Vaticano, il mistero delle chat del Cardinale: “Porta la registrazione, è un ordine di A”

29 novembre 2022 | 18:38
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Vaticano, il mistero delle chat del Cardinale: “Porta la registrazione, è un ordine di A”

Dopo la registrazione della telefonata all’insaputa del Pontefice, spuntano le altre chat del cardinal Becciu: frasi criptiche, nomi in codice e appuntamenti “al solito posto”

Città del Vaticano – “Porta la registrazione”, “ordine di A”. E’ quanto scrive in una chat Mario Becciu, fratello dell’ex sostituto della segreteria di Stato vaticana, a Maria Luisa Zambrano, l’amica di famiglia che, a quanto emerge da un’informativa della Guardia di Finanza di Oristano, avrebbe registrato la telefonata con il Papa (leggi qui).

La telefonata con Papa Francesco, che il cardinale Angelo Becciu avrebbe registrato all’insaputa del Pontefice, risale al 24 luglio 2021. Cinque minuti e trentasette secondi di conversazione, avvenuti pochi giorni dopo le dimissioni di Bergoglio dall’ospedale dove aveva subito una complessa operazione, rintracciati dalla Gdf nell’ambito di un’inchiesta della procura di Sassari sulla Caritas di Ozieri, su due telefoni e un tablet appartenenti a una degli indagati, Maria Luisa Zambrano appunto, che, secondo i finanzieri, avrebbe svolto “un ruolo attivo nella realizzazione delle operazioni di registrazione”, e la cui voce si sente anche sulla traccia, pochi minuti prima dell’inizio della conversazione.

Lo scambio di messaggi tra Mario Becciu e la Zambrano avviene il giorno dopo la telefonata, domenica 25 luglio, la mattina presto. Mario le dice che l’aspettano “a pranzo con Angelino”. Poi la raccomandazione di portare la registrazione, per ordine di “A”, presumibilmente Angelo Becciu. Una circostanza che potrebbe sembrare in contrasto con le voci trapelate sull’ira del cardinale per la registrazione della telefonata con il Papa e sulla sua richiesta che venisse distrutta.

MAROGNA: “SIETE LA MIA FAMIGLIA”

“E’ vero che l’hanno aperto? Mi chiede g…”, “riesci a rispondermi?”. A scrivere a Cecilia Marogna, ex collaboratrice del cardinale Angelo Becciu, è Giovanna Pani, madre di Maria Luisa Zambrano (la donna che avrebbe registrato la telefonata con il Papa), amica di famiglia dei Becciu, in una chat, come appare nell’informativa della Guardia di Finanza di Oristano.

E’ il 27 febbraio del 2021 e la domanda, come si desume dagli articoli allegati alla chat, riguarda il telefono cellulare sequestrato alla Marogna dalla procura di Milano e inviato alla magistratura d’Oltretevere. “Non so se lo hanno aperto ma per legge è reato già averlo mandato in V”, risponde Marogna, che aggiunge, tra l’altro: “prossima settimana i miei legali saranno in V per presentare conto loro misfatti” e “in più nessun processo..io non posso violare il patto atlantico.. e dal V.. Magistratura varia..Gov italiano (Conte e Giustizia) stanno per volare le teste”.

“Per l’attacco rivolto a me , si sono incazzate molte entità”, sottolinea Marogna. E rassicura la Pani: “gab (il cardinale Becciu, secondo gli inquirenti) ne uscirà lindo con me”, “chi ha fatto sa che sta saltando e lui lo riporto dove è giusto che sia”.

Poi lo sfogo: “troppo male.. mi hanno fatto dispetti privati anche giorni fa.. e sono stanca. .non guarda in faccia nessuno ..mi hanno toccato gli affetti e le mie persone care. siamo alla resa dei conti”. E ancora: “non è possibile per statuto che il segr. di stat abbia fratello magistrato…lui ha già le convulsioni”, “la faccio pagare a tutti”, “lacrime e sangue”. Quindi, la raccomandazione, “gab mantenere silenzio” perché “già accordato tutto” e “anche voi non avrete procedimento”: “vi farò riabilitare a breve anche la Cooperativa..e anche Mario”, “state tranquilli”, “Siete mia famiglia e il male fatto lo pagheranno per intero TUTTI QUANTI”.

