Tra il 7 e 9 luglio, dieci persone indagate sono state ascoltate in Procura
Fiumicino, 10 luglio 2025- Il procedimento penale che interessa la realtà amministrativa di Fiumicino entra in una nuova fase.
Nei giorni tra il 7 e il 9 luglio, presso il Tribunale di Civitavecchia, dieci soggetti sono stati ascoltati dal pm titolare dell’inchiesta alla presenza anche del Procuratore capo Liguori.
In molti (ma non tutti) si sono avvaldi della facoltà di non rispondere, in attesa dell’ordina del Gip (il giudice per le indagini preliminari).
La convocazione segue le disposizioni dell’articolo 291 del codice di procedura penale, che prevede l’interrogatorio dell’indagato prima di qualsiasi valutazione in merito a eventuali misure cautelari. Le udienze si sono svolte al piano terra della sede giudiziaria di via Terme di Traiano 56A. L’atto di convocazione, formalizzato nei giorni scorsi, indica in modo dettagliato le date e le modalità delle audizioni, a conferma del passaggio tecnico ma rilevante che il procedimento sta attraversando.
“Su tutti gli indagati – spiega l’avvocato Massimiliano Gabrielli – pende una richiesta del PM di applicazione di misure cautelari; nel nuovo sistema “Nordio” l’interrogatorio è preventivo ed il GIP, per decidere, valuterà le condotte di ciascuno di loro anche in base alla decisione di non rispondere, sotto il profilo di rischio di inquinamento delle prove o reiterazione dei reati anche in base alle condotte; da parte nostra – prosegue Gabrielli – riteniamo che le dimissioni spontanee di Federica Poggio dalla carica di assessore abbiano totalmente sgombrato il campo da questo profilo, consentendole di affrontare con serenità questo delicato passaggio processuale. Mi pare significativo che sia stata l’unica a fare un passo indietro, anche se ciò non implica affatto una ammissione di responsabilità ma solo una scelta di garanzia e tutela per il lavoro dell’assessorato alla cultura”.
La calendarizzazione su diverse giornate distinte consente agli inquirenti di acquisire elementi istruttori fondamentali per proseguire le indagini in corso. Le persone convocate hanno potuto fornire chiarimenti o, come previsto dalla legge, scelto di non rispondere alle domande. Ogni posizione sarà valutata individualmente, nel rispetto delle garanzie difensive. Sul fronte amministrativo, intanto, è stata approvata una determinazione dirigenziale con cui viene disposto il versamento del contributo dovuto all’Autorità Nazionale Anticorruzione in relazione a una serie di affidamenti per lavori pubblici. Si tratta di appalti relativi a interventi di riqualificazione energetica in diversi edifici comunali. Le gare sono state avviate attraverso il portale MePA, con il rilascio dei relativi codici identificativi di gara.La normativa vigente impone alle stazioni appaltanti il versamento di un contributo ANAC per ogni procedura registrata. La determina recepisce le delibere dell’Autorità in materia di contribuzione per l’anno 2025, confermando l’obbligo anche in caso di mancata aggiudicazione o successiva revoca delle gare. Il documento comunale elenca le procedure per le quali il versamento si rende necessario, indicando l’importo totale da corrispondere all’Autorità. Il pagamento verrà effettuato tramite il sistema pagoPA, come previsto dalle disposizioni vigenti.
L’atto è stato validato dal servizio finanziario e pubblicato all’albo pretorio. Non è solo un mero passaggio burocratico: l’atto dirigenziale sottolinea il rispetto delle norme sulla tracciabilità dei flussi finanziari e richiama esplicitamente il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO), adottato con deliberazione della Giunta comunale. Il provvedimento specifica inoltre che non sussistono conflitti di interesse per i responsabili del procedimento. Il versamento della tassa ANAC rappresenta un passaggio amministrativo obbligato, ma anche un gesto di coerenza con i principi di legalità e trasparenza. In un contesto in cui la corretta gestione degli appalti pubblici è oggetto di particolare attenzione, la conferma dell’adempimento contribuisce a rafforzare la fiducia nelle istituzioni e nei controlli previsti dalla normativa.
Le audizioni fissate a Civitavecchia e l’adempimento Anac seguono strade distinte, ma entrambe rientrano nel sistema di vigilanza e responsabilità che regola l’attività della pubblica amministrazione. Da un lato, l’accertamento delle eventuali responsabilità penali in corso (tutte da dimostrare); dall’altro, l’attività ordinaria degli uffici comunali, che procede secondo le regole e nel rispetto dei vincoli previsti dal codice dei contratti pubblici. L’adozione della determina e la calendarizzazione degli interrogatori offrono uno spaccato della complessità istituzionale in atto. Gli organi giudiziari e quelli amministrativi si muovono su piani diversi ma convergenti, con l’obiettivo condiviso di garantire correttezza, trasparenza e piena legittimità nell’uso delle risorse pubbliche.


