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Fiumicino, l’appello di Irienti (Azione): “Liste civiche in crisi, dobbiamo ripensare la partecipazione”

Irienti richiama la città a un nuovo impegno civico, denunciando l’indebolimento delle liste civiche e invitando a ricostruire una partecipazione autentica

Fiumicino, 21 novembre 2025 – “In questi tempi difficili, in cui la sfiducia spesso supera la speranza, sento il dovere — da semplice cittadino innamorato della propria terra — di porre una domanda che appartiene a tutti: perché le liste civiche di Fiumicino non riescono più a svolgere quella funzione originaria che le aveva rese così preziose? Non voglio accusare nessuno. Le accuse servono a poco quando non sono accompagnate dalla volontà di costruire. Preferisco cercare di capire, con tono amichevole, umano, come si addice a chi ama la propria comunità”, è quanto si legge una lettera di Gianmarco Irienti, segretario di Azione Fiumicino.

“Ricordo bene l’entusiasmo con cui Baccini e Severini si presentarono ai cittadini. Le loro liste civiche erano nate dal territorio, fatte di volti conosciuti, di persone a cui molti avevano affidato speranza e fiducia. E fu un successo vero, perché la gente — quando vede buona volontà — risponde sempre. Eppure, oggi qualcosa sembra essersi inceppato. Perché non riusciamo più ad avere una classe dirigente davvero disinteressata, capace di mettere al primo posto il bene comune? Perché facciamo così fatica a ritrovare quello spirito genuino, quasi artigianale, con cui un tempo ci si metteva al servizio del territorio senza tornaconti personali?”, si legge ancora.

“Io lo dichiaro apertamente: ho una mentalità più vicina al centrosinistra. Ma questo non mi impedisce — e non deve impedire a nessuno — di stringere la mano a chiunque voglia fare qualcosa di bello e utile per la nostra città. Il bene non ha colore politico; la generosità non indossa bandiere”, aggiunge Irienti.

“Noi di Azione Fiumicino abbiamo proposto una cosa semplice, quasi elementare, come sanno essere le idee giuste: ripiantare alberi in tutta la città. Far crescere vita dove c’è degrado. Lasciare una targa con il nome delle famiglie, delle persone, delle aziende che decidono di donare un albero alla collettività. Un gesto modesto, ma carico di dignità e responsabilità civica. Purtroppo, l’assessore Costa non ha mai preso seriamente in considerazione questa proposta. Non lo dico con rabbia — la rabbia offusca i rapporti e indebolisce la democrazia. Lo dico con amarezza, certo, e con dispiacere. Ma resto aperto, sempre, a una sua telefonata. Perché dialogare è meglio che dividere. Io non perdo la fiducia: so che nel nostro territorio ci sono persone davvero capaci, oneste, animate da un senso profondo del dovere civico. È a loro che guardo quando penso alla prossima classe dirigente. A cittadini che mettano l’interesse di tutti davanti al proprio, che considerino l’impegno pubblico un servizio e non un privilegio”, si legge.

“Ma la responsabilità non è solo dei politici. È nostra, di tutti. Noi cittadini dobbiamo vigilare in modo pacifico e costruttivo, partecipare alla vita pubblica, scegliere con il voto persone degne, e non smettere mai di chiedere trasparenza, lavoro, dedizione. Come diceva Pertini, “dietro ogni cittadino che dorme c’è un tiranno che si sveglia”. E allora restiamo svegli, vigili, presenti. Non per protestare contro qualcuno, ma per costruire insieme una comunità in cui valga la pena vivere, crescere i nostri figli, e sentirci orgogliosi di appartenere a questa terra. Perché il futuro di Fiumicino — questo sì — dipende da tutti noi”, conclude Irienti.