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Tevere, Ecoitaliasolidale: “Continuiamo a proporre l’intero fiume patrimonio Unesco”

L’associazione presente al convegno “I Tavoli del Mare”: “Le nostre proposte riguardano un passo decisivo per la salvaguardia ambientale”

Fiumicino, 9 ottobre 2025 – In occasione del Convegno-studio “I tavoli del Mare” (leggi qui ) che si è svolto in  questi giorni a Fiumicino, evento patrocinato dal Comune di Fiumicino e dalla Regione Lazio, format ideato da “ilfaroonline”, con la conclusione dei Lavori del Ministro per le Politiche del Mare Nello Musumeci ha partecipato anche l’Associazione Ecoitaliasolidale  con il presidente Piergiorgio Benvenuti ed il vicepresidente Fabio Rosati evidenziando l’emergenza ambientale che colpisce uno dei mari più importanti e fragili del pianeta.

Il Mediterraneo si scalda più velocemente del resto del pianeta

Secondo gli ultimi dati IPCC (AR6), il Mar Mediterraneo si sta riscaldando ad una velocità compresa tra il 20% e il 50% più rapidamente rispetto alla media globale, con un’accelerazione preoccupante: nell’ultimo decennio, la velocità di riscaldamento è raddoppiata rispetto al precedente. Le proiezioni indicano che entro il 2100 la temperatura superficiale del mare potrebbe aumentare fino a +4,5°C rispetto ai livelli attuali.

Un fenomeno che mette in serio pericolo le oltre 12.000 specie marine che popolano il Mediterraneo e che rappresentano tra il 4% e il 12% della biodiversità marina mondiale.

La minaccia invisibile: plastica e microplastiche

Tra le principali emergenze segnalate da Ecoitaliasolidale, ancora una volta, l’inquinamento da plastica e microplastiche, che rappresenta una minaccia diretta per la fauna marina e, indirettamente, anche per l’uomo. Come ha più volte sottolineato il Prof. Luigi Campanella, chimico di fama internazionale: “La produzione di plastica contribuisce per il 3,7% all’effetto serra, un dato destinato a salire al 4,5% entro il 2050”.

Dal 1950 ad oggi, l’uomo ha prodotto oltre 8,3 miliardi di tonnellate di plastica: 6,3 miliardi sono già diventati rifiuti, il 79% dei quali è abbandonato o finito in discarica, il 12% incenerito, e solo il 9% riciclato. Il bilancio ambientale è drammatico: 22 miliardi di kg di plastica sono dispersi sia sulla terraferma che nei mari – una quantità che potrebbe aumentare di 500 volte entro il 2050. Secondo proiezioni scientifiche, ed entro quella data negli oceani ci sarà più plastica che pesci.

 Il Tevere: dal problema alla soluzione

I fiumi sono tra i principali veicoli dell’inquinamento marino. Uno studio dell’Università di Tor Vergata ha calcolato che tra il 2006 e il 2016 oltre 8.000 tonnellate di microplastiche sono state trasportate nel Mediterraneo dalle vie fluviali. In particolare, il fiume Tevere è tra i principali “trasportatori” di microplastiche nel Mar Tirreno. Campioni prelevati al largo della foce del Tevere (luglio 2020) hanno rilevato fino a 60 microgrammi per litro di microplastiche nei sedimenti marini.

Tevere: strategie integrate per ambiente, cultura e mobilità blu

Parchi e aree protette: polmoni verdi e blu del Paese

In Italia oggi si contano 29 Aree Marine Protette e 2 Parchi sommersi, che tutelano oltre 228.000 ettari di mare e 700 chilometri di costa.  La Legge quadro 394/91 ha portato il territorio protetto dal 3% all’11%. Ma l’Europa chiede ora di fare un ulteriore passo avanti: tutelare il 30% del territorio nazionale entro il 2030.

Parco nazionale del Tevere

Soddisfatti che i decisori politici dalla Regione Lazio al Comune di Roma stiano  dando impulso a progetti e sviluppo sul Tevere, .- prosegue Ecoitaliasolidale – noi proponiamo da anni , al pari dei fiumi europei come la Senna, il Reno e il Danubio  di chiedere il riconoscimento del Tevere come Patrimonio dell’Umanità – Unesco, passando proprio nel centro storico di Roma, già patrimonio Unesco ed avendo all’interno del territorio anche la Foresta fossile di Dunarobba sulle sponde del Lago Tiberino,  nel Comune di Avigliano Umbro,  anch’esso patrimonio dell’Umanità.

La creazione di un Ente unico di gestione che si occupi della riqualificazione del fiume, della depurazione delle sue acque e della navigabilità del Tevere, sia per la mobilità alternativa che per incentivare lo sviluppo turistico della città. Vogliamo valorizzare gli argini, gestire la pista ciclabile, potenziare ciò che resta dell’ippovia e promuovere attività sportive lungo il fiume, senza dimenticare la riqualificazione dell’archeologia industriale nell’area di Ostiense.

Ben vengano i fondi per i “parchi di affaccio”, ma la nostra visione è più ampia: chiediamo  un “Parco Nazionale del Tevere”, che si estenda su 80 mila ettari, coinvolgendo 4 Regioni, 8 Province e 82 Comuni, diventando così il sesto parco nazionale per estensione, includendo anche l’Aniene e i suoi affluenti inferiori.

