Logo
Sco, la svolta di Tianjin: cooperazione e sviluppo al centro del nuovo ordine mondiale

Al summit di Tianjin approvata la strategia 2026-2035 con banca di sviluppo, monete locali e nuovi corridoi energetici e commerciali.

Tanto ha fatto per tenerli separati che alla fine li ha uniti. Questo è il risultato più importante del summit dei paesi membri della Shanghai Cooperation Organization (Sco) appena conclusosi a Tianjin, in Cina.
Si potrebbe dire che è l’unico “successo” incontrastato di Donald Trump, perché tutte le altre sue politiche sono state sfidate e sono dibattute nei tribunali americani.

Lo Sco, organismo intergovernativo creato nel 2001 per coordinare le politiche di sicurezza nelle regioni asiatiche, oggi conta 10 Stati membri, rappresenta un terzo del Pil mondiale in parità di potere d’acquisto (ppp) e il 43% della popolazione globale. A volte, superficialmente, viene descritto come “l’anti Nato”.

A Tianjin erano presenti il presidente cinese Xi Jinping, che ha accolto solennemente il presidente russo Vladimir Putin, e il primo ministro indiano Narendra Modi, la cui presenza ha segnato un superamento delle storiche tensioni sino-indiane.

Le novità della dichiarazione finale

La Dichiarazione finale ha riconosciuto le tensioni geopolitiche e i loro effetti sull’economia globale, ma ha sottolineato l’importanza della collaborazione nella lotta al terrorismo e ai traffici di droga, con l’impegno a risolvere i conflitti in modo pacifico e diplomatico.

Elemento centrale: la sicurezza nella regione si garantisce soprattutto attraverso la cooperazione e lo sviluppo economico.

È stata approvata la SCO Development Strategy 2026-2035, con progetti e politiche di lungo periodo.

Riforma della governance globale

In primo piano la richiesta di una riforma del sistema di governance economica mondiale, con il rafforzamento di un commercio multilaterale non discriminatorio e basato su regole condivise.

I leader Sco hanno chiesto anche una revisione delle istituzioni finanziarie internazionali e un ruolo più incisivo dei paesi emergenti in Fmi e Banca mondiale.

Sono state annunciate iniziative per un meccanismo Sco per il credito all’esportazione e per gli investimenti, oltre a una Development Bank.

Finanza ed energia

Grande attenzione è stata data alla Roadmap per l’uso delle valute locali nei commerci interni, già delineata a Samarcanda nel 2022, e alla creazione della Sco Development Bank, sul modello della New Development Bank dei Brics.

La cooperazione si estende a molti settori, dall’intelligenza artificiale al digitale, fino a energia, logistica e trasporti, con la spinta a nuovi corridoi Nord-Sud ed Est-Ovest.
In particolare, è cresciuta la cooperazione energetica sugli idrocarburi tra Russia, Cina, Iran e India.

L’iniziativa cinese e la prospettiva eurasiatica

La Dichiarazione cita gli Stati che sostengono la Belt and Road Initiative (BRI) cinese, affiancata dall’Eurasian Economic Union guidata dalla Russia.
L’obiettivo dichiarato è la creazione di una Greater Eurasian Partnership, che includa anche i paesi Asean e altri meccanismi multilaterali.

Rischi e sfide

Le tensioni tra i membri Sco non sono scomparse. Eventi geopolitici imprevisti, provocazioni o sabotaggi potrebbero minare la stabilità. Papa Francesco ha parlato di una possibile “terza guerra mondiale a pezzi”.

Per l’Europa, il summit di Tianjin rappresenta una lezione: l’unità si costruisce se non ci si sottomette a diktat provocatori e irrazionali.

Verso un nuovo ordine mondiale

Il multilateralismo moderno non può escludere nessuno, ma servono istituzioni, regole e vincoli validi per tutti.

Non a caso la Dichiarazione fa riferimento a Nazioni Unite e Organizzazione mondiale del commercio, considerate garanti di rappresentatività.
Il terreno è pronto per un nuovo ordine mondiale in cui vecchi e nuovi protagonisti siedano sullo stesso piano.

*già sottosegretario all’Economia
**economista