La polemica
Impianto di pattinaggio Isola Sacra, botta e risposta sullo sgombero
I consiglieri di opposizione parlano di “ennesimo sfregio al territorio”. Catini spiega “E’ l’epilogo di una delibera approvata da loro”
Fiumicino, 3 luglio 2025 – La chiusura dell’impianto di pattinaggio di Isola Sacra, in via Giuseppe Fontana, è ancora al centro della polemica e delle proteste dei cittadini. L’Amministrazione ha chiarito le motivazioni di tale decisione (leggi qui ) presa a “malincuore”, ma per l’opposizione “lo sfratto esecutivo in 5 giorni fatto senza neanche trovare prima una soluzione concordata, è l’ennesimo sfregio che questa amministrazione fa al proprio territorio, al suo sport e a tutta la cittadinanza”.
“L’Accademia Pattinaggio opera da oltre 40 anni sul territorio, – hanno dichiarato Ezio Di Genesio Pagliuca, capogruppo PD e i consiglieri Paolo Calicchio, Fabio Zorzi ed Erica Antonelli – utilizzando sempre le stesse strutture. Negli anni centinaia di ragazzi hanno indossato le 8 rotelle per puro divertimento o per passione sportiva. Nel corso di 4 decenni, la società a proprie spese ha rifatto la pavimentazione della pista, l’impianto di illuminazione elettrica e ha realizzato un pallone sotto il quale c’è una seconda pista di pattinaggio in legno, che rende l’impianto sportivo, che resta di proprietà comunale, uno dei pochi con tali dotazioni della provincia di Roma. È assurdo che non si tenga conto di tutto questo e si tratti questa bella realtà del nostro territorio come un abusivo qualunque.
I consiglieri del PD puntano poi il dito sulla mancanza di una ricerca di soluzioni alternative: “Si dice che tali atti siano propedeutici ai lavori del PNRR. Ma se anche così fosse, si sarebbero potute concordare altre modalità, e salvaguardare gli atleti professionisti che durante i lavori dovranno trovare soluzioni alternative e hanno chiesto una «Commissione urgente che ci aggiorni sull’accaduto e al Sindaco di intervenire per salvare una storica e importante società del territorio”.
I consiglieri del PD puntano poi il dito sulla mancanza di una ricerca di soluzioni alternative per “salvaguardare gli atleti professionisti” e hanno chiesto una “Commissione urgente che ci aggiorni sull’accaduto e al Sindaco di intervenire per salvare una storica e importante società del territorio”.
In merito alle polemiche, è intervenuto il capogruppo della Lista Civica Baccini, Massimiliano Catini, per “ristabilire un po’ di verità”.
L’ordinanza di sgombero non è frutto di una scelta improvvisa o “contro la città”, – ha spiegato Catini – come si vuole far credere, ma è il naturale epilogo di un percorso avviato anni fa con delibera di Giunta N.4 del 2020, approvata da quella stessa maggioranza oggi diventata opposizione, che riconosceva esplicitamente la necessità di riportare trasparenza e legalità nella gestione del patrimonio comunale.
Catini ricorda poi la scadenza prevista dalla delibera “fissata al maggio 2020, entro la quale gli impianti dovevano essere regolarizzati tramite bando pubblico. E invece, ancora oggi, a distanza di oltre cinque anni, ci si trova a fare i conti con un’occupazione senza titolo di un bene comunale perché i nostri predecessori non hanno avuto il coraggio di prendersi le proprie responsabilità nei confronti dei cittadini
Ci vuole un’incredibile sfacciataggine, a schierarsi oggi dalla parte di tutte quelle famiglie che stanno dando il loro contributo alla causa, credendoci fino in fondo. Quelle stesse famiglie che si illudono di avere al proprio fianco politici che, invece, mancano di coerenza e sorvolano su situazioni lasciate in sospeso proprio da loro. Ciò che la sinistra mette in atto, è una strumentalizzazione politica, in cui si cercano consensi facendo leva sulle emozioni dei cittadini e delle famiglie, dimenticando le responsabilità amministrative passate. Come amministrazione – ha concluso Catini – continueremo a lavorare per una gestione trasparente e regolare degli impianti sportivi, per investire in strutture moderne e accessibili, senza cedere a scorciatoie demagogiche o a campagne elettorali travestite da proteste civiche”.