LA CHAT, FRASI CRIPTICHE E NOMI IN CODICE

“Buongiorno carissima ho necessità di sentirti x dirti fra le varie cose di non fare nessuna comunicazione a NESSUNO. Dimmi a che ora ti posso chiamare”. E’ il 3 febbraio del 2021 e a scrivere a Cecilia Marogna, ex collaboratrice del cardinale Angelo Becciu, è Giovanna Pani. Nella chat le due donne usano frasi criptiche e nomi in codice – come “Gab”, secondo gli inquirenti per indicare Giovanni Angelo Becciu, o anche “il Bianco” e “Leone” – e fanno frequentemente ricorso anche al dialetto sardo.

Marogna e il cardinale Becciu sono entrambi imputati nel processo vaticano e la Pani sembra tenere i rapporti con l’imprenditrice sarda: “Devo dirti cose importanti, quando mi rispondi?”, insiste. “Se sei a Cagliari veniamo noi e parliamo”. La Marogna le risponde solo due giorni dopo: “Ciao..capiraiin questi giorni sono tutti controllati.anche voi.scrisi solo essenziale”, le scrive, aggiungendo “Combinano di ogni”, “anche i miei avvocati”, “assurdo”. La Pani, compreso che non si sarebbero riuscite a vedere di persona, si raccomanda: “molto bene “il sequestro“ ma sul resto taci perché tutto ok”.

Marogna, dopo averla rassicurata con un “certo”, si lascia andare a uno sfogo, scritto a parole tutte attaccate. “Melhannofattabrutta”, si lamenta, ma rassicura la Pani: “Mastiamolavorandoanchegab”, riferendosi appunto a tale “Gab”, per gli inquirenti Giovanni Angelo Becciu, che torna spesso nella chat tra le due. E poi: “Tuttosilenzio”. Frase a cui la Pani replica con un categorico “ricorda silenzio”, “x proc… tutto ok però è importante”. E la Marogna: “Trannn” e “silavorasilen”. La Pani però insiste ancora “Niente intervista a nessuno”, “è chiaro?”.

“MAI PENSATO IO E LUI AL CENTRO DI UNO TSUNAMI”

“A volte cara mia, mi pare inverosimile questa storia.. veramente..mai avrei pensato me..e pure lui.. il centro di una tempesta.. che si è rivelato uno tsunami”. Scrive poi Cecilia Marogna a Giovanna Pani. “Lui è buono e certa cattiveria e opportunismo non lo ha visto..”, dice ancora Marogna, che parla di “infedeli e traffichini..sempre per soldi e potere.. mah.. Dio concede ciò a chi merita e non a chi prevarica praticando e professando male”. “Mi hanno creduto una perpetua minkiona..pure sua figlia illegittima.. veramente fino all’assurdo..io che avrei dovuto tagliare testa a lui, berg, ratz, e pure karol dentro la tomba..oltre a generali vari.. roba da fantascienza!! ecchecacchio!!”.

IN CHAT GLI APPUNTAMENTI ‘AL SOLITO POSTO’

Ma l’ex collaboratrice del cardinale Angelo Becciu avrebbe avuto un rapporto di frequentazione con Giovanna Pani, almeno fino a giugno 2022, a un mese dalla prima udienza del processo ancora in corso in Vaticano, che vede imputati sia l’imprenditrice sarda che l’ex Sostituto. Secondo quanto emerge dalle chat contenute nell’informativa della Guardia di Finanza di Oristano, le due donne prendono accordi per incontrarsi “al solito posto” e accennano a scambi nel “cofano” dell’auto. Cecilia Marogna, il 10 aprile 2021, crea anche – con la Pani e un altro utente non identificato – un gruppo whatsapp chiamato “SER B” che però non risulta mai utilizzato.

