DENTRO LA NOTIZIA
|Il Tevere balneabile… come la Senna alle Olimpiadi
Il Campidoglio annuncia la volontà di rendere il fiume balneabile. Va bene il sogno, ma senza creare una nuova disciplina olimpica: quella della resistenza a batteri e metalli pesanti
Roma, 11 settembre 2025 – Il Tevere balneabile entro 5 anni. No, non è uno scherzo: è l’obiettivo che si è posto il Comune di Roma per bocca del suo sindaco Roberto Gualtieri, reso pubblico a margine dell’evento “La città eterna accoglie il futuro. Attrattività, cultura, bellezza e innovazione” organizzato al Padiglione Italia di Expo 2025 Osaka. A “confermarlo” anche un comunicato pubblicato sul sito del Campidoglio. Secondo Palazzo Senatorio, in un lasso di tempo piuttosto breve potremo finalmente indossare costume e ciabatte per tuffarci nel fiume, senza temere di uscire verdi come l’acqua che lo attraversa. Anzi, a detta del Primo cittadino, in certi giorni alcune zone sarebbe già balneabile: peccato che nessuno abbia ancora trovato il coraggio di provarlo, se non qualche anatra coraggiosa e i soliti turisti distratti che ci finiscono dentro per sbaglio.
Roma come Parigi dunque, con il Tevere a fare da Senna. Un po’ come le Olimpiadi 2022 dove gli atleti hanno sperimentato la grande idea di nuotare nelle acque inquinate del fiume parigino. Memorabili le gare annullate all’ultimo minuto per colpa dei batteri, le facce terrorizzate dei triatleti costretti a tuffarsi comunque, e i titoli dei giornali più concentrati sull’acqua marrone che sulle medaglie vinte. Eppure, a Roma il progetto è stato annunciato con entusiasmo: un gruppo di lavoro (presto “interistituzionale”), un tavolo con Governo e Regione, uno screening degli scarichi sull’Aniene e quattro azioni “già individuate” che però restano nel vago. I costi? “Li stiamo stimando”, assicura Gualtieri, convinto che saranno inferiori a quelli della Senna, perché a Roma “in certi giorni il Tevere sarebbe già balneabile”. Insomma, un piano preciso: molti tavoli, qualche cronoprogramma e, si spera, meno ratti a bordo fiume.
C’è però chi frena gli entusiasmi. Perché va bene sognare i tuffi, ma la realtà è che oggi il Tevere non è esattamente una piscina olimpionica. Anzi. A ricordarlo è la Sima, Società Italiana di Medicina Ambientale, che senza troppi giri di parole parla di rischi “elevatissimi” per la salute: “La presenza nelle acque dei fiumi di batteri fecali, come ad esempio l’Escherichia coli, può provocare infezioni gastrointestinali nell’uomo con sintomi come diarrea e vomito. Si possono verificare poi infezioni della pelle e degli occhi per via del contatto con l’acqua contaminata, con conseguenti eruzioni cutanee e infezioni oculari. Altro rischio importante è la leptospirosi, malattia causata da batteri presenti nell’urina degli animali come ratti e topi: i sintomi includono febbre alta, mal di testa e dolori muscolari. Occorre poi considerare le esposizioni agli inquinanti chimici presenti nelle acque dei fiumi, come metalli pesanti, pesticidi o altre sostanze, i cui effetti nocivi sulla salute non sono immediati ma si riscontrano sul lungo termine” ha detto il presidente Alessandro Miani.
E non manca anche chi, di mestiere l’acqua la conosce in tutti i suoi aspetti. Gregorio Paltrinieri, campione olimpionico e veterano dei fiumi “creativamente” balneabili, accoglie con entusiasmo l’idea di un Tevere aperto ai tuffi: “Nuotare nel Tevere sarebbe bellissimo, un sogno non solo per me ma per tutti. Non solo per noi nuotatori, ma soprattutto per i cittadini: avere un fiume balneabile in una città grande e calda come Roma sarebbe il top”.
Ma subito dopo mette l’accento sulla parte più importante “Alle Olimpiadi dello scorso anno ho nuotato nella Senna, conquistando bronzo negli 800 e argento nei 1500, ma l’acqua non era pronta. Tant’è che dieci atleti sono finiti in ospedale. Le promesse devono essere mantenute: l’acqua deve essere pulita e sicura”.
Insomma: va bene il sogno, ma senza trasformare il bagno nel Tevere in una nuova disciplina olimpica, quella della resistenza a batteri e metalli pesanti.







