L’intervento della