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Dazi, dollaro e governance globale: i Brics sfidano Trump

Al summit di Rio i Brics confermano la linea multilaterale, spingono per la riforma dell’Onu e rafforzano la banca per lo sviluppo del Sud globale.

Il recente summit dei ministri degli Esteri dei Brics – i paesi membri adesso sono 10 – ha mantenuto la sua linea strategica  nonostante le minacce e le provocazioni fatte nei primi cento giorni di governo da Donald Trump. Infatti, i temi affrontati a Rio  de Janeiro, sono stati la cooperazione multilaterale per la pace e lo sviluppo, la riforma delle istituzioni internazionali per  una governance più inclusiva e il ruolo del Sud del mondo nel rafforzamento del multilateralismo.

Anche i rappresentanti degli Stati partner (Bielorussia, Bolivia, Cuba, Kazakistan, Malesia, Nigeria, Thailandia, Uganda e  Uzbekistan) hanno partecipato all’incontro. Il documento finale è stato stilato, ma non presentato congiuntamente per una  valutazione differente da parte dei membri africani rispetto alla riforma del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Nel testo si chiede che India e Brasile siano ammessi, lasciando per il momento, l’Africa fuori. Il documento afferma esplicitamente che è  inaccettabile ostacolare la riforma dell'Organizzazione mondiale del commercio (Omc) e chiede il mantenimento  dell'organismo di risoluzione delle controversie. Invece in una delle sue tante esternazioni Trump ne ha chiesta l’eliminazione.

In ogni caso la risoluzione appoggia pienamente le direttive discusse in precedenza dai ministri delle Finanze e dai governatori  delle banche centrali dei Brics per la creazione di sistemi di pagamento indipendenti, compresa la creazione di un sistema di  pagamento transfrontaliero e un sistema elettronico di deposito e compensazione (Brics Clear). Si sostiene l’utilizzo più attivo  delle valute nazionali negli scambi commerciali. Si ricordi che le monete nazionali rappresentano oltre il 65% degli scambi  commerciali tra i paesi Brics, mentre la quota del dollaro si è ridotta a un terzo.

Nel mezzo della crescente tensione internazionale per i dazi e per le aggressive politiche commerciali di Trump, il testo esprime  una “seria preoccupazione” per l’aumento di “misure protezionistiche unilaterali  ingiustificate” che violano le norme dell’Omc. Si enfatizzano, in particolare, il ruolo fondamentale delle Nazioni  Unite e il multilateralismo nel sistema dei rapporti internazionali.

Il ministro degli Esteri brasiliano, Mauro Vieira, che ha coordinato l’incontro, ha ricordato che nel 2023 si sono calcolati ben  183 conflitti armati nel mondo. Ha rilevato che “rappresentando quasi la metà dell’umanità e un’ampia diversità geografica e  culturale, i Brics sono in una posizione unica per promuovere la pace e la stabilità”. I Brics, però, devono evitare di essere  coinvolti in guerre regionali, come purtroppo succede tra India e Pakistan. E’ chiaro che simili conflitti inficiano il loro
ruolo di dialogo.

Vieira ha voluto evidenziare il fermo rifiuto da parte di tutti i partecipanti alla rinascita del protezionismo commerciale e  all'uso di misure non tariffarie con pretesti ambientali. Ha spiegato che il documento finale dell'incontro è stato  firmato solo dalla presidenza brasiliana dei BRICS “per lasciare spazio a negoziati accurati e precisi sulla dichiarazione congiunta che sarà elaborata e pubblicata a luglio, durante il vertice dei capi di Stato”.

Negli stessi giorni del summit di Rio, Xi Jinping ha incontrato a Shanghai l’ex presidente brasiliana, Dilma Rousseff, appena  rieletta a capo della New Development Bank (Ndb) dei Brics. Il presidente cinese ha definito la banca "un'iniziativa  pionieristica per l’unità e l’auto-miglioramento del Sud del mondo. E’ la prima istituzione multilaterale per lo sviluppo avviata e guidata dai mercati emergenti e dai paesi in via di sviluppo, e che nell’ultimo decennio è cresciuta fino a diventare una forza emergente nel sistema finanziario internazionale e un simbolo della cooperazione Sud-Sud.

La Presidente della Ndb ha dichiarato che la banca ha già approvato oltre 120 progetti di investimento, per un totale di 40  miliardi di dollari, concentrati su infrastrutture logistiche e digitali, nonché su infrastrutture sociali, come  approvvigionamento idrico e i servizi igienico-sanitari, investimenti in istruzione, sanità e edilizia abitativa.

Il 31% dei progetti è realizzato nelle valute dei paesi membri. La Ndb è anche il maggiore emittente dei Panda Bond – le  obbligazioni denominate in valuta cinese emesse da istituzioni non cinesi – che hanno già raggiunto un totale di 68,5 miliardi  di yuan, quasi 10 miliardi di dollari.

Il summit di Rio ha evidenziato due aspetti importanti: le minacce di Trump nei confronti dei Brics non hanno sortito alcun  effetto intimidatorio, non hanno rallentato i lavori del gruppo, e allo stesso tempo i Brics hanno dimostrato una grande  responsabilità evitando lo scontro frontale sui dazi con l’Amministrazione americana. Il cammino dei Brics continua!

*già sottosegretario all’Economia **economista