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Milioni di euro evasi dal 2016 al 2023, poi la vicenda delle luminarie e dei concerti: così si sviluppa l’inchiesta

L’indagine nata da una verifica fiscale ha portato a due diverse fasi di misure cautelari: la prima a metà giugno, la seconda a fine agosto, con 17 indagati complessivi.

Fiumicino – L’inchiesta sugli appalti del Comune di Fiumicino ha seguito due percorsi temporali distinti. Il primo, risalente al blitz del 13 giugno 2025, ha riguardato i servizi sociali. In quella data, il gip ha disposto quattro misure cautelari senza interrogatori preliminari, ritenendo urgente bloccare il rischio di inquinamento probatorio.

Anni 2016-2023

A dare avvio al procedimento è stata una verifica fiscale: tra il 2018 e il 2023 – è questa l’accusa del pm – una società emetteva fatture inesistenti per oltre 1,46 milioni di euro più IVA nei confronti di enti e associazioni attive nei settori sociale e spettacolo. Le movimentazioni bancarie mostravano immediati prelievi in contanti e trasferimenti su conti esteri.

All’interno di questo filone è emerso il caso di una cooperativa che – in quel periodo – ha ottenuto 42 appalti per un totale di 4,1 milioni di euro, di cui 26 affidamenti diretti. Le fatture emesse superavano però il doppio del valore degli appalti ricevuti: 9,4 milioni contro 4,1 milioni, a conferma delle anomalie denunciate dagli inquirenti.

Anni 2023-2025

Il secondo momento è arrivato a fine agosto 2025, con altri nove provvedimenti cautelari che hanno esteso l’indagine ai settori delle attività produttive e culturali. Nel mirino sono finite le manifestazioni dell’estate 2024 a Fregene, Passoscuro, Torre Clementina, Aranova e Corte Villa Guglielmi, oltre alle luminarie natalizie tra dicembre 2024 e gennaio 2025 a Fiumicino Paese e Isola Sacra.

Questa volta il gip ha disposto gli interrogatori preventivi, al termine dei quali ha accolto le richieste della Procura. Sono stati emessi tre arresti domiciliari, quattro misure coercitive (tra obblighi di dimora e presentazione alla pg), una sospensione dalle funzioni dirigenziali per 12 mesi e un divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per un imprenditore.

Il totale dei due filoni

In totale, tra le due fasi, i provvedimenti sono stati 13 e gli indagati 17. Il quadro delineato dalla Procura di Civitavecchia ha descritto, per il periodo 2024–febbraio 2025, un sistema di spezzettamento artificioso degli appalti, affidamenti diretti e proroghe considerate illegittime, che favorivano cooperative e imprese compiacenti in cambio di ritorni politici e visibilità amministrativa.

Con la comunicazione ufficiale diffusa il 1° settembre 2025, la Procura ha chiarito i passaggi dell’inchiesta, evidenziando come i servizi sociali siano stati il punto di partenza, mentre gli eventi culturali e le luminarie hanno rappresentato l’estensione successiva. Un’indagine che resta in corso, con i soggetti coinvolti che – come specifica la riforma Cartabia – rimangono innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.