Porto turistico-crocieristico, c’è l’ok del Ministero: i dettagli del progetto
Il Mic ha espresso parere favorevole all’istanza di Valutazione di Impatto Ambientale
Fiumicino, 11 ottobre 2025 – Parere favorevole è stato espresso dal Ministero della Cultura all’istanza di Valutazione di Impatto Ambientale (Via) per il porto turistico-crocieristico di Fiumicino. Ok che arriva dopo quello del Ministero dell’Ambiente. Per la realizzazione del progetto (con un investimento di circa 600 milioni) il Ministero ha dato il parere, subordinato ad alcune condizioni dando importanza alle indagini archeologiche preventive che dovranno essere svolte, una sorveglianza archeologica in corso d’opera e un coordinamento con il Ministero per le autorizzazioni paesaggistiche. Ci sono, quindi, alcune prescrizioni da rispettare per gli aspetti archeologici e per la tutela monumentale e paesaggistica.
Il progetto
Queste le principali componenti del progetto del porto-turistico crocieristico: per la parte di mare, – si legge nel documento – oltre alla diga foranea, denominata Molo di Traiano, è prevista anche la realizzazione di un molo di spina, denominato Molo Claudio. Questi elementi andranno ad individuare due bacini; il primo, denominato Bacino Traiano, sarà dedicato all’ormeggio delle navi da crociera (Prevista solo una. Ci sarà poi una banchina elettrificata, impianto di shore-power o cold ironing che permetterà alla nave di tenere spenti i motori quando è ormeggiata) e dei super yacht. Il secondo, invece, denominato Bacino Claudio e localizzato più all’interno rispetto al primo, sarà destinato ad ospitare circa 1200 posti riservati per le imbarcazioni da diporto. Nella parte a terra, invece, saranno presenti: un parco pubblico, un’area dedicata alla logistica crocieristica e ai cantieri nautici e un’area dedicata alle attività commerciali, tra cui il retail e la ristorazione, l’alloggio e la ricezione, oltre che a prevedere spazi per eventi all’aperto e un nuovo edificio per i servizi dedicati alla marina.”
Accessibilità
“L’accessibilità al sito – si legge nel documento – è affidata a due percorsi principali su strade locali collegati alla viabilità regionale. In particolare, i percorsi individuati sono i seguenti: il primo percorso, a partire dal porto, segue via del Faro, procede fino a viale Danubio e poi prosegue per via Frassinetti, via Bezzi e via Trincea delle Frasche fino all’incrocio con via delle Scafa per poi alla rotatoria imboccare via Redipuglia e quindi via dell’Aeroporto;
Il secondo percorso prevede di percorrere via del Faro sino a via della Scafa, percorrere tale via sino ad immettersi in Via
dell’Aeroporto. In alternativa, si può percorrere via di Villa Guglielmi, ma non per il tragitto in ingresso al porto”
Viabilità
“Il progetto prevede l’adeguamento plano-altimetrico della viabilità esistente di Via del Faro, la realizzazione di un nuovo prolungamento della viabilità esistente del Lungomare della Salute e la realizzazione di nuove viabilità interne ed esterne all’area della struttura ricettiva turistica crocieristica a servizio dello stesso. Il progetto prevede infine la realizzazione di alcune viabilità di accesso e di servizio al terminal turistico – croceristico che per tale motivo sono state inquadrate come strade a destinazione particolare assumendo il D.M. 05.11.2001 come riferimento per la progettazione.
Tra le finalità operative che il progetto di ammodernamento in sede di Via del Faro si prefigge, sono prioritarie l’adeguamento
altimetrico del tracciato rispetto ai vincoli idrologici di esondazione del Tevere. Nei tratti interessati da accessi a proprietà
esistenti il profilo longitudinale di Via del Faro è stato definito compatibilmente con i vincoli idrologici limitando l’inserimento
di opere di sostegno a contenimento delle scarpate del nuovo rilevato in prossimità degli edifici esistenti.
La Via del Faro sarà interamente adeguata e dotata di parcheggi pubblici nel tratto tra il faro e la rotatoria Falcone, mentre
ampie aree parcheggio sono previste nell’area in concessione, applicando un concetto green caratterizzato da superfici permeabili e alberature per l’ombreggiamento. Il drenaggio dell’area sarà improntato strettamente ai criteri dell’invarianza idraulica e del riuso. In generale, la progettazione è stata orientata alla conservazione delle risorse naturali attraverso strategie netcarbon e di autosufficienza energetica ed alla minimizzazione degli impatti residui. Oltre 12 milioni di euro sono previsti quale contributo speciale per interventi nell’area di Isola Sacra prevalentemente dedicati alla viabilità, da concordare con il Comune di Fiumicino in sede di Convenzione Urbanistica.”
Ripascimento e rinaturalizzazione
Con la realizzazione dell’opera il materiale ottenuto dal dragaggio del bacino portuale verrà usato per il ripascimento delle spiagge di Fregene Su questo è stato redatto uno studio di fattibilità tecnico-economica, per un intervento di difesa della costa. Sulla base dello stato dei luoghi e degli studi e delle analisi condotte, l’intervento prevede un importante intervento di ricostruzione degli arenili di Fregene e rinaturalizzazione della riserva di Macchiagrande, lungo circa 5 km.
Vecchio faro e bilancioni
Per quanto riguarda il rapporto del progetto con l’assetto attuale dell’area, l’esistente porticciolo in subconcessione verrà “spostato nell’area nord del porto, dove sorgerà anche la scuola velica. Il vecchio faro sarà ristrutturato e messo a disposizione del Comune di Fiumicino come area espositiva, i bilancioni verranno rivisitati mantenendone la peculiare tipologia architettonica e convertiti in spazi ricreativi, associativi e di ristorazione. I volumi edilizi comprenderanno un hotel da 250 stanze con aparthotel per soggiorni di maggiore durata edifici di servizio alla marina e alla crocieristica, ai quali si aggiungono una grande piazza pubblica coperta, luogo di ritrovo, spazio per eventi o mercato cittadino ed un’area verde destinata a parco pubblico di 150.000 m2, con aree ed edifici minori attrezzati per la pratica sportiva, per attività ricreative intergenerazionali, per ristoro e vita associativa (community hubs). E’ stata interamente rimossa dal progetto la funzione residenziale, conseguendo la riduzione sostanziale dei volumi e della pressione urbanistica rispetto a quanto autorizzato per il progetto originale”.



