La replica
Disabilità, Ferreri: “La verità è scritta nel passato. Si dia più spazio ai fatti che alle parole”
“Continuo a sperare che da questa vicenda nasca finalmente un protocollo d’emergenza che eviti il ripetersi di situazioni simili”
Fiumicino, 17 giugno 2025 – “Premesso che non mi ero mosso ‘politicamente’ per una diatriba, che ritengo priva di senso e che oggi è diventata un attacco personale senza peraltro comprendere ancora il motivo sul perché un disabile con patologie cognitive, nonostante le segnalazioni effettuate sin dal primo momento a tutti gli uffici competenti – presentandomi come volontario di un’Associazione ( come evidenziato nella relazione dell’assistente sociale dell’ospedale ) – era rimasto seduto da due giorni su una sedia all’interno del pronto soccorso ai piedi della barella dove era stata posizionata la mamma”. Lo ha dichiarato Maurizio Ferreri di Demos che contro replica alle dichiarazioni del consigliere Mauro Stasio (leggi qui).
“Ho atteso due giorni, – ha proseguito Ferreri – due lunghissimi giorni dove mi sono recato più volte a parlare con l’assistente sociale dell’ospedale (persona da elogiare) per poi muovermi politicamente per segnalare una grande “falla” emersa nel sistema di emergenza sociale del Comune. Una “falla” riconosciuta anche dagli stessi uffici comunali per un caso, a detta loro, mai accaduto. La persona ha una propria casa dove serviva in modo temporaneo un assistenza, ma questo servizio nei casi di emergenza non è previsto così come altre soluzioni proposte in quelle ore.
È facile lanciare accuse quando non si è in grado di fornire risposte. Molto più difficile è assumersi la responsabilità delle scelte fatte quando si era al governo. Le recenti dichiarazioni del consigliere Mauro Stasio sembrano dimenticare – o forse nascondere – proprio questo: lui stesso, con la delega alla disabilità durante l’amministrazione Montino, ha contribuito in prima persona alle politiche oggi criticate. Per questo, le sue parole mi lasciano sinceramente interdetto. È evidente un tentativo goffo di riscrivere la realtà, dimenticando – forse volutamente – il proprio passato amministrativo.
Stasio parla oggi di case famiglia chiuse e di modelli gestionali errati, ma omette di ricordare che ha ricoperto proprio la delega alla disabilità nel periodo in cui molte delle scelte oggi contestate sono state condivise, se non addirittura promosse, anche da lui. È quantomeno incoerente voler salire sul pulpito dell’efficienza dopo aver avuto responsabilità dirette nella gestione precedente.
In merito alla casa famiglia La Casa di Daniele, il consigliere Stasio dimentica che il sottoscritto è stato l’unico a manifestare pubblicamente in strada, ed esistono interviste video e comunicati, la propria contrarietà alla decisione del dirigente appoggiata da tutte le parti politiche sia di maggioranza e opposizione .Ricordo al Consigliere Stasio che nessuna Associazione locale in quel frangente ha voluto metterci la faccia per evitare discussioni con il dirigente dell’area Sociale. Su questo punto state attaccando veramente la persona sbagliata.
Vorrei inoltre ricordare – ha aggiunto – che la posa della prima pietra del Centro Diurno “Casa di Enzo” a Isola Sacra è stata possibile solo grazie alla risoluzione della questione legata all’orto, una soluzione che porta anche la mia firma. Un passaggio decisivo verso un progetto di grande valore per il territorio. Vorrei anche ricordare al consigliere che le fondamenta di quella struttura sono state realizzate grazie ai fondi dell’Area di Solidarietà, di cui faccio parte: una dimostrazione concreta che l’impegno vero si misura con i fatti, non con le polemiche o con parole vuote.
Infine, voglio concludere ritornando alla vicenda che ha aperto tutta questa diatriba che ha fatto comunque riportare alla luce un tema che continuo a ritenere importante, precisando di non aver dato lezioni a nessuno – cosa che invece sembra appartenere allo stile di chi ci governa – ma di aver voluto segnalare una grave lacuna nel sistema di assistenza in emergenza del nostro territorio.
Al di là di chi preferisce comparsate e titoloni sui giornali, continuo a sperare che da questa vicenda nasca finalmente un protocollo d’emergenza che eviti il ripetersi di situazioni simili. Perché, ancora una volta, a fare la differenza non è stato il sistema, ma la sensibilità di pochi”, ha concluso Ferreri.


