Autovelox
|Autovelox, la crisi arriva sul territorio: “Aziende ferme, in attesa del decreto
Anche le imprese locali del settore sicurezza stradale subiscono gli effetti dell’immobilismo normativo. La comasca Ci.ti.esse in prima linea nella battaglia per l’omologazione.
La crisi delle omologazioni degli autovelox non è più solo un tema nazionale. Sta colpendo da vicino anche le aziende del territorio, che lavorano da anni nel campo della sicurezza stradale e dell’innovazione tecnologica. Il mancato decreto ministeriale previsto dal Codice della Strada ha infatti bloccato vendite, forniture e nuovi progetti, lasciando molte realtà locali in una situazione di incertezza.
Il caso Ci.ti.esse: “Fermi da mesi, servono regole chiare”
Tra le imprese più colpite c’è la Ci.ti.esse srl di Como, società attiva da oltre quarant’anni nella progettazione e produzione di dispositivi per il controllo della velocità. L’azienda ha inviato una diffida formale ai ministeri delle Infrastrutture e delle Imprese, chiedendo l’immediata emanazione del decreto di omologazione necessario per rendere validi i dispositivi.
“Siamo fermi da mesi”, spiega l’avvocato Pasquale Didona, legale della società. “Il mercato è paralizzato e i clienti non acquistano più finché non ci sarà una norma chiara. Senza regole, non si lavora”.
Un impatto anche sull’economia locale
La situazione ha ripercussioni dirette sul territorio comasco, dove il settore rappresenta una realtà produttiva di rilievo, con manodopera specializzata e un indotto tecnologico significativo. Tra ritardi normativi e contratti sospesi, il rischio è che le aziende debbano ridurre attività o spostare commesse fuori regione. “Abbiamo progetti pronti ma bloccati da vincoli che non dipendono da noi”, racconta un tecnico dell’azienda. “Ogni settimana di attesa significa perdita di lavoro e di opportunità”.
Una crisi che pesa anche sull’innovazione
Le imprese lombarde del comparto sottolineano che l’incertezza normativa frena la ricerca e l’adozione di nuove tecnologie, proprio mentre l’Italia dovrebbe accelerare sui sistemi di mobilità intelligente.
“Siamo di fronte a un paradosso”, aggiunge Didona. “Parliamo ogni giorno di sicurezza e digitalizzazione, ma le aziende che realizzano strumenti per la sicurezza non possono lavorare per mancanza di una norma”.
L’appello: “Ripartire subito per non perdere competenze”
Dal settore arriva una richiesta unanime: serve un intervento immediato del governo per sbloccare la situazione. “Non chiediamo aiuti o proroghe, ma solo regole chiare”, concludono gli operatori. “Ogni mese di attesa significa rinunciare a competenze e professionalità che il nostro territorio non può permettersi di perdere”.

