Secondo summit dopo quello fallimentare in Alaska. E domani Zelensky vola a Washington per chiedere missili a lunga gittata
Budapest, 16 agosto 2025 – Donald Trump e Vladimir Putin s’incontreranno a Budapest. Lo ha annunciato il presidente degli Stati Uniti con un post su Truth, nel cui ha riferito che la telefonata avuta nel pomeriggio con l’autocrate russo é stata “molto produttiva”. Sará il secondo summit tra Trump e Putin, dopo quello fallimentare del 15 agosto in Alaska.
Dopo gli accordi di Sharm el-Sheikh che hanno siglato l’accordo di pace tra Israele e Hamas, Trump ha ripreso in mano il dossier piú complicato e che piú lo ossessiona: l’Ucraina. Una questione che, almeno di facciata, si sta surriscaldando. Domani, infatti, il presidente Volodymyr Zelensky volerá a Washington per incontrare, per l’ennesima volta in pochi mesi, Trump; al centro del dibattito la richiesta di Kiev dei missili a lunghissima gittata Tomahawk, i quali sarebbero in grado anche di colpire Mosca. Trump per ora é rimasto vago, ha affermato di aver preso una decisione ma di non averla ancora resa pubblica. Domani potrebbe essere l’occasione giusta per scoprire le carte, specie conoscendo il personaggio.
“I Tomahawk non cambiano la guerra, vince la Russia”
“La Russia sta vincendo la guerra in Ucraina. Se gli Stati Uniti forniranno missili Tomahawk a Kiev, non cambieranno le sorti del conflitto ma danneggeranno le relazioni con Mosca“, è il messaggio che Putin ha consegnato a Trump nella lunga telefonata, oltre 2 ore. E’ la Tass – agenzia di stampa russa – a fornire la ricostruzione del colloquio, avvenuto su iniziativa russa, dal punto di vista del Cremlino.
Il numero 1 del Cremlino ha prospettato a Trump un quadro pro-russo del conflitto: Mosca sta vincendo la guerra. “Putin ha detto a Trump che le truppe russe detengono completamente l’iniziativa strategica lungo tutta la linea di contatto nell’operazione militare speciale”, il resoconto di Ushakov.
Il tema dei Tomahawk sarà centrale nell’incontro Trump-Zelensky. I missili, che hanno una gittata di oltre 1500 chilometri, consentirebbero all’Ucraina di colpire obiettivi in profondità nel territorio russo. L’impiego di tali armi richiede competenze specifiche: secondo i media Usa, l’eventuale fornitura non implicherebbe un coinvolgimento diretto di soldati americani. A collaborare con le truppe ucraine sarebbero dei contractor.
Al di là delle parole di Putin, che minimizza l’eventuale impatto dei Tomahawk, i missili sarebbero almeno parzialmente un game changer e potrebbero modificare l’approccio di Mosca nei negoziati che sono arenati da mesi. “Possiamo già vedere che Mosca si affretta a riprendere il dialogo non appena sente parlare dei Tomahawk”, ha scritto Zelensky su X. “E’ previsto un incontro con il presidente Trump e ci aspettiamo che lo slancio nel contenere il terrore e la guerra, che ha avuto successo in Medio Oriente, aiuti a porre fine alla guerra della Russia contro l’Ucraina. Putin non è certo più coraggioso di Hamas o di qualsiasi altro terrorista. Il linguaggio della forza e della giustizia funzionerà inevitabilmente anche contro la Russia”.
Possibile incontro Lavrov-Rubio
“L’incontro in programma tra i presidenti di Russia e Stati Uniti è una grande notizia per le persone del mondo che amano la pace. Siamo pronti!”. Questa la reazione del premier ungherese Viktor Orban – condivisa in un post su X – alla notizia di un incontro concordato tra Donald Trump e Vladimir Putin a Budapest, per cercare di porre fine al conflitto in Ucraina.
Il vertice Russia-Usa in Ungheria potrebbe svolgersi una settimana dopo l’incontro fra il ministro degli Esteri Sergey Lavrov e il Segretario di Stato Usa Marco Rubio, ha inoltre aggiunto Orban. “Ieri il presidente Donald Trump ci ha detto di prepararci; un incontro tra i due ministri degli Esteri è all’ordine del giorno. Hanno deciso che i due ministri degli Esteri avrebbero cercato di risolvere le questioni rimanenti entro una settimana, e poi, una settimana dopo, sarebbero potuti venire qui a Budapest”, ha detto a Radio Kossuth.
Il primo ministro ha chiarito che ieri sera ha dato ordine di creare un comitato organizzativo per preparare il vertice e che i lavori sono già iniziati. Orban ha aggiunto che ha intenzione di tenere una conversazione telefonica con Putin stamattina. Ieri, Trump e Putin hanno avuto l’ottava e più lunga conversazione telefonica dall’inizio del secondo mandato del presidente, durata due ore e mezza. Secondo l’assistente presidenziale Yuri Ushakov, i due hanno discusso di un nuovo vertice, che si terrà probabilmente a Budapest.









