadiutori ed è presieduto dal Cardinale Arciprete, coadiuvato da un Vicario.

La Parrocchia di San Pietro, per la cura e la pastorale verso i pellegrini, si inserisce felicemente in questo contesto di animazione spirituale della Basilica, soprattutto attraverso l’amministrazione dei Sacramenti. Di concerto con il Vicariato e il Capitolo Vaticano, in particolari momenti dell’anno liturgico, promuove inoltre la pratica delle devozioni popolari.

Nelle feste più solenni e in altre specifiche ricorrenze è prevista in Basilica la liturgia presieduta dal Santo Padre, che richiama sempre migliaia di presenze. In questo caso da parte del Personale della Basilica, tutto viene preparato e predisposto secondo le indicazioni dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Santo Padre e della Prefettura della Casa Pontificia.

La proficua collaborazione tra i vari Enti concorre a dare lustro al più importante luogo di culto della Chiesa Cattolica con lo scopo di accogliere, a partire dal caloroso abbraccio del colonnato berniniano, i visitatori provenienti da ogni dove e di favorire la contemplazione e l’incontro dell’uomo con Dio.

Il ruolo della parrocchia

La nascita della Parrocchia di San Pietro risale al XVI secolo, quando fu necessario dare una nuova organizzazione ai quartieri a ridosso della “Città Leonina”, dopo i danni causati dai Lanzichenecchi durante il sacco di Roma del 1527. La resero necessaria i nuovi insediamenti di falegnami, tagliapietre, fabbri e operai di ogni genere, impegnati nel grande cantiere della nuova Basilica.

Il territorio parrocchiale abbracciava tutta l’area tra il Tevere e l’estrema propaggine delle Mura Leonine, da Porta Angelica fino a Castel Sant’Angelo includendo il Borgo vecchio e il Borgo nuovo. Le fonti risalgono allo Status Animarum redatto da don Giacomo Ercolani, il primo e più longevo parroco ad oggi noto che poi divenne Canonico del Capitolo Vaticano. Da questa preziosa fonte sappiamo che tra il 1541 e l’anno seguente, la parrocchia di San Pietro contava 903 anime.

A don Ercolani è legata anche la fondazione dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, tuttora operante
nella vita spirituale e liturgica della Basilica. Dal punto di vista giuridico la “cura d’anime” era una emanazione delle attività pastorali del Capitolo della Basilica, che eleggeva un Vicario curato che veniva affiancato da almeno due coadiutori, i vicecurati. La particolare terminologia esprimeva il legame della parrocchia con il Cardinale Arciprete, titolare della Presidenza del Capitolo e della Parrocchia.

Questa struttura è rimasta invariata nel corso dei secoli, non essendo modificata neppure dalla riorganizzazione territoriale dei confini dopo i Patti Lateranensi. Nel 1991 Giovanni Paolo II definisce l’Arciprete della Basilica anche Vicario Generale della Città del Vaticano nel nuovo organigramma amministrativo dello Stato Vaticano. Il Papa gli ha così confermato la cura pastorale assegnando il territorio di competenza alle due parrocchie di San Pietro e di Sant’Anna.

Dal 1992 la Parrocchia di San Pietro è autonoma rispetto al Capitolo Vaticano e, a norma del Diritto Canonico, è retta dal nuovo Vicariato Vaticano. Gli attuali confini parrocchiali includono la Basilica e la piazza San Pietro e l’adiacente palazzina della Canonica. Le attività pastorali della Parrocchia di San Pietro, in accordo con la vita liturgica e spirituale della Basilica animata dal Capitolo vaticano, si rivolgono soprattutto all’accoglienza dei pellegrini e all’amministrazione dei sacramenti.

Nonostante il numero ristretto di parrocchiani e l’esiguità del territorio, la Parrocchia di San Pietro ha una vocazione “universale” e abbraccia tutto il mondo nel modo in cui fa il sangue quando affluisce da ogni parte del corpo e arriva al cuore per ossigenarsi. Allo stesso modo i credenti arrivano da ogni parte del mondo per giungere a San Pietro, per rinnovare la propria fede sulla confessione del Pescatore di Galilea, incontrare il Papa suo successore e fare ritorno alle loro Chiese locali.

La parrocchia di San Pietro ha un ruolo particolare anche per la Chiesa di Roma, essendo il santuario più importante dell’Urbe, accanto al Patriarchio, la Cattedrale di San Giovanni in Laterano. Le attività parrocchiali di San Pietro cooperano con le Istituzioni Vaticane e la Diocesi di Roma per la realizzazione di itinerari, catechesi, animazioni, per rendere viva la memoria dell’insegnamento dell’apostolo Pietro, primo vescovo di Roma.

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