A livello culturale, oltre alle attività che si possono sviluppare sugli argini,  da tempo stiamo proponendo la realizzazione nell’ambito della riqualificazione dei siti di archeologia industriale sino ad oggi abbandonati  -come ad esempio lo stabilimento ex Mira Lanza a Marconi, un  “Museo del Tevere”, in grado di ospitare i numerosi reperti archeologici, per proporsi come esempio di museovivo ed interattivo attraverso il quale si possa avere un contatto diretto, da parte di un pubblico, il più vasto possibile, con la cultura del passato sviluppatasi sul territorio compreso dal fiume”

 La navigabilità del fiume Tevere

“Permettere la navigabilità del fiume dalla foce fino al limite settentrionale della città a Castel Giubileo, comprendendo così tutto il tratto metropolitano,- aggiunge l’associazione – con imbarcazioni a motorizzazione a basso impatto ambientale, elettriche o ibride, per un servizio di trasporto a disposizione dei turisti ed in sinergia con il nuovo porto turistico di Fiumicino (i crocieristi che visitano la Capitale sono quasi due milioni all’anno). Le opere, una volta terminate, potrebbero permettere anche la progettazione di un servizio di trasporto pubblico locale da Fiumicino al centro di Roma.

L’idea è dunque indirizzata verso la possibilità di riappropriare il fiume della sua originale predisposizione, la navigazione, non più per scopi commerciali come in origine, ma in funzione alle nuove necessità della città, come via alternativa per un trasporto pubblico e sostenibile all’interno della città, per riscoprire e valorizzare punti di vista della città eterna e del suo fiume.

Abbiamo pertanto  proceduto alla valutazione dei luoghi in cui poter realizzare i nuovi approdi:

–       Foro Italico- Ponte Duca d’Aosta – Ponte Risorgimento – Castel Sant’Angelo – Ara Pacis – Isola Tiberina- Emporium -Ponte Marconi-San Paolo fuori le Mura- Eur – Magliana- Vitinia-Riserva Naturale Statale Tenuta di Castelporziano- Fiera di Roma- Porti Imperiali – Isola Sacra- Ostia Antica – Ostia Lido.

Utilizzare il fiume come asse di trasporto può portare vantaggi quali:

l’allargamento del turismo ad un territorio più ampio e meno puntuale, promuovendo il territorio anche su più piani come l’ambiente naturale, la cultura, l’architettura ecc; creare una alternativa valida al traffico stradale;

Infine abbiamo effettuato un calcolo ipotetico di risparmio di C02 con il trasporto fluviale sul Tevere:

per calcolare il risparmio di CO2 derivante dall’uso di battelli elettrici alimentati da fonti rinnovabili, è necessario considerare quanti passeggeri possono essere trasportati e quanto CO2 è normalmente emessa da mezzi di trasporto alternativi (ad esempio, auto o battelli a motore tradizionale).

Numero totale di passeggeri: 10 battelli x 90 passeggeri = 900 passeggeri.

Percorso: 60 km.

Confronto con un mezzo di trasporto alternativo: supponiamo che, in assenza dei battelli, i passeggeri utilizzerebbero auto. L’emissione media di CO2 per un’auto è di circa 120 g/km per passeggero (questo valore può variare in base al tipo di auto e al suo consumo). Quindi, per un percorso di 60 km, un’auto emetterebbe: 120 g/km x 60 km = 7200 g (o 7,2 kg) di CO2 per passeggero.

Emissioni totali per 900 passeggeri: 7,2 kg di CO2/passeggero x 900 passeggeri = 6480 kg di CO2 (o 6,48 tonnellate) per il percorso.

Risparmio di CO2: Utilizzando battelli elettrici alimentati da fonti rinnovabili, non ci sarebbero emissioni di CO2 dirette. Pertanto, il risparmio di CO2 sarebbe pari alle emissioni che si sarebbero prodotte utilizzando le auto.

Conclusione: trasportando 900 passeggeri lungo un percorso di 60 km con battelli elettrici alimentati da fonti rinnovabili, si risparmierebbero circa 6,48 tonnellate di CO2.

Non solo, come è anche emerso dal Tavolo Tecnico sul Tevere che si è svolto a Fiumicino, il bacino del Tevere si potrebbe inserire nel Piano Nazionale di Ripristino della Natura, con focus sulla conservazione della biodiversità utilizzando fondi europei già disponibili, nonché inserire il fiume con i suoi affluenti come l’Aniene  nel Piano del Mare, riconoscendo l’acqua come risorsa fondamentale in coerenza anche con l’art. 117 della Costituzione.  Infine, anche questo da tempo da noi sostenuto, ripristinare l’antica ippovia ai tempi esistente, e connessione tra approdi, ciclovia Tiberina, percorsi pedonali, porto ed aeroporto internazionale di Fiumicino per itinerari “mare-fiume-città”.

 “Le nostre proposte nell’ambito della realizzazione del Parco Nazionale del Tevere  rappresenteranno  un passo decisivo per la salvaguardia ambientale, in linea con gli obiettivi europei. Offriranno  anche un’opportunità di rilancio turistico e sportivo per la Capitale, promuovendo la biodiversità e contribuendo allo sviluppo economico e occupazionale.” Concludono la nota Piergiorgio Benvenuti e Fabio Rosati di Ecoitaliasolidale.