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Portualità: infrastrutture, nautica e pesca insieme per lo sviluppo di Fiumicino

Al convegno “I Tavoli del Mare” dialogo e confronto su criticità e soluzioni per affrontare le sfide complesse della transizione marittima

Fiumicino, 8 ottobre 2025 – I Tavoli del mare sono stati un’occasione di dialogo e confronto tra vari enti e attori coinvolti nello sviluppo di Fiumicino nell’ambito della Blue Economy (leggi qui ). Al tavolo sulla portualità hanno partecipato Fiumicino Waterfront, l’Autorità di Sistema Portuale, la Capitaneria di Porto,Assonautica, pesca FCO e Comar Yacht, in quello che è stato un momento dedicato a individuare criticità e soluzioni per uno sviluppo integrato del territorio.

Per Fiumicino Waterfront era presente l’Ad Galliano Di Marco, per l’Autorità di Sistema Portuale Malcolm Morini dirigente ufficio stampa, per la Capitaneria di Porto il Comandante di vascello Emilio Casale, per la Pesca FCO Gennaro Del Prete presidente della società cooperativa pesca romana e per Comar Yacht il presidente Massimo Guardigli, per Assonautica il presidente Gianni Gargano. 

Fiumicino come laboratorio nazionale della transizione marittima sostenibile

Fiumicino si candida a diventare un modello nazionale di integrazione tra logistica, pesca, nautica e turismo. Le prospettive sono ambiziose: rilancio economico del territorio, valorizzazione della costa, attrazione di investimenti, rafforzamento dell’identità marittima.
Tuttavia, per trasformare questa visione in realtà, è necessario affrontare con decisione alcune criticità emerse nel corso del tavolo. Fiumicino può diventare un laboratorio nazionale di transizione sostenibile dove logistica, pesca, nautica e turismo convivono in un modello di sviluppo integrato. Prospettive: rilancio dell’economia locale, valorizzazione del patrimonio costiero, attrazione di investimenti e rafforzamento dell’identità marittima del territorio.

Infrastrutture portuali: porto turistico-crocieristico

Il progetto del porto turistico-crocieristico, profondamente rivisto rispetto al passato, prevede una marina turistica con circa 1.200 posti barca, di cui 15 destinati a yacht di grandi dimensioni. Rispetto al vecchio progetto, quello attuale prevede un solo edificio a destinazione alberghiera, mentre sono stati eliminati i quattro grattacieli inizialmente previsti. Si punta su un turismo nautico di alta gamma, già in forte crescita.

L’investimento complessivo stimato è di circa 600 milioni di euro, di cui 40 milioni per il dragaggio e 18,5 milioni per la nuova banchina crocieristica, alimentata elettricamente a bassa tensione per una maggiore sostenibilità ambientale. È prevista una nave da crociera ormeggiata a circa 600 metri dalle prime abitazioni, scelta che ha generato perplessità. Sono fondamentali le simulazioni e monitoraggi per valutare l’impatto su correnti, fondali e sicurezza della navigazione. Il progetto prevede l’intera riqualificazione dell’area del Vecchio Faro che potrà essere liberamente fruibile da tutta la comunità. Previste anche un parco pubblico che occuperà circa la metà dell’area complessiva. Il nuovo porto contribuirà all’incremento dei posti di lavoro.

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Dragaggi, sedimenti e ambiente costiero

Per la realizzazione del porto, il dragaggio stimato è di circa 3 milioni di metri cubi. Le analisi, condotte da società specializzate, hanno confermato che il materiale è compatibile con il ripascimento: circa 2 milioni di metri cubi saranno utilizzati per il ripascimento delle spiagge di Fregene. Il restante sarà collocato nelle colmate del porto o in siti autorizzati a 4 miglia dalla costa, secondo le prescrizioni regionali. Il 90% dei ripascimenti in Italia non è duraturo: servono studi mirati, attenzione alle correnti e coordinamento tra le diverse funzioni portuali e ambientali. Qualsiasi intervento marittimo può generare effetti a catena su pesca, habitat marini e balneazione.

Porto commerciale

Il porto commerciale è in fase avanzata (investimento di 50 milioni), con il 50% dei lavori eseguiti. Sono previsti piazzali, banchine ro-ro, spazi per attrezzature e operatori del settore. La messa in sicurezza del canale è prioritaria: le forti raffiche di vento e la precarietà attuale mettono a rischio le imbarcazioni ormeggiate nel posto canele. Il primo lotto dei lavori terminerà nel 2027. La delocalizzazione della flotta pescherecci oggi a ridosso del centro urbano consentirà una riqualificazione paesaggistica e funzionale.

Tutela della costa e sicurezza della navigazione

La Capitaneria di Porto sottolinea la necessità di un approccio prudente e integrato in merito alle due realtà portuali, nel rispetto delle normative e della sicurezza, ma anche con una visione di lungo periodo. Qualsiasi attività svolta in mare coinvolge tutte le altre, si parla di un ambiente delicato e ogni cosa può avere delle ripercussioni. Importante tutelare la costa senza stravolgere la morfologia del territorio. Importante è tener conto delle infrastrutture che coinvolgono sistemi elettrici o rifornimento di carburanti inquinanti.

Pesca: decimazione e rilancio

La pesca è il cuore pulsante di Fiumicino e il suo sviluppo si inserisce in quello che integra tutta l’economia locale. Dal 2008 a oggi, il numero di imbarcazioni da pesca in Italia è passato da 44mila a 12mila. Le cause principali sono normative europee sempre più stringenti e l’aumento dei costi. Il pescato locale rappresenta meno del 20% di quanto commercializzato nei mercati, ma c’è grande attenzione alla qualità, alla tracciabilità e alla sostenibilità.

E’ in fase di sviluppo un impianto di mitilicoltura da 12 milioni di euro, capace di produrre fino a 8mila tonnellate di cozze l’anno. Ci saranno opportunità di lavoro. E benefici per l’ambiente: le cozze contribuiscono all’assorbimento di CO₂, con effetti positivi sull’ambiente. Importante il progetto “Fishing for Litter”, con cui tra 2019 e 2021 sono state raccolte circa 80 tonnellate di plastica in mare. Tuttavia, occorre intervenire a monte, nei corsi d’acqua, per evitare che la plastica raggiunga il mare. Serve un piano regionale per barriere anti-litter.

Nautica da diporto e cantieristica

Il comparto nautico rappresenta una straordinaria opportunità di sviluppo. Comar Yacht, primo cantiere in Italia per catamarani a vela, esporta in tutto il mondo, promuovendo anche l’immagine di Fiumicino. Il settore genera occupazione qualificata e indotto.
C’è grande interesse per il nuovo porto turistico, che non è percepito come un concorrente diretto per il rimessaggio, ma come un moltiplicatore di valore e turismo. Tuttavia, permangono ostacoli burocratici: alcune concessioni storiche sono scadute, e la complessità delle norme impedisce il rilascio di nuove autorizzazioni anche in presenza di pareri positivi.

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Conclusioni

Il confronto ha confermato che a Fiumicino coesistono criticità rilevanti ma anche potenzialità straordinarie. Questo quello che è emerso dal tavolo rivolto alle istituzioni:

  • Più comunicazione tra i vari settori istituzionali. In particolare in riferimento alle concessioni di cantieri, pontili, porti turistici esclusi dalla direttiva Bolkestein.
  • Implementare le vie di comunicazione con Roma: importante la ferrovia che è stata tolta, ma anche la navigabilità del Tevere. Il tutto per facilitare i collegamenti e gli spostamenti di cittadini e turisti sul territorio.
  • Si parla di fondi della comunità europea destinati alla Blue Economy, ma servirebbe un Pnrr ad Hoc
  • Snellire le procedure burocratiche, ad esempio nel rilascio delle concessioni.
  • Mantenere prioritaria la messa in sicurezza della flotta pescherecci.

La richiesta condivisa è quella di avere procedure più snelle, certezza nelle concessioni e una governance integrata in grado di affrontare le sfide complesse della transizione marittima, senza rinunciare alla tutela dell’ambiente e al coinvolgimento dei soggetti locali.