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Omicidio Stefania Camboni, svolta nelle indagini: rinvenuti coltello, maglietta e cellulare

Il sopralluogo dei Carabinieri tra via Santa Teresa di Gallura e via Agropoli porta al ritrovamento di prove decisive.

Fregene, 17 giugno 2025 –  È una svolta cruciale quella avvenuta oggi nelle indagini sull’omicidio di Stefania Camboni, la donna uccisa a Fregene lo scorso aprile. Un nuovo sopralluogo congiunto tra i Carabinieri di Fregene e il Nucleo Operativo Radiomobile di Ostia ha permesso di rinvenire, in un’area privata tra via Santa Teresa di Gallura e via Agropoli, alcuni reperti di fondamentale importanza per il caso: un coltello da cucina mancante dal ceppo di Masterchef, perfettamente compatibile con le ferite inferte alla vittima, una maglietta intrisa di sangue e il cellulare personale di Stefania Camboni.

La zona, chiusa al traffico per tutta la giornata, è stata al centro di accurate perlustrazioni coordinate dagli inquirenti. I reperti sono stati scoperti in una busta nascosta tra i rovi, in un punto appartato del terreno, nei pressi del luogo dove – secondo quanto ricostruito – l’indagata si sarebbe allontanata per cinque minuti, tempo considerato sufficiente per sbarazzarsi degli oggetti compromettenti.

Un colpo decisivo per le indagini

I tre reperti rappresentano elementi di straordinaria importanza investigativa, che secondo gli inquirenti e la parte civile inchiodano definitivamente Giada Crescenzi, indagata per l’omicidio. Già sospettata per incongruenze nelle sue dichiarazioni e per il movente legato a un contesto relazionale complicato, ora il quadro a suo carico si fa ancora più grave.

A confermare la rilevanza del ritrovamento è l’avvocato Massimiliano Gabrielli, legale della famiglia Camboni e del figlio Francesco Violoni: “Non abbiamo mai avuto dubbi che l’arma del delitto e gli oggetti compromettenti fossero stati abbandonati nei terreni circostanti dall’indagata. Abbiamo anche lanciato un appello pubblico per estendere le ricerche e fornito elementi tecnici utili agli investigatori”.

Prossimi passi: ispezioni e accertamenti tecnici

Ora il percorso verso la verità processuale si arricchisce di nuovi elementi: il prossimo 23 giugno è in programma un’ispezione da parte della famiglia Camboni e del team di consulenti, tra cui il generale Luciano Garofano, noto esperto di criminologia ed ex comandante del RIS. Il giorno seguente, 24 giugno, verranno eseguiti gli accertamenti tecnici irripetibili su DNA e impronte, sia sui nuovi reperti che su quelli raccolti all’interno dell’abitazione della vittima.

La Procura e il nucleo operativo dei Carabinieri, che non hanno mai interrotto il lavoro investigativo, vengono lodati dall’avvocato Gabrielli per la determinazione e la costanza dimostrate in queste settimane: “Un plauso sincero agli inquirenti. La risoluzione di questo caso, oggi finalmente a portata di mano, è un atto di giustizia dovuto a Stefania e ai suoi cari”.

La famiglia attende la verità

Con il recupero del coltello, della maglietta e del telefono, il puzzle attorno all’omicidio di Stefania Camboni appare sempre più completo. Il contesto, le prove, le testimonianze e ora anche gli elementi materiali fanno convergere il quadro accusatorio su Giada Crescenzi, che continua a proclamarsi innocente. Ma il lavoro scientifico dei RIS e l’analisi dei nuovi reperti potrebbero essere determinanti nel confermare in via definitiva le responsabilità.

La famiglia Camboni, attraverso il proprio legale, si dice pronta ad affrontare i prossimi passaggi giudiziari con fiducia nella giustizia e nella verità dei fatti. Dopo mesi di dolore e attesa, il cammino verso la chiusura di una vicenda tanto tragica quanto complessa potrebbe essere ormai a un passo dalla conclusione.