Via chat le due donne fissano almeno tre appuntamenti tra marzo e giugno 2022: “Ciao possiamo vederci mercoledì o giovedì mattina al solito posto come l’ultima volta?”, scrive Pani. “Ciao, confermato mercoledì mattina”, risponde Marogna (salvata con il nome Castia1 sul telefono). “10.30-11.. dimmi tu..”. “Ok 10.30” risponde Pani. Una conversazione più o meno analoga si svolge il 17 aprile 2022, nel giorno di Pasqua: “Ciaoo”, scrive Marogna con un cuore. “Tanti Auguri di Buona Pasqua.. abbraccia Tonino e tutti. Ti voglio bene”, ancora un cuoricino. Pani risponde con emoticon e sticker affettuosi, poi le dice: “Possiamo vederci là… martedì o mercoledì alle 10.30?”. E Marogna: “Aspetta che chiedo disponibilità per la macchina”. E poi: “Confermo per mercoledì 10.30”. La Pani risponde con uno sticker con un bacio.

La sera del 20 aprile, il giorno dell’incontro concordato, Marogna manda a Pani il link di un articolo che la riguarda: “finalmente un articolo che mi rende giustizia”, dice. Pani le risponde il 21 alle 9 di mattina, mandandole uno sticker con il buongiorno. A quel punto Cecilia Marogna le esprime la sua gratitudine per quanto avvenuto il giorno prima: “Innanzitutto, mi avete commosso per quello che mi avete fatto trovare nel cofano”, “non dovevate”, “è veramente tanto. Grazie (cuoricino)”. E ancora: “Sì, finalmente sta emergendo la verità questo aiuta entrambi”.

Il 28 maggio, alle 12.29, è la Pani che contatta la Marogna: “Buongiorno devo darti cose x il cofano. C’è una proposta x te da…Hai disponibilità x sabato 4 giugno là… con..?”. L’ex collaboratrice di Becciu le risponde alle 18.37: “ciao, spero stiate bene”, “ho chiesto per la macchina e dovrei averla”, “quindi restiamo in okay x sab4”, “al solito”. Il 30 maggio Pani avvisa Marogna di un cambio di programma: “Cambio di programma x imprevisto non previsto. Ti andrebbe bene 11 giugno o preferibilmente il 25 giugno? Scegli tu. Grazie” e le due si accordano per l’11 giugno.

MAROGNA: “NON PERDONO IL PAPA REGISTRATO”

“Queste chat sono la prova che Cecilia Marogna è sempre stata leale con Becciu così come con chiunque. Cecilia Marogna non ha proferito verbo su chicchessia, sia pure con 17 giorni di carcere a San Vittore patiti ingiustamente. Cecilia ha sempre rispettato Becciu e la sua famiglia, prima di esserne delusa e finanche ‘tradita’ nella mancanza di rispetto visto che l’hanno apostrofata ingiustamente ‘ladrogna’”, dice il procuratore in atti di Cecilia Marogna Riccardo Sindoca.

“Marogna non perdonerà mai a tutti loro di aver registrato Papa Francesco”, dice Sindoca, che aggiunge: “E’ bene che emergano tutte le chat della mia rappresentata in atti poiché nelle stesse si evince come lei, a digiuno dei dettagli utilitaristici della gestione delle aziende della famiglia Becciu, fosse a tutti gli effetti in perfetta buona fede e rispettosa del cardinale Becciu, che le aveva dato fiducia e lavoro, mentre la famiglia Becciu, che l’ha epitetata a sua insaputa ‘ladrogna’, dovrebbe pensare a come si è con lei comportata”.

Per il resto, aggiunge il procuratore, “che dire? Marogna è sempre stata filo-atlantica e per questo ostacolò certe richieste pervenute nell’interesse di certe compagini russe al cardinale Becciu che la rese partecipe per come da Lei spiegato e documentato e come già dichiarato anche all autorità giudiziaria vaticana. Essere ‘fedeli al patto atlantico’ può essere una deminutio nel libero convincimento di una persona? Così come opinare che un Segretario di Stato possa avere un fratello che svolga la funzione di magistrato? Che male potrebbe aver fatto o a chi Cecilia Marogna nell’esprimere le proprie idee?”. (fonte Adnkronos)