App da incubo, uomini adescati in chat e poi rapinati: 4 giovani in manette

31 marzo 2023 | 10:40
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Le ignare vittime venivano fatte salire a bordo di una macchina e condotte dai malviventi in luoghi appartati

Roma – Una quarta persona è stata arrestata dai Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo nell’ambito della indagine relativa agli uomini contattati attraverso un’applicazione social di incontri che venivano poi rapinati dei loro effetti personali ed in alcuni casi li costringevano a prelevare denaro dagli sportelli bancomat o a reperire oggetti di valore da consegnare. Si tratta di un altro uomo, di origini romene, di 22 anni, residente a Perugia, che va ad aggiungersi ai 3 già fermati lo scorso 16 marzo dopo un’immediata ed articolata attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Velletri sul quale, nel prosieguo delle investigazioni, sono stati raccolti gravi elementi indiziari in ordine alla sua complicità nell’esecuzione materiale degli episodi delittuosi per cui si procede. Il quarto indagato come gli altri 3 si trovano agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico in esecuzione di un’ordinanza che dispone la misura cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Velletri, perché gravemente indiziato dei reati di rapina ed estorsione.

Le indagini condotte dai Carabinieri di Castel Gandolfo si sono sviluppate attraverso l’escussione delle persone informate sui fatti, l’analisi di innumerevoli sistemi di videosorveglianza ed il tracciamento delle persone fermate. Le vittime hanno denunciato che, dopo essere state adescate attraverso un’applicazione di incontri, venivano fatte salire a bordo di una macchina e condotte in luoghi appartati. Qui, dal sedile posteriore e dal bagagliaio, comparivano altri due uomini che bloccavano le vittime, le derubavano di quanto in possesso, per poi abbandonarle per strada e darsi alla fuga.

In un’occasione un uomo è stato accompagnato presso uno sportello ATM e costretto a prelevare del denaro da consegnare ai malviventi, in un altro caso, invece, un uomo è stato riaccompagnato a casa per prendere, sotto minaccia, alcuni oggetti di valore. Il solido quadro indiziario acquisito dai Carabinieri ha permesso alla Procura della Repubblica di Velletri di emettere il fermo nei confronti dei tre uomini e successivamente di richiedere e ottenere dal Gip del locale Tribunale l’ordinanza che dispone la misura cautelare degli arresti domiciliari per tutti e 4, indiziati di essere particolarmente pericolosi sia per le circostanze dei fatti che per le modalità delle azioni subite dalle vittime, compiute di notte, in gruppo, in luoghi appartati e nei confronti di vittime vulnerabili.

Nel prosieguo delle investigazioni i Carabinieri potranno avvalersi anche della collaborazione di personale specializzato della Sezione Atti Persecutori del Raggruppamento Investigazioni Scientifiche Carabinieri di Roma, per sentire le vittime e fornire loro la necessaria assistenza. Ora si continua ad indagare, infatti, per verificare la responsabilità dei 4 arrestati in ordine ad eventuali altri analoghi episodi.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

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