IL CLAN
Latina, potere e violenza del clan Di Silvio tra faide e politica
Dal 2003 la città è segnata da omicidi, attentati e infiltrazioni, con il clan Di Silvio protagonista della scena criminale
Latina, 30 settembre 2025 – Latina ha vissuto una vera e propria guerra criminale. Tutto ebbe inizio il 9 luglio 2003 con l’omicidio di Ferdinando Di Silvio, fatto esplodere con un’autobomba sul lungomare. Da lì un’escalation culminata nel 2010 con l’agguato a Carmine Ciarelli e gli omicidi di Massimiliano Moro e Fabio Buonamano. La faida vide contrapporsi organizzazioni non rom alle famiglie storiche Ciarelli-Di Silvio, unite dal sangue e dal controllo delle principali attività criminali.
Sentenze definitive hanno riconosciuto l’associazione mafiosa dei Di Silvio, responsabili di estorsioni, intimidazioni e compravendita di voti. Il procedimento “Alba Pontina” ha certificato il loro ruolo dominante, documentando l’uso sistematico della violenza per gestire traffici illeciti e influenzare la politica locale. Durante le elezioni amministrative del 2016, a Latina e Terracina, la famiglia è stata protagonista di episodi di condizionamento diretto del voto, fino alla compravendita del consenso elettorale.
Il metodo mafioso dei Di Silvio si fondava su caratura criminale, intimidazioni e capacità di incutere paura. Le vittime riconoscevano apertamente la forza del nome “Di Silvio”, simbolo di potere. Le alleanze con i Ciarelli rafforzavano la loro posizione, permettendo di mantenere egemonia sulle attività economiche e criminali.
La città ha vissuto decenni di assoggettamento, tra estorsioni, droga e rapporti con amministratori locali. Non mancavano episodi eclatanti, come le estorsioni al mercato ortofrutticolo di Fondi gestite dai D’Alterio, o i colpi d’arma da fuoco ad Aprilia e Fondi che dimostrano la diffusione del fenomeno nel sud pontino.
Il clan Di Silvio resta il simbolo della criminalità autoctona pontina: capace di trasformare legami familiari in struttura mafiosa, di infiltrarsi nelle istituzioni e di condizionare la vita politica ed economica. Latina, ancora oggi, continua a fare i conti con questa eredità criminale.




