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Non ci meritiamo questo pianeta

Dopo i festeggiamenti di Capodanno, spiagge e strade invase dai rifiuti mostrano il volto peggiore dell’uomo moderno. Tra inciviltà quotidiana e regole ignorate, il pianeta paga il prezzo della nostra indifferenza.

Abbiamo salutato il nuovo anno come sempre: con fuochi, brindisi e, purtroppo, montagne di rifiuti lasciati ovunque. Sulle spiagge, nelle piazze, agli angoli delle strade, la festa ha mostrato il suo volto peggiore: quello di un’umanità che si diverte distruggendo ciò che la ospita. Bottiglie, plastica, cartacce, residui di ogni genere. È la fotografia perfetta del nostro tempo: celebrare l’istante, dimenticare tutto il resto.

Non ci meritiamo questo pianeta. Lo sfruttiamo, lo sporchiamo, lo consideriamo un bene scontato, infinito, riparabile. Durante l’anno, gettiamo rifiuti dai finestrini, abbandoniamo mobili e sacchi nei campi, creiamo discariche abusive nei luoghi più belli, in mezzo alla natura che fingiamo di amare. Ogni atto di inciviltà è una ferita alla Terra e alla nostra coscienza, sempre più anestetizzata.

E non è solo questione ambientale. È un problema di rispetto, di regole ignorate come se fossero un fastidio. Eccone un esempio, che coglie un’aspetto distante dall’ambientalismo: quanti mettono ancora la freccia quando svoltano? Quanti pensano, anche solo per un istante, che la sicurezza degli altri dipenda da un loro gesto minimo? È la stessa logica di chi lascia rifiuti per strada: l’idea che “non sia un problema mio”.

Viviamo in un mondo in cui il senso civico si è dissolto, sostituito da un individualismo cieco e arrogante. La libertà è diventata sinonimo di “faccio ciò che voglio”, anche quando ciò che voglio danneggia gli altri. La verità è amara: non sono le risorse della Terra a esaurirsi, è la nostra capacità di meritarle.
Finché non cambierà questo modo di pensare, nessuna legge, nessuna campagna, nessuna multa potrà salvarci da noi stessi.