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Intermodalitá: il nuovo asse strategico tra aeroporto, porti e città

Dai Tavoli del Mare emerge una visione condivisa: l’intermodalità come chiave per una mobilità decarbonizzata, connessa e rispettosa dell’ambiente costiero

Fiumicino, 8 ottobre 2025 – I Tavoli del Mare hanno rappresentato un momento di dialogo e collaborazione tra istituzioni, imprese e stakeholder impegnati nello sviluppo sostenibile di Fiumicino e nella promozione della Blue Economy.
Al Tavolo Giallo, dedicato al tema dell’intermodalità e dell’aeroporto, hanno preso parte i rappresentanti di Aeroporti di Roma (AdR), ENAC, RAM – Rete Autostrade Mediterranee e Eco Italia Solidale, in un confronto focalizzato sul potenziamento della sostenibilità e dell’interconnessione nel sistema dei trasporti del litorale laziale, con particolare attenzione all’area aeroportuale di Fiumicino.

Per AdR erano presenti Francesco Piccirilli, Head of Infrastructural and Environmental Planning, Rossella Bozzini, Head of Sustainability; per RAM, hanno partecipato Michelangelo Chinni, Responsabile Digitalizzazione, e Alfredo Baldi, Responsabile Area Porti, Logistica e Trasporti; per ENAC erano presenti gli ingegneri Costantino Pandolfi e Giulia Berardi, entrambi tecnici dell’Ente Nazionale Aviazione Civile; ha preso parte ai lavori anche Fabio Rosati per Eco Italia Sostenibile. E’ stato un confronto dedicato a individuare criticità e proposte operative per rafforzare la sostenibilità e l’interconnessione nel sistema di trasporti del litorale laziale, con particolare attenzione all’area aeroportuale di Fiumicino.

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Un territorio ancora troppo dipendente dal mezzo privato

Il primo dato che emerge è quello di una mobilità ancora fortemente centrata sull’auto privata.
L’area metropolitana di Roma, con oltre 700 veicoli ogni mille abitanti, rappresenta un caso emblematico di scarsa interconnessione tra modalità di trasporto.
Le alternative restano limitate: ad eccezione dei collegamenti ferroviari diretti “Express” e “FL”, mancano linee dedicate e infrastrutture di trasporto pubblico su ferro e su gomma che permettano un accesso rapido e sostenibile al principale scalo del Paese.
A ciò si aggiunge la mancata chiusura dell’anello ferroviario, elemento che continua a rappresentare un ostacolo alla piena integrazione dei flussi di mobilità.

Il quadro nazionale e il ruolo del sistema aeroportuale

È stato sottolineato come l’intermodalità debba essere concepita come parte integrante della pianificazione infrastrutturale nazionale.
Il Piano Nazionale degli Aeroporti prevede al 2035 una capacità complessiva di circa 300 milioni di passeggeri, obiettivo che richiede di rafforzare il focus sulla sostenibilità e sull’integrazione modale.
Nel quadro della rete europea TEN-T, è essenziale creare corridoi di mobilità passeggeri capaci di collegare i principali hub con le reti ferroviarie ad alta velocità e con i sistemi locali di trasporto.
È stato inoltre introdotto un indice di interconnessione territoriale, che misura quanto ogni cittadino sia realmente connesso al sistema dei trasporti: uno strumento utile per individuare le aree più svantaggiate e orientare meglio le risorse.

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Digitalizzazione e logistica

È stato fatto un focus sulla Piattaforma Logistica digitale Nazionale (PLN), che ha avuto un’accelerazione grazie al PNRR, articolata su tre direttrici:

la realizzazione e implementazione della piattaforma stessa,

la digitalizzazione delle Autorità di Sistema Portuale e degli interporti,

il sostegno alle imprese di trasporto.

In ambito intermodale, è stato ricordato l’avviso pubblico che ha assegnato 16 milioni di euro per la realizzazione dei Port Community System (PCS) delle singole autorità di sistema portuale — piattaforme che garantiscono l’interoperabilità tra pubblica amministrazione e operatori privati che agiscono sui porti.
L’esperienza del “riuso” ha rappresentato una buona pratica, permettendo alle realtà con sistemi informatici più avanzati di supportare quelle meno digitalizzate: un modello virtuoso di cooperazione istituzionale e tecnica.

Verso una mobilità sostenibile e decarbonizzata

Sul fronte ambientale, è stata ribadita la necessità di allineare lo sviluppo dei trasporti agli obiettivi europei di neutralità climatica entro il 2050.
Un tassello chiave è rappresentato dai SAF (Sustainable Aviation Fuels), combustibili non fossili già introdotti nel principale scalo del Lazio, primo in Italia a farne uso.
L’obiettivo europeo prevede che, entro quest’anno, almeno il 2% del carburante utilizzato negli aeroporti provenga da fonti sostenibili — un traguardo già raggiunto.
Il tema ambientale, tuttavia, a Fiumicino non può essere disgiunto dalla pianificazione: le scelte infrastrutturali devono rispettare le peculiarità territoriali, in piena integrazione con l’ecosistema costiero.

Progetti in corso e prospettive di sviluppo

Sul piano intermodale, è stato ricordato l’intervento di potenziamento ferroviario tra Ponte Galeria e l’aeroporto, che consentirà un significativo incremento della capacità di accesso ferroviario.
Tra le azioni già avviate figura la rete ciclabile di collegamento diretto con l’aeroporto, finanziata da ADR e inserita tra gli interventi giubilari, e l’iniziativa “Airport in the City”, che mira a integrare i servizi aeroportuali nel cuore della città, consentendo la gestione anticipata dei bagagli e semplificando il viaggio del passeggero.
Sul versante dell’innovazione, sono stati illustrati i progressi dell’Advanced Air Mobility, con sperimentazioni già avviate per collegamenti aerei leggeri tra i centri urbani e gli scali aeroportuali.

Criticità e proposte concrete

Dalla discussione sono emerse alcune linee prioritarie e richieste di intervento:

Rivedere l’anello ferroviario di Roma, completandolo ma con attenzione all’impatto ambientale, per favorire un accesso più equo e sostenibile agli snodi aeroportuali e logistici.

Snellire le procedure autorizzative per la realizzazione e l’ampliamento delle connessioni ferroviarie con gli aeroporti, oggi rallentate da un quadro normativo complesso.

Includere l’aviazione civile e i sistemi aeroportuali nei programmi di investimento del PNRR, ad oggi esclusi, per colmare uno squilibrio rispetto ad altri settori del trasporto.

Integrare la logistica aeroportuale con quella portuale e interportuale, creando un sistema unico di dati e pianificazione territoriale.

Sostenere la transizione energetica attraverso incentivi per veicoli elettrici e carburanti sostenibili, garantendo una reale accessibilità economica alla mobilità verde.

Il tavolo ha messo in evidenza una consapevolezza condivisa:

l’intermodalità non è un concetto tecnico, ma un fattore di coesione territoriale e competitività nazionale.

Solo attraverso una pianificazione coordinata, digitalizzata e sostenibile sarà possibile trasformare il litorale laziale in un modello di mobilità integrata, capace di connettere persone, merci e territori nel rispetto dell’ambiente e delle comunità locali.

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