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Asl Roma 6, parte la pet therapy: si inizia con i pazienti del servizio psichiatrico

6 marzo 2024 | 10:25
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Asl Roma 6, parte la pet therapy: si inizia con i pazienti del servizio psichiatrico

Vincenzo Carlo La Regina: “Nella relazione uomo-uomo c’è il sistema giudicante che ci inibisce con gli animali invece non c’è giudizio”

Asl Roma 6, 6 marzo 2024- Vincenzo Carlo La Regina è il nuovo direttore sanitario della Asl Roma 6 e il suo mandato parte da un obiettivo preciso: avviare un percorso culturale diverso, più attento alle persone.

Puntiamo a un nuovo modello di cure in cui la salute viene intesa come benessere psicofisico, in base all’articolo 32 della Costituzione. La Pet therapy, la terapia assistita con gli animali, va in questa direzione- spiega- perché il lavoro con gli animali aiuta ad abbassare le difese, permette alle persone di rilassarsi, migliorandone l’umore e quindi l’aderenza alle terapie, ma aumenta i livelli di performance anche delle terapie farmacologiche”.

Tutto il percorso formativo e lavorativo di La Regina è attento alla dimensione di cura delle persone. Laureato in Veterinaria e in Medicina e Chirurgia, il nuovo direttore della Asl Roma 6 vanta un’esperienza consolidata in management per le aziende sanitarie: è stato commissario dell’Azienda provinciale di Cosenza, dirigente in diverse strutture sanitarie in Basilicata e direttore del distretto di Castrovillari, oltre che docente universitario e autore di pubblicazioni scientifiche. Adesso La Regina punta sulla Pet Therapy perché è consapevole che questi trattamenti forniscono “segnali innovativi. Noi partiamo dai cani addestrati, ma stiamo già lavorando con cavalli e asini. Abbiamo sperimentato che, ad esempio, l’ippo-onoterapia è stata molto utile per le ragazze con problemi di anoressia e bulimia, dando ottimi risultati. Abbiamo assistito a un risveglio emotivo di queste ragazze- racconta il medico- ed è stato un qualcosa di palpabile, visibile”

“Nella relazione uomo-uomo c’è il sistema giudicante che ci inibisce- sottolinea il medico- con gli animali invece non c’è giudizio. La persona sa che non sarà giudicata se non mangia o se non sta bene psicologicamente. In quella relazione c’è solo empatia ed emotività. Si lavora sul livello affettivo”.

La Pet Therapy nella Asl Roma 6 partirà con i pazienti del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) dell’ospedale dei Castelli. “Iniziamo con quelle persone che stanno vivendo un appiattimento emotivo. Noi lavoriamo per risvegliare le loro emozioni e far ripartire le loro grandi potenzialità, perché nell’interazione emotiva con gli animali- sottolinea La Regina- questi pazienti inizieranno ad abbassare le loro difese e le paure, il disagio nei confronti della degenza. Vorremmo che questa esperienza poi possa essere trasferita anche ad altri settori dell’assistenza. La pandemia ha slatentizzato alcune situazioni di difficoltà e oggi abbiamo bisogno di rimettere in moto un sistema valoriale nuovo che possa contrastare il malessere crescente tra le nuove generazioni. Penso ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione che sono diventati un’epidemia nel giro di qualche decennio, con un aumento del 40% soprattutto tra le giovani generazioni. Non possiamo più sottovalutarli, prima si arriva alla diagnosi e prima abbiamo la possibilità di curare queste persone. Dobbiamo mettere in campo una presa in carico veloce e, soprattutto, fare molta prevenzione, altrimenti arriviamo tardi e non riusciamo più a curarle ma solo a tamponare”.

Per La Regina la strada da percorrere è dunque iniziare subito il percorso di riabilitazione psiconutrizionale. All’ospedale dei Castelli, il neo direttore della Asl Roma 6 porterà la sua esperienza maturata sul campo: “Quando ero direttore sanitario in Basilicata ho riconvertito un ospedale di montagna e quindici anni fa abbiamo attivato 20 posti di residenzialità in un centro pubblico che ha salvato vite umane. Lo abbiamo fatto grazie a una partnership con la Regione Umbria e la psichiatra e psicoterapeuta Laura Dalla Ragione. Vedere ragazze di 30 kg che non hanno più voglia di vivere e di mangiare crea un grande malessere anche tra gli operatori, dobbiamo agire”, conclude.

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