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Usa-Cina, Trump in Asia: cosa c’è davvero sul tavolo con Xi

Congelamento mirato dei dazi in cambio di impegni verificabili su terre rare, componentistica e standard. Ma c’è il nodo TikTok

Tokyo, 27 ottobre 2025 – Il viaggio asiatico di Donald Trump corre verso il suo vero banco di prova: il bilaterale di giovedì con Xi Jinping in Corea del Sud. Le tappe in Malesia e Giappone preparano il terreno a un confronto che vale più del tradizionale giro di vetrine. E’ infatti il primo contro tra i due presidenti dopo la ri-elezione di Trump, con i due che non s’incrociano dall’ormai lontano 2019. E rispetto a 6 anni fa, il mondo è cambiato.

Obiettivo immediato: congelamento della guerra commerciale. Washington ha minacciato tariffe al 100% su alcune categorie a partire dal 1° novembre. Il framework in discussione mira a bloccare l’escalation reciproca e a coprire quattro capitoli: terre rare, componentistica per l’elettronica, standard di accesso al mercato, dossier TikTok. La Casa Bianca valuta una rimodulazione o sospensione parziale delle misure annunciate se da Pechino arriveranno impegni verificabili, con tempistiche ben definite. La Cina chiede in cambio garanzie contro nuovi ostacoli unilaterali.

TikTok: così Trump fa scacco matto alla Cina

Il dossier TikTok

TikTok appartiene a ByteDance (fondata nel 2012), che controlla anche Douyin per il mercato cinese. Il nodo non è il marchio, ma l’algoritmo di raccomandazione. Dal 2020 la Cina sottopone certi algoritmi a controllo all’export: una cessione della sola operativa USA richiede quindi un via libera regolatorio cinese sul “cervello” del prodotto.

Nel bilaterale il punto non è l’app in sé, ma lo scambio politico: Washington può certificare una separazione “sufficiente” per gli standard di sicurezza interni e, in cambio, concedere flessibilità sulle tariffe di novembre o su alcune restrizioni settoriali. La domanda chiave è verificabile: chi controlla aggiornamenti e tuning dell’algoritmo dopo l’accordo. Se restano leve sostanziali in mano cinese, l’intesa sarà fragile dal punto di vista domestico americano; se l’algoritmo viene realmente isolato o ricreato in modo auditabile, la tregua tariffaria diventa politicamente vendibile.

A bordo dell’Air Force One diretto in Giappone, dove oggi incontrerà l’Imperatore Naruhito e la prima ministra conservatrice Takaichi, Trump si è mostrato ottimista: ”Potremmo firmare un accordo. Questa è una delle cose di cui parleremo. Mi aspetto l’approvazione’ dell’accordo, ma preferirei aspettare un paio di giorni per farvelo sapere. In ogni caso abbiamo avuto una prima approvazione dal presidente Xi”.

Terre rare, componenti e standard

Gli Stati Uniti puntano a ridurre volatilità su input critici per elettronica e transizione tecnologica; la Cina chiede prevedibilità regolatoria sugli standard di accesso al mercato statunitense. Un compromesso realistico è una moratoria temporanea su nuove misure restrittive incrociata con impegni di continuità forniture e maggiore trasparenza su licenze e audit.

Petrolio, da Trump le sanzioni più dure mai imposte alla Russia

Russia: come le sanzioni entrano nello scambio USA-Cina

L’ultimo giro di sanzioni americane nei confronti dei colossi petroliferi russi sta creando non pochi problemi all’asse Mosca-Pechino. Alcuni grandi acquirenti asiatici hanno già ridotto o sospeso acquisti via mare da entità colpite, almeno a livello ufficiale. Washington punta a consolidare questo orientamento chiedendo a Pechino tre cose: evitare triangolazioni con intermediari rischiosi, controllare meglio banche e assicurazioni coinvolte nei pagamenti, e non compensare con altri flussi energetici lo stop agli acquisti diretti.