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Torre dei Conti, da simbolo del potere papale al doppio crollo

E’ un esempio delle case-torri della Roma medievale. Ma oggi deve fare i conti con pezzi che crollano

Roma, 3 novembre 2025 – La Torre dei Conti in Largo Corrado Ricci a Roma, crollata parzialmente questa mattina , è un esempio delle case-torri della Roma medievale, dimore e fortezze delle famiglie baronali e delle autorità ecclesiastiche. Costruito sui resti di una delle quattro esedre del Tempio della Pace forse già nel IX secolo, l’edificio fu fatto ampliare nel 1203 su disegno dell’architetto Marchionne Aretino. A decidere l’ampliamento, per la sua famiglia, i conti di Segni, fu papa Innocenzo III. La Torre fu rivestita con lastre di travertino provenienti dai Fori Imperiali, poi asportate nel tardo Cinquecento in occasione della costruzione di Porta Pia. Nelle intenzioni del pontefice, la torre doveva rappresentare il potere ecclesiastico e tutelare le processioni papali da San Pietro al Laterano.

Roma: Fori Imperiali, doppio crollo della Torre dei Conti

I suoi circa 29 metri sono soltanto il basamento della torre che in origine doveva superare i 50-60 metri. A ridurla allo stato attuale furono i terremoti che si susseguirono nel corso della sua storia, soprattutto quelli del 1348, 1630 e 1644. Alla fine del Seicento, la torre subì un restauro sotto il pontificato di Alessandro VIII, e a questo periodo risalgono i due robusti contrafforti di rinforzo tuttora esistenti. Nei secoli successivi la torre, diroccata e abbandonata, fu utilizzata come fienile e come deposito di carbone. Gli sventramenti eseguiti tra la fine dell’Ottocento e gli anni Trenta del Novecento per l’apertura di via Cavour e dell’attuale via dei Fori Imperiali hanno determinato il suo isolamento e la distruzione del dedalo di viuzze che la circondava.