l'editoriale
|Difendere le donne è chiamare le oppressioni per nome
Le proteste delle donne iraniane contro il velo obbligatorio ricordano che difendere i diritti non è un gesto politico, ma umano. Non basta guardare al passato, bisogna avere il coraggio di condannare il presente.
Nel giorno della lotta contro la violenza sulle donne, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato tragedie di quasi un secolo fa, parlando di violenze in contesti bellici. È il richiamo storico per eccellenza, sul quale è stato fondato il ricordo stesso del tema, ma è essenziale guardare al presente. Perché la violenza non è solo un capitolo di guerra o un ricordo storico, è una realtà che si consuma oggi, in molti regimi e contesti, anche democratici, dove le donne lottano ogni giorno per diritti fondamentali.
Parlare di violenza sulle donne significa riconoscere che esistono forme di oppressione strutturale, non solo in teatri di guerra, ma anche in società che si definiscono civili. E bisogna avere il cortagio di chiamare le cose per nome, anche se il politicamente corretto e la Ragion di Stato prevedono altri protocolli. In Iran, ad esempio, giovani donne vengono ancora torturate per aver rivendicato la libertà di vestirsi come desiderano. Ma non è solo una stortura dei regimi autoritari: anche in democrazie avanzate esistono disuguaglianze e violenze più sottili, ma non meno reali, che impediscono alle donne pari opportunità e sicurezza.
Dunque, se vogliamo che questa giornata abbia un senso, dobbiamo parlare dei problemi di oggi, senza rifugiarci solo nella memoria storica. La violenza contro le donne non è un capitolo lontano nel tempo, è una sfida quotidiana. E il modo migliore per onorare questa lotta è riconoscere le ingiustizie attuali, dare voce a chi oggi combatte e non limitarsi a esempi lontani.
Parlare chiaro, anche quando è scomodo, è l’unico modo per rendere la memoria davvero viva e utile. E se non siamo pronti a questo, se non vogliamo citare chi oggi schiaccia le donne ogni giorno, meglio non fare esempi.
credit ph: immagine realizzata con l’IA

