LO SHOW TRA LE MACERIE
|Netanyahu boicottato all’Onu, ma il suo discorso arriva a Gaza via altoparlanti
Contestato e con platea semideserta all’Assemblea Generale, il premier israeliano ribadisce la volontà di “finire il lavoro a Gaza” e ribadisce le accuse di genocidio. Il messaggio raggiunge la Striscia attraverso altoparlanti installati dall’esercito
New York, 26 settembre 2025 – Si è presentato con una spilla-QR che rimandava a un video del 7 ottobre. Ha proiettato la cosiddetta “mappa della maledizione” aggiornata — il cartellone con l’arco di influenza iraniana che, per il premier israeliano circonda Netanyahu, circonda Israele —. Poi ha trasformato l’aula dell’Assemblea Generale in un aula studio – dove il professore è lui – sottoponendo i delegati – quei pochi rimasti – a dei quiz. Tanti fischi, con la grande maggioranza dei delegati che ha boicottato il discorso per protesta, pochi applausi (dai suoi stessi delegati, soprattutto). Netanyahu ha trasformato il palco del Palazzo di Vetro in uno show, il cui audio è arrivato fino in Palestina: su sua richiesta, l’esercito israeliano ha fatto installare degli altoparlanti a Gaza in modo che tutti potessero sentire il suo discorso.
“Non abbiamo ancora rifiuto”. E respinge le accuse di genocidio
“Non abbiamo ancora finito. Gli ultimi resti di Hamas sono trincerati a Gaza City. Vogliono ripetere le atrocità del 7 ottobre ancora e ancora. Ecco perché Israele deve finire il lavoro il più rapidamente possibile” ha detto il premier israeliano. “Ai leader di Hamas rimasti, ai carcerieri dei nostri ostaggi, dico: deponete le vostre armi. Lasciate andare la mia gente. Liberate gli ostaggi, tutti, tutti i 48. Liberateli ora. Se lo farete, vivrete. Altrimenti, Israele vi darà la caccia”.
Netanyahu ha parlato di “false accuse di genocidio” rivolte a Israele e ha negato di stare obbligando i palestinesi a lasciare Gaza. “Per caso i nazisti chiedevano gentilmente agli ebrei di andarsene? – ha chiesto – Ora vorrei porvi una domanda semplice, una domanda logica: un Paese che sta commettendo un genocidio, implorerebbe la popolazione civile che dovrebbe essere il suo obiettivo di mettersi al riparo? Noi stiamo cercando di farli uscire e Hamas sta cercando di tenerli dentro la Striscia di Gaza”.
“Liberate gli ostaggi e vivrete, o vi daremo la caccia”
“Per Israele ogni vittima civile è una tragedia, per Hamas è una strategia. Hamas usa i civili come scudi umani. Israele sta facendo tutto il possibile per ridurre al minimo le vittime civili. Molti leader mondiali hanno ceduto ad Hamas quando le cose hanno iniziato a farsi difficili per Israele. Stiamo affrontando una guerra su sette fronti con poco aiuto: ci condannate, ci sottoponete a embargo e minacciate battaglia politica e legale contro di noi. Ma la vittoria su Hamas renderà possibile la pace con le nazioni di tutto il mondo arabo e musulmano. La nostra vittoria condurrà a una marcata espansione degli storici Accordi di Abramo” ha sottolineato il premier israeliano. Ricordando di aver fatto mettere degli schermi nella Striscia, si è rivolto direttamente ad Hamas: “Liberate gli ostaggi, e deponete le armi. Se lo farete vivrete, se non lo farete Israele vi darà la caccia”.
Nel passaggio dedicato ai riconoscimenti ufficiali dello Stato di Palestina da parte di alcuni governi occidentali — in particolare Gran Bretagna, Canada, Australia e Francia — Netanyahu ha trasformato la critica diplomatica in un atto d’accusa politico: secondo il premier, quelle scelte “premiano” Hamas e ignorano le responsabilità dell’Autorità nazionale palestinese, che non va a elezioni da anni e non ha attuato le riforme promesse. Da qui l’affondo diretto ai leader di quei Paesi: “Hanno ceduto ad Hamas. Le critiche ad Israele su Gaza sono bugie antisemite e l’Autorità palestinese è corrotta sino al midollo. Da decenni si sentono promesse di riforma dell’Autorità palestinese ma non sono mai state mantenute”.
La mappa della “maledizione”
“Abbiamo distrutto gli armamenti di Assad in Siria, abbiamo colpito le milizie sciite dell’Iran in Iraq e, soprattutto, abbiamo devastato i programmi iraniani di armi atomiche e missili balistici”, ha sottolineato nel corso del suo intervento all’Assemblea Generale dell’Onu. Netanyahu ha mostrato la mappa aggiornata della “maledizionem, rappresentata dai nemici d’Israele nella regione mediorientale. “Metà della leadership Houthi in Yemen, è andata. Yahya Sinwar a Gaza, è andato. Hassan Nasrallah in Libano, è andato. Il regime di Assad in Siria, è andato – ha detto, segnando delle ‘x’ sui Paesi menzionati – Le milizie in Iraq, se attaccano Israele, se ne andranno anche loro. I comandanti militari iraniani, e i loro migliori scienziati nucleari, andati anche loro”. (Foto: @Journal_UN_ONU)











