IL FATTO

“Il tesoro dei pirati” sulle navi da crociera a Civitavecchia: tra i bagagli dei passeggeri oltre 720mila euro

9 novembre 2023 | 18:10
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“Il tesoro dei pirati” sulle navi da crociera a Civitavecchia: tra i bagagli dei passeggeri oltre 720mila euro

Scatta il sequestro. Maxi-multe per i trasgressori

Civitavecchia, 9 novembre 2023 – Continua l’impegno dell’Ufficio delle Dogane di Civitavecchia e del Gruppo Guardia di Finanza di Civitavecchia nell’attività di contrasto al trasferimento di denaro all’estero non dichiarato. I funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Civitavecchia, congiuntamente ai militari del Gruppo Guardia di Finanza di Civitavecchia, nei mesi estivi hanno effettuato numerosi sequestri amministrativi di denaro contante che passeggeri delle navi con rotta comunitaria o extracomunitaria tentavano di trasferire senza dichiarazione doganale. Nello specifico, i controlli transfrontalieri hanno accertato numerosi violazioni della normativa valutaria con sequestro di contante per un ammontare complessivo pari a quasi 722 mila euro con conseguente applicazione di sanzioni pecuniarie per i trasgressori per oltre 373 mila euro.

Generalmente le violazioni sono state contestate ai passeggeri dei traghetti da e per la Tunisia e la Spagna per omessa o infedele dichiarazione del denaro contante, che veniva rinvenuto all’interno dei bagagli a mano o direttamente sulla persona fisica. In alcuni casi, le banconote venivano abilmente occultate tra le merci trasportate in pacchi a bordo di veicoli. La normativa di riferimento per il trasporto di denaro da e per un altro stato dell’Unione Europea o extra-comunitario è il Decreto Legislativo 195/2008 e successive modificazioni che impone l’obbligo della dichiarazione doganale per importi pari e superiori ai 10 mila euro. I risultati raggiunti finora riflettono la corretta sinergia attuata dal personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e della Guardia di Finanza, rafforzata in osservanza al Protocollo d’intesa nazionale , siglato nell’aprile scorso, volto a sviluppare attività di verifica congiunta nei controlli antiriciclaggio.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.