IL FIUME
|Balneabilità, da Ecoitaliasolidale la proposta del Parco Nazionale del Tevere
EcoItaliasolidale appoggia la proposta della navigabilità, ma sottolinea la necessità di interventi strutturali concreti e complessivi
Roma, 2 ottobre 2025 – “A seguito delle dichiarazioni del sindaco Gualtieri dal padiglione italiano all’Expo di Osaka, dove ha rilanciato l’obiettivo di rendere balneabile il Tevere entro cinque anni (leggi qui) e le intenzioni ed il progetto di questi giorni anche della Regione dell’ipotesi di navigabilità Ecoitaliasolidale esprime soddisfazione per l’attenzione ormai centrale che sta avendo il dibattito sul fiume, finalmente, ma sottolinea la necessità di interventi strutturali concreti e complessivi. Ecoitaliasolidale rilancia la proposta concreta che portiamo avanti da anni e non solamente oggi, della creazione del Parco Nazionale del Tevere, da tempo sul tavolo delle istituzioni, come vero progetto di rigenerazione ambientale, sociale ed economica del bacino del Tevere”. È quanto dichiarano in una nota Piergiorgio Benvenuti e Fabio Rosati, rispettivamente Presidente Nazionale e Vice Presidente del Movimento Ecologista EcoItaliaSolidale.
“Il Tevere, i fiumi e il Mediterraneo: i dati che non si possono ignorare”
“Il Mar Mediterraneo si sta scaldando a un ritmo dal 20% al 50% più veloce della media globale. Secondo il rapporto IPCC AR6, entro il 2100 la temperatura superficiale aumenterà tra i +3,5°C e i +4,5°C, con conseguenze irreversibili sugli ecosistemi. Questo bacino marino ospita oltre 12.000 specie marine, pari al 4-12% della biodiversità marina mondiale. Il mare occupa il 70% della superficie del pianeta e rappresenta il principale regolatore climatico del sistema terrestre. Inquinamento da plastica e microplastiche: un disastro annunciato. Come ha ricordato più volte il Prof. Luigi Campanella, scienziato di fama internazionale, “la produzione di plastica contribuisce al cambiamento climatico per il 3,7% delle emissioni globali, e questo valore potrebbe salire al 4,5% entro il 2050”. si legge ancora.
“Dal 1950 a oggi, l’umanità ha prodotto 8,3 miliardi di tonnellate di plastica, di cui 6,3 miliardi sono diventati rifiuti:
79% accumulato in discariche o disperso nell’ambiente
12% incenerito
Solo 9% riciclato
22 miliardi di kg di plastica si trovano in terra e altrettanti in mare. Se non si interviene, questa cifra rischia di moltiplicarsi fino a 500 volte entro il 2050.
Gli scienziati avvertono: entro il 2050 ci sarà più plastica che pesci negli oceani”.
Il Tevere tra i fiumi più inquinanti del Mediterraneo
“Secondo l’Università Tor Vergata, nel solo decennio 2006–2016, oltre 8.000 tonnellate di microplastiche sono arrivate nel Mediterraneo attraverso i fiumi. Il Tevere è tra i principali veicoli: uno studio del luglio 2020 ha rilevato la presenza di polistirolo e microplastiche in tutti i campioni prelevati di fronte alla foce, con picchi fino a 60 microgrammi per litro di sedimento, a 6 km dalla costa. Queste sostanze entrano nella catena alimentare umana attraverso il pesce e i molluschi” aggiunge EcoItaliaSolidale.
La proposta: istituire il Parco Nazionale del Tevere
Ecoitaliasolidale chiede l’immediata istituzione di un Ente unico di gestione del Tevere, con le seguenti competenze:
Riqualificazione ambientale del tratto fluviale
Depurazione delle acque
Mobilità alternativa e turismo fluviale
Valorizzazione di argini, ciclabili, ippovie
Gestione dei parchi fluviali e recupero dell’archeologia industriale dell’area Ostiense
Inoltre, propone l’istituzione di un Parco Nazionale del Tevere, che:
Si svilupperebbe su 80.000 ettari
Interesserebbe 4 Regioni, 8 Province, 82 Comuni
Sarebbe il sesto parco nazionale per estensione
Includerebbe anche l’Aniene e gli affluenti inferiori
“Porterebbe alla candidatura del Tevere come Patrimonio dell’Umanità – UNESCO, in quanto attraversa il centro storico di Roma e territori come la Foresta fossile di Dunarobba, già considerati patrimonio ambientale e culturale” si legge.
“Difendiamo il bene comune: acqua, clima, vita”
L’Italia dispone oggi di 29 aree marine protette e 2 parchi sommersi, per un totale di 228.000 ettari di mare e 700 km di costa tutelati. I parchi naturali italiani assorbono 145 milioni di tonnellate di CO2, quasi un terzo delle emissioni annuali nazionali. L’Europa ci chiede di arrivare al 30% di territorio protetto entro il 2030, ma serve volontà politica concreta.
Ecoitaliasolidale lancia l’allarme:
“Basta parole. Servono azioni. Fermiamo l’invasione della plastica. Salviamo il Tevere. Proteggiamo il Mediterraneo. I fiumi non sono solo corsi d’acqua. Sono arterie di vita. Il Tevere può diventare il simbolo di una rinascita ambientale, sociale e culturale per tutto il Paese. Non servono quindi annunci, ma fatti concreti, idee e competenze” conclude.







