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Omicidio Camboni, ancora nessun movente

All’inizio si era parlato anche di tensioni familiari legate a una presunta eredità, ma anche questa pista si sarebbe presto sgonfiata

Fiumicino, 21 maggio 2025- Un portafoglio scomparso, poche banconote all’interno e il sospetto che quella sparizione, all’apparenza insignificante, possa nascondere molto di più. È questa la pista investigativa che, secondo quanto riportato dall’agenzia LaPresse, starebbe prendendo piede tra gli inquirenti che indagano sull’omicidio di Stefania Camboni, la donna di 60 anni trovata sgozzata nella sua casa di Fregene.
L’episodio si sarebbe verificato pochi giorni prima del delitto. La vittima, stando alle ipotesi, potrebbe essersi accorta della sparizione del portafoglio e aver sospettato della nuora, attualmente indagata per l’omicidio. Un furto di circa cinquanta euro, privi di documenti, ma abbastanza da scatenare una reazione? Difficile da sostenere, spiegano fonti vicine all’indagine: troppo tenue, troppo sproporzionata l’eventuale escalation dalla lite domestica a un’aggressione tanto violenta e letale.

Gli inquirenti non escludono, però, che proprio il furto del portafoglio possa essere stato usato come possibile depistaggio, una sorta di “messa in scena” per sviare le indagini, simulando un’aggressione esterna e spostando l’attenzione su un tentato furto degenerato. Ma anche in questo caso, il quadro presenta più dubbi che certezze.
All’inizio si era parlato anche di tensioni familiari legate a una presunta eredità, ma anche questa pista si sarebbe presto sgonfiata: nessun patrimonio rilevante, nessuna proprietà in discussione, nessun testamento contestato. Insomma, nessun elemento concreto che possa configurare un movente tanto forte da portare a un omicidio. Al momento, dunque, non solo manca l’arma del delitto, ma anche un movente credibile per un delitto efferato come uello commesso a Fregene. Le indagini proseguono…