LA PROPOSTA
Referendum consultivi a Fiumicino, Azione propone il regolamento
Il segretario Irienti: “Crediamo che le regole della partecipazione non debbano nascere in stanze chiuse, ma alla luce del sole”
Fiumicino, 18 dicembre 2025 – “La democrazia non è un atto formale, né un passaggio obbligato da compiere quando tutto è già deciso. La democrazia vive quando i cittadini vengono messi nelle condizioni di conoscere, capire, discutere e partecipare prima, non dopo. Per questo motivo abbiamo scelto di presentare in anticipo una proposta di Regolamento comunale sui referendum consultivi cittadini. Non per imporre un testo, ma per offrirlo alla città come base di confronto pubblico, trasparente e libero”, è quanto si legge in un comunicato del segretario di Azione Gianmarco Irienti.
“Crediamo che le regole della partecipazione non debbano nascere in stanze chiuse, ma alla luce del sole. Devono poter essere lette, criticate, migliorate. Devono appartenere a tutti, non a pochi. Il progetto del porto privato in costruzione nel nostro territorio pone interrogativi profondi sul presente e sul futuro della comunità di Fiumicino. Di fronte a scelte che incidono sull’ambiente, sull’economia, sull’identità del territorio, il parere dei cittadini non può essere considerato un fastidio, ma una risorsa democratica”, si legge ancora.
“È con questo spirito che invitiamo cittadine e cittadini a partecipare alla riunione pubblica del 22 dicembre, che si terrà al Teatro della Parrocchia di Sant’Antonio Abate a Torrimpietra dalle 18:30. Un incontro aperto, libero, senza sponsor e senza secondi fini, nel quale chi vorrà e chi potrà leggere il regolamento proposto, esprimere osservazioni, indicare modifiche, suggerire soluzioni che ritiene più giuste o più funzionali”, aggiunge Irienti.
“Non si chiede adesione a una posizione. Si chiede partecipazione a un metodo. Un metodo che rimette al centro la dignità dell’opinione di ciascuno e la responsabilità collettiva delle scelte pubbliche.
Perché una comunità è davvero forte quando non ha paura di ascoltarsi”, conclude.


