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Roma, truffa delle tre campanelle: turisti ingannati

I carabinieri hanno denunciato 7 truffatori nel cuore della capitale. Bottino complessivo da 800 euro

Roma, 18 settembre 2025 – I carabinieri del comando Roma piazza Venezia hanno denunciato sette persone accusate di aver messo in atto la cosiddetta “truffa delle tre campanelle” ai danni di turisti nel centro storico della Capitale.

Il primo episodio

Nel pomeriggio del 15 settembre, una turista brasiliana di 35 anni ha denunciato di essere stata raggirata in via delle Muratte, perdendo 200 euro. La donna ha raccontato di essere stata coinvolta nel noto gioco d’azzardo truffaldino, gestito da un gruppo di persone che la inducevano a puntare denaro con l’inganno.

Grazie alla rapida attività investigativa, i militari hanno individuato e denunciato in stato di libertà quattro persone: due cittadini macedoni di 27 e 49 anni, una cittadina romena di 24 anni e una cittadina moldava di 25 anni. La vittima, attraverso un fascicolo fotografico predisposto dai Carabinieri, ha riconosciuto i presunti autori della truffa.

Poco dopo, due dei sospettati sono stati rintracciati in via Minghetti insieme ad altri due soggetti già noti per reati simili. I Carabinieri hanno sequestrato il materiale utilizzato per il gioco e comminato sanzioni amministrative, con l’ordine di allontanamento dal centro storico per 48 ore. Inoltre, al 49enne macedone è stato notificato un foglio di via obbligatorio dalla Capitale, con divieto di ritorno per quattro anni.

Il secondo episodio

Due giorni dopo, il 17 settembre, sempre in via delle Muratte, un’altra turista – una 28enne turca – ha denunciato di essere stata vittima della stessa truffa, questa volta perdendo 600 euro.

Anche in questo caso, i Carabinieri hanno identificato i presunti responsabili: lo stesso 49enne macedone già colpito dal foglio di via, la 25enne moldava e un altro cittadino macedone di 52 anni. I tre sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per truffa. Il 49enne dovrà inoltre rispondere anche del reato di inottemperanza al provvedimento di allontanamento.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.