La dichiarazione

Anzio e Nettuno sciolti per mafia, Tirrito: “La politica faccia una riflessione seria su chi mette nelle liste elettorali”

22 novembre 2022 | 18:06
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Anzio e Nettuno sciolti per mafia, Tirrito: “La politica faccia una riflessione seria su chi mette nelle liste elettorali”

“Un plauso agli investigatori – fatta salva la presunzione d’innocenza dei singoli coinvolti – ma soprattutto un richiamo per le forze politiche alla trasparenza e a non gettare via ideali e convinzioni per un pugno di voti”

Roma – “Lo abbiamo detto in tempi non sospetti, lo ribadiamo oggi che i consigli comunali di Anzio e Nettuno sono stati sciolti per mafia (leggi qui): non bisogna abbassare la guardia“. A parlare è Maricetta Tirrito, portavoce del Co.G.I. (Comitato collaboratori di Giustizia).

“La mafia, la ndrangheta e ogni forma di criminalità organizzata, lavora su più livelli per potersi permettere di conquistare piazze da gestire. Quello del sistemare uomini chiave nella pubblica amministrazione è uno di questi; un’operazione che va avanti da tempo, e che consente alle mafie di sapere in anticipo cose che riguardano le sviluppo dei territori, intercettare bandi e appalti – aggiunge la portavoce del Cogi -. La mafia non opera più come un esercito contrapposto allo Stato, ma cerca di travestirsi essa stessa da Stato, infiltrandosi come un cancro negli apparati istituzionali.

“Su questo fronte – prosegue – è necessaria la massima allerta da parte degli investigatori, che per la verità la stessa politica potrebbe aiutare gestendo meglio il sistema delle candidature elettorali. La decisione su Anzio e Nettuno, che arriva a poche ore dalla presentazione del rapporto delle mafie nel Lazio, in programma proprio nell’Aula consiliare di Nettuno, deve essere un segnale per tutto il mondo politico, di attenzione a chi si mette in lista, ad allontanare ambiguità e zone d’ombra”.

“Non farlo significa – conclude Tirrito – mettere in condizione la criminalità di dare scacco ai magistrati, ed è un rischio che non possiamo permetterci. Un plauso dunque agli investigatori – fatta salva la presunzione d’innocenza dei singoli coinvolti – ma soprattutto un richiamo per le forze politiche alla trasparenza e a non gettare via ideali e convinzioni per un pugno di voti”.

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