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New York é pronta alla “rivoluzione socialista” di Mamdani?
Credit Photo: Zohran Mamdani Official Facebook

Sarà in grado di mantenere fede alle sue costose promesse nella sede del capitalismo finanziario mondiale (Wall Street)? Dubbi e perplessità

New York, 8 novembre 2025 – Dopo giornate spese ad analizzare la vittoria di Zohran Mamdani, ora é tempo di porre l’accento sulle cose pratiche. Sará New York in grado di reggere alla “rivoluzione socialista” a cui rischia di andare incontro? Sará Mamdani in grado di mantenere fede alle sue costose promesse nella cittá che ospita svariati miliardari ed é la sede del capitalismo finanziario mondiale (Wall Street)?

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New York si prepara a una terapia d’urto: il programma con cui Mamdani ha vinto le elezioni mette sul tavolo 200 mila case pubbliche e stabilizzate in 10 anni, un congelamento degli affitti per circa 2 milioni di inquilini degli alloggi regolamentati, autobus gratuiti con un conto annuo vicino a 800 milioni di dollari, salario minimo a 30 dollari entro il 2030 e nidi universali con un costo stimato fra 5 e 9,6 miliardi l’anno. La regia economica prevede più tasse su alti redditi e imprese e ricorso a bond municipali; il solo capitolo casa vale nell’ordine dei 100 miliardi sul decennio, mentre il piano include anche supermercati comunali (uno per borough) per abbassare i prezzi, con circa 60 milioni l’anno di spesa. Un’agenda che sposta il baricentro della spesa pubblica su casa, trasporti e cura, ma che richiederà anche il via libera di Albany su diversi fronti, a partire dal “30 by ’30”.

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Sommando tutti i capitoli del “piano Mamdani”, anche restando prudenti, l’ammontare complessivo sfiora i 120-130 miliardi di dollari in dieci anni, cioè circa 12-13 miliardi l’anno di nuova spesa o investimenti pubblici.
Una cifra enorme persino per una metropoli abituata ai grandi numeri, e che pone Mamdani davanti al suo primo vero banco di prova: trasformare l’ideologia in amministrazione. La sfida sarà convincere Wall Street che la redistribuzione non è un anatema, ma un investimento nel futuro sociale della città. E insieme rassicurare la middle class newyorkese, già provata da tasse e super-affitti, che la svolta economica non si tradurrà in nuovi oneri per chi tiene in piedi la macchina urbana.

Se riuscirà a finanziare i suoi progetti senza far fuggire capitali e imprese, Mamdani potrebbe davvero ridisegnare il volto di New York secondo la sua volontá. Se invece la realtà fiscale e politica avrà la meglio, la sua vittoria rischia di restare un simbolo e nulla piú. Ed anzi, in quel caso potrebbe trovarsi nelle condizioni di dover valutare di scendere a patti proprio con quei miliardari che ha promesso di combattere. E ad oggi é un ipotesi tutt’altro che remota.

Anche perchè Trump – poco prima delle elezioni – aveva minacciato di togliere i fondi a New York in caso di vittoria del “comunista” Mamdani. Difficile che persino Trump possa arrivare a tanto, ma mai dire mai con il presidente in carica.

Le sfide sono tante, le incognite molte, le perplessitá economiche pure. Mamdani dovrá essere bravo ad approfittare del vento in poppa di cui continuerà a godere in questi primi mesi di luna di miele. Poi, peró, i problemi si presenteranno e la realtà presenterà il conto. Vedremo chi lo pagherà. (Credit Photo: Zohran Mamdani Official Facebook)