Appunti di viaggio
Bonifiche quotidiane, inciviltà permanente: una discarica… vista mare
L’idea che “tanto qualcuno poi pulisce” è la vera rovina: una forma di inciviltà passiva, ma devastante.
A Fiumicino si bonifica, si raccoglie, si rimuove. Ogni giorno. Sul lungomare della Salute si è appena avviato un nuovo intervento di pulizia straordinaria, con tanto di modifiche alla viabilità per agevolare le operazioni (leggi qui).
A Focene, i volontari continuano a ripulire spiagge che, puntualmente, il giorno dopo tornano sporche come prima (leggi qui).
In via del Faro è cominciata l’ennesima rimozione dei rifiuti abbandonati, una montagna di sacchi gettati da chi non si pone nemmeno il problema (leggi qui).
Tutto giusto, tutto necessario. Ma uno sforzo — alla lunga — inutilmente titanico. Perché finché ci sarà chi getta rifiuti con la stessa leggerezza con cui spegne una sigaretta, nessun intervento sarà mai davvero risolutivo. È come il telaio di Penelope: di giorno si tesse, di notte si disfa. Con la differenza che qui non si tratta di un mito, ma di denaro pubblico, tempo, energie, salute ambientale.
E allora la verità, per quanto scomoda, va detta: non c’è raccolta efficace senza educazione. Non c’è bonifica che tenga se non si cambia mentalità. Pulire tutti i giorni ha un costo altissimo per la collettività, ma l’indifferenza di pochi lo rende vano per tutti.
L’idea che “tanto qualcuno poi pulisce” è la vera rovina: una forma di inciviltà passiva, ma devastante. Serve un cambio culturale, radicale, concreto. Altrimenti, tra qualche anno, non vivremo più in una città da salvare, ma in una discarica permanente con vista mare.


