Logo
Tevere, Ecoitaliasolidale: “Dopo le forti piogge l’emergenza è sotto gli occhi di tutti”

“Dai fiumi al mare insieme all’acqua arrivano rifiuti e microplastiche. Serve una visione strutturale: Parco Nazionale del Tevere e riconoscimento Unesco”

Roma, 8 gennaio 2026 – Le intense precipitazioni che hanno interessato in questi giorni il bacino del Tevere hanno riportato drammaticamente alla luce una situazione che Ecoitaliasolidale denuncia da anni. Insieme all’acqua, l’Aniene ha trasportato nel Tevere una grande quantità di rifiuti, dai copertoni d’auto alle carcasse di elettrodomestici, fino ad altri rifiuti ingombranti, spesso presenti a ridosso di insediamenti abusivi lungo le sponde.

Il maltempo ha messo in evidenza una realtà che, in assenza di interventi strutturali, è destinata ad aggravarsi con conseguenze dirette sull’ambiente e sulla salute. Eventi meteorologici sempre più estremi, legati al cambiamento climatico, trasformano i fiumi in veri e propri vettori di inquinamento verso il mare. In occasione del Giubileo sono state effettuate importanti bonifiche nel tratto urbano del Tevere, ma è necessario procedere con analoghi interventi anche sull’Aniene, affiancando le operazioni di pulizia a una forte azione di prevenzione e sensibilizzazione dei cittadini sui danni causati dall’abbandono dei rifiuti sulle sponde fluviali.

Le barriere acchiappa-rifiuti installate sul Tevere e sull’Aniene rappresentano uno strumento utile e necessario, e per questo Ecoitaliasolidale esprime apprezzamento per il lavoro svolto dalla Regione Lazio. Tuttavia, senza bonifiche sistematiche, prevenzione e una governance unitaria del bacino fluviale, compreso l’Aniene e gli affluenti minori, restano insufficienti. Il problema va affrontato all’origine.

Il Mediterraneo si scalda più velocemente del resto del pianeta

Nel corso del recente Convegno–studio “I Tavoli del Mare”, svoltosi a Fiumicino (leggi qui ) e patrocinato dal Comune di Fiumicino e dalla Regione Lazio, con la conclusione dei lavori del Ministro per le Politiche del Mare Nello Musumeci, Ecoitaliasolidale ha partecipato con il presidente Piergiorgio Benvenuti e il vicepresidente Fabio Rosati, richiamando l’attenzione sull’emergenza ambientale che colpisce uno dei mari più importanti e fragili del pianeta.

Secondo i più recenti dati IPCC (AR6) – Sesto Rapporto di Valutazione, il Mar Mediterraneo si riscalda tra il 20% e il 50% più velocemente della media globale. Nell’ultimo decennio la velocità di riscaldamento è raddoppiata e le proiezioni indicano un possibile aumento fino a +4,5°C entro il 2100, con effetti devastanti sulle oltre 12.000 specie marine, che rappresentano tra il 4% e il 12% della biodiversità marina mondiale.

Plastica e microplastiche: una minaccia invisibile

Tra le principali emergenze ambientali vi è l’inquinamento da plastica e microplastiche. Come ha più volte sottolineato il Prof. Luigi Campanella, chimico di fama internazionale, “la produzione di plastica contribuisce per il 3,7% all’effetto serra, un dato destinato a salire al 4,5% entro il 2050”.

Dal 1950 a oggi sono state prodotte oltre 8,3 miliardi di tonnellate di plastica: 6,3 miliardi sono già diventati rifiuti, il 79% dei quali è disperso nell’ambiente o in discarica, il 12% incenerito e solo il 9% riciclato. Si stima che 22 miliardi di chilogrammi di plastica siano oggi dispersi tra terra e mare, con il rischio che entro il 2050 negli oceani ci sia più plastica che pesci.

Il Tevere: dal problema alla soluzione

I fiumi sono tra i principali responsabili dell’inquinamento marino. Uno studio dell’Università di Tor Vergata ha stimato che tra il 2006 e il 2016 oltre 8.000 tonnellate di microplastiche siano state trasportate nel Mediterraneo dalle vie fluviali.
Il Tevere è tra i principali “trasportatori” di microplastiche nel Mar Tirreno: campioni prelevati al largo della foce (luglio 2020) hanno rilevato fino a 60 microgrammi per litro di microplastiche nei sedimenti marini. Intervenire sul fiume significa quindi proteggere direttamente il mare.

Parchi e aree protette: polmoni verdi e blu

In Italia si contano oggi 29 Aree Marine Protette e 2 Parchi sommersi, che tutelano oltre 228.000 ettari di mare e circa 700 km di costa. La Legge quadro 394/91 ha portato il territorio protetto dall’originario 3% all’11%, ma l’Europa chiede ora di tutelare il 30% del territorio entro il 2030.

Parco nazionale del Tevere e patrimonio Unesco

Ecoitaliasolidale propone da anni, al pari dei grandi fiumi europei come Senna, Reno e Danubio, il riconoscimento del Tevere come Patrimonio dell’Umanità UNESCO, anche in virtù del suo attraversamento del centro storico di Roma e della presenza, lungo il bacino, di siti unici come la Foresta fossile di Dunarobba. La proposta prevede la creazione di un Parco Nazionale del Tevere di circa 80.000 ettari, coinvolgendo 4 Regioni, 8 Province e 82 Comuni, includendo anche l’Aniene e i suoi affluenti inferiori. Un Ente unico di gestione consentirebbe di coordinare riqualificazione del fiume, depurazione delle acque, tutela della biodiversità, navigabilità, valorizzazione degli argini, piste ciclabili, ippovie, attività sportive e recupero dell’archeologia industriale.

Navigabilità del Tevere e mobilità sostenibile

La navigabilità del Tevere, dalla foce fino a Castel Giubileo, con imbarcazioni elettriche o ibride a basso impatto ambientale, rappresenterebbe una reale alternativa al traffico su gomma e un importante volano turistico, in sinergia con il porto turistico di Fiumicino. Secondo una valutazione ipotetica effettuata da Ecoitaliasolidale, trasportando 900 passeggeri al giorno su un percorso di 60 km con battelli elettrici, si potrebbe ottenere un risparmio di circa 6,48 tonnellate di CO₂ al giorno, rispetto all’utilizzo di auto private.

Dal fiume al mare: una strategia nazionale

Il bacino del Tevere può essere inserito nel Piano Nazionale di Ripristino della Natura e nel Piano del Mare, utilizzando fondi europei già disponibili e riconoscendo l’acqua come risorsa strategica, in coerenza anche con l’art. 117 della Costituzione. Fondamentale, inoltre, il ripristino dell’antica ippovia e la connessione tra approdi fluviali, ciclovia tiberina, percorsi pedonali, porto e aeroporto internazionale di Fiumicino per itinerari “mare–fiume–città”.

“Le recenti piogge e la situazione dell’Aniene dimostrano che non c’è più tempo da perdere. Le nostre proposte per il Parco Nazionale del Tevere rappresentano un passo decisivo per la salvaguardia ambientale, in linea con gli obiettivi europei, e un’opportunità di rilancio turistico, sportivo ed economico per la Capitale”, concludono Piergiorgio Benvenuti e Fabio Rosati di Ecoitaliasolidale.