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Da Lido centro al pontile, Ostia si mobilita al grido “Palestina libera”

Palestina libera dal fiume fino al mare, free- free Palestine”: questo il grido che ha accompagnato il lungo e nutrito corteo

Ostia, 6 ottobrre 2025 –  Ostia scende in piazza per manifestare a favore di una Palestina libera. Tre ore di manifestazione pacifica, eterogenea dove centinaia di persone, tra gente comune, rappresentanti della cultura lidense, dello sport, delle associazioni spina dorsale del territorio, attivisti, famiglie con bambini, hanno partecipato al lungo corteo che ha interrotto il traffico di Ostia per ben tre ore. Dalla stazione, passando per via Cardinal Ginnasi, piazzale della posta, Corso Duca di Genova, fino a via delle sirene e poi, lungo tutto il lungomare fino a piazza dei Ravennati.

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Dalla stazione Lido Centro, passando per il cuore della cittadina lidense fino al pontile in un unico grido “Palestina libera!”. Nata da un’assemblea pubblica la manifestazione autofinanziata, ha coinvolto circa 800 persone unite in un unico grido “Palestina libera” per chiedere pace, sostegno verso un popolo martoriato, contro un genocidio, uniti in un unico obiettivo, quello di dire stop a una guerra devastatrice.

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Palestina libera dal fiume fino al mare, free- free Palestine”: questo il grido che ha accompagnato il lungo e nutrito corteo, tra percussioni dal vivo, musica sparata dagli altoparlanti, fumogeni dal colore della bandiera palestinese; con la richiesta di porre fine alla guerra, di boicottare chi la sostiene, di porre fine alla sofferenza di un popolo, chiedendo garanzia per un corridoio di aiuti sempre aperto, che consenta approvvigionamenti di cibo e medicinali.

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Ci sarebbe dovuta essere una flottiglia rappresentativa nel mare antistante il pontile, luogo dove ha avuto termine la manifestazione, ma che non è potuta essere presente causa le condizioni meteo marine. Non è mancata però la partecipazione, dai terrazzi, dalle finestre soprattutto dal tetto del Teatro del Lido, Presidio Poetico Permanente Pro Palestina, che al passaggio del corteo ha strotolato un enorme vessillo con i colori della Palestina con su scritto “From every river to every sea” avvolto dai fumogeni rosso, verde e nero.
La nostra voce è più forte delle bombe, il silenzio uccide più delle armi.

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“Non siamo qui per piangere i morti, ma per rivendicare una libertà che va difesa”, questo il manifesto della folla, accompagnata verso la fine della manifestazione da un grido solitario, ma estremamente potente: un uomo, solo, con il capo coperto dalla kefiah, simbolo della lotta palestinese, armato solo di una bandiera montata su un retino da pesca, con un giubbotto da caccia, la cui cartuccera era piena di pane, cibo, medicinali: “al popolo palestinese serve questo: cibo, medicine e pace, lasciamo fuori la politica e le strumentalizzazioni, diamo aiuto vero, immediato, reale”.

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