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Parole che vengono dal cuore e che curano l’anima: Rosa Ceci ci racconta il potere della scrittura

L’Amore per tutto ciò che è poesia ispirata alla vita, fiabe e racconti: intervista ad una scrittrice di Fiumicino

Fiumicino, 23 luglio 2025 – Il potere delle parole… parole che a volte è difficile pronunciare, ma che trovano il modo di emergere tramite la scrittura. Un filtro delle emozioni più pure, celate nell’animo, che possono raggiungere chi è disposto ad aprire il proprio cuore, leggere e ascoltare.

Così Rosa Ceci, spiega il suo amore per l’arte, la letteratura, fiabe, racconti e tutto ciò che è poesia ispirata alla vita. Rosa è nata a Veroli, in provincia di Frosinone, ma si è trasferita a Fiumicino con i suoi genitori quando aveva quattro anni.

“Ho la passione per la scrittura sin da bambina – racconta Rosa in un’intervista – all’epoca scrivevo cose mie personali, tutte emozioni scaturite da un animo candido. Poi con il crescere è aumentata la mia curiosità e mi sono dilettata nello scrivere poesie di cui ho pubblicato un libro nel 2006 “Le ali del cuore” (Aletti Editore). In seguito mi sono fermata un po’, ma ho continuato a scrivere per persone a me care con biglietti di auguri e lettere, con parole provenienti dal profondo del mio cuore. Nel 2006 ho perso mio marito, e da allora, la scrittura è diventata il mio appiglio alla vita: un impegno giornaliero per non soccombere al dolore e che mi ha aiutata molto, come una terapia”.

Da lì Rosa ha continuato a portare avanti la sua passione e lo ha fatto molto bene: “Ho partecipato ad un corso di scrittura creativa tramite il mio editor che è anche una mia carissima amica, che mi ha seguita, supportata con affetto, consigliata professionalmente e amichevolmente. E pian piano mi sono formata negli studi letterali.“. Da lì è nata la raccolta di testi “Con la penna e con il cuore” (Edizioni Pragmata, 2013) una sperimentazione con uno stile dal tono introspettivo e psicologico che predilige i temi di sensibilizzazione sentimentale, dove a predominare sono i valori della vita dell’amicizia e della famiglia.

Tra i suoi generi di scrittura, non figurano solo poesia, racconti e fiabe per bambini, Rosa si è cimentata anche in racconti polizieschi, ma quelli che preferisce sono soprattutto le storie per bambini e le storie d’amore: “Nel romanzo ‘Destini intrecciati’, riprendo un po’ le mie emozioni interiori e poi le faccio evolvere nella storia anche se la stessa è frutto della fantasia. Quando scrivo qualcosa di divertente sorrido, se è una storia triste mi viene da piangere. Trasmettere le proprie emozioni al lettore è tutto ed io spero di riuscire nell’intento”.

“Tornando al mio genere preferito, – spiega Rosa – “Fiabe e Filastrocche della nonna” era un’opera che avevo nel cassetto. Poi un giorno mi sono messa in contatto con la scuola GB Grassi, che ho frequentato da bambina, per presentare il libro ai piccoli alunni di seconda elementare e così è stato. Con il sostegno della libreria Matrioska, ho fatto la presentazione con un consenso favorevole da parte di molti. Replicato anche nella scuola a Isola Sacra. La soddisfazione e la gioia dei bambini mi ha ripagato di tutto: la loro è l’espressione più pura. Un bambino disse che aveva imparato a leggere con le mie fiabe, un’altra mi abbracciò. Questo è affetto puro. Arrivare al cuore dei bambini è stata una grande gioia. Quello che ora desidero di più è portare questo libro nei reparti pediatrici degli ospedali, per regalare un sorriso e un momento di pausa ai bambini e alle loro famiglie che stanno vivendo la malattia. Purtroppo non mi è stato ancora possibile e temo che resterà un sogno irrealizzabile… Troppo spesso alle buone intenzioni vengono tarpate le ali”.

Alcune opere di Rosa Ceci hanno ricevuto riconoscimenti importanti: una poesia è stata premiata al Concorso CET (Scuola Autori di Mogol), con Menzione Speciale al Merito. Mentre un’altra dal titolo “La zanzara coscienziosa”, che ha partecipato ad un Concorso Internazionale di poesia, ha avuto un riconoscimento da parte della critica letteraria. “Inizialmente non volevo partecipare – racconta Rosa – Poi una sera mentre stavo preparando la cena, ho avuto un’ispirazione improvvisa. In dieci minuti ho scritto la poesia in dialetto romanesco, in chiave divertente e allo stesso tempo con una morale. Tanti gli applausi che ho ricevuto durante la premiazione. È stata una grandissima emozione”.

Attualmente l’autrice sta scrivendo la sua seconda biografia che segue “Le radici del cuore” (Edizioni Pragmata, 2019): “Nel primo libro parlo della mia infanzia, della mia fanciullezza, fino al giorno del mio matrimonio. Mi sono sposata a 16 anni. Nel secondo libro, la storia riparte da lì, nonostante la morte di mio marito mi abbia segnata tantissimo, l’obiettivo è arrivare ad un finale positivo ed è quello che sto cercando di fare”.

“Ringrazio Dio per avermi dato questo dono – conclude Rosa – i miei genitori per come mi hanno cresciuta, con valori solidi validi. I miei nipotini che sono stati la gioia più grande che potessi ricevere in quel momento particolare. Nonostante le difficoltà che ancora oggi mi mettono a dura prova, la scrittura mi mantiene viva dentro”.