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Nasce il Board of Peace a Gaza: mandato, poteri ed incognite

18 novembre 2025 | 10:43
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Nasce il Board of Peace a Gaza: mandato, poteri ed incognite
Photo credit: X @UN_News_Centre

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu – le cui risoluzioni hanno valore vincolante – ha approvato il piano promosso da Trump. Ora una forza internazionale nella Striscia

New York, 18 novembre 2028 – Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha approvato il piano di pace per la Striscia di Gaza promosso dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e già accettato da Israele ed in parte da Hamas, che ha però posto riserve e condizioni su alcuni punti. Completamente a favore invece l’Autorità Nazionale Palestinese. La risoluzione n. 2803 ha ottenuto 13 voti favorevoli e nessun voto contrario, con l’astensione di Cina e Russia. La prima fase del piano in 20 punti ha portato a un cessate il fuoco tra le parti pochi giorni dopo l’approvazione; una tregua che, nonostante sia fragile e continuamente in bilico, per ora si regge sul filo del rasoio.

Come previsto dalla Carta delle Nazioni Unite, le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza adottate hanno valore vincolante. In teoria, ciò implica che le istituzioni coinvolte dovranno seguire il piano punto per punto. Per l’ONU questa rappresenta anche un’occasione per smentire le accuse, ricorrenti negli ultimi anni, di essere un apparato costoso ma incapace di prevenire i conflitti, ovvero adempiere al mandato per cui è stata creata dopo la fine della seconda guerra mondiale.

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Il Board of Peace

Più nel dettaglio, la risoluzione accoglie inoltre l’istituzione del Board of Peace (BoP), definito come “amministrazione transitoria” per Gaza, incaricato di coordinare gli sforzi di ricostruzione. Insomma, un governo provvisorio di cui già avevamo parlato qui. Il BoP sarà autorizzato a creare una International Stabilization Force (ISF), da schierare nella Striscia sotto un comando unificato approvato dallo stesso BoP. I contributi di truppe dovranno avvenire “in stretta consultazione e cooperazione” con Egitto e Israele.

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In un post su Truth dopo il voto al Palazzo di Vetro, il presidente degli Stati Uniti ha scritto: “Congratulazioni al mondo per l’incredibile voto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che riconosce e approva il consiglio di pace, che sarà presieduto da me e comprenderà i leader più potenti e rispettati di tutto il mondo. Questo voto passerà alla storia come una delle più grandi approvazioni nella storia delle Nazioni Unite, porterà a un’ulteriore pace in tutto il mondo ed è un momento di vera portata storica!”

Quindi Trump ha ringraziato l’Onu e tutti i Paesi membri del Consiglio, citandoli uno a uno: Cina, Russia, Francia, Regno Unito, Algeria, Danimarca, Grecia, Guyana, Corea del Sud, Pakistan, Panama, Sierra Leone, Slovenia e Somalia“. E “grazie anche ai Paesi che non siedono nel Consiglio, ma che hanno fortemente sostenuto l’iniziativa, tra cui Qatar, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Regno dell’Arabia Saudita, Indonesia, Turchia e Giordania“. Infine il presidente ha anticipato che “i membri del board of peace e molti altri annunci entusiasmanti saranno resi noti nelle prossime settimane“.

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Anche Israele plaude al piano Trump. In una serie di post sull’account del premier israeliano si legge: “Plaudo al presidente Trump ed al suo team. Il coraggio e il sacrificio dei nostri coraggiosi soldati, insieme agli sforzi diplomatici del presidente, ci hanno aiutato a riportare a casa gli ostaggi. Credo che il suo piano porterà pace e prosperità, perché prevede il disarmo totale (di Hamas) e la deradicalizzazione di Gaza“.

Non solo: “In linea con la visione del presidente Trump, ciò porterà a un’ulteriore integrazione tra Israele e i suoi vicini, nonché all’espansione degli Accordi di Abramo”. E, conclude l’ufficio del premier, Israele “estende la sua mando in pace e prosperità a tutti i nostri vicini, chiedendo loro di normalizzare i rapporti con noi e di unirsi a noi per cacciare Hamas e i suoi sostenitori dalla regione”.

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L’ok anche dall’Autorità palestinese

Dopo il voto all’Onu, per il quale ha espresso “soddisfazione”, l’Autorità palestinese sollecita l’attuazione “immediata” della risoluzione americana, che prevede la creazione di un “consiglio per la pace” e il dispiegamento di una forza internazionale a Gaza, con l’obiettivo di un ritiro “completo” delle truppe israeliane. In un comunicato rilanciato dall’agenzia Wafa, l’Autorità palestinese di Mahmoud Abbas ha sottolineato la necessità che la risoluzione venga attuata “immediatamente sul terreno” allo scopo di garantire “il ritorno alla normalità” e la protezione della “nostra popolazione nella Striscia di Gaza”, facilitando la ricostruzione e “bloccando il processo di indebolimento della soluzione dei due stati”.

Nella nota, “lo Stato di Palestina esprime poi la sua piena disponibilità a cooperare con l’amministrazione statunitense, i membri del Consiglio di sicurezza, gli Stati arabi e islamici, l’Unione Europea e i suoi Stati membri, le Nazioni Unite al fine di garantire l’attuazione di questa risoluzione in modo da porre fine alle sofferenze del nostro popolo palestinese nella Striscia di Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est, e promuovere il percorso politico che porta alla pace, alla sicurezza e alla stabilità tra palestinesi e israeliani, sulla base della soluzione dei due Stati fondata sul diritto internazionale e sulla legittimità internazionale”. Infine, l’Autorità palestinese ribadisce “la propria disponibilità ad assumersi pienamente le proprie responsabilità nella Striscia di Gaza, nel quadro dell’unità del territorio, del popolo e delle istituzioni, considerando la Striscia parte integrante dello Stato di Palestina”. (Photo credit: X @UN_News_Centre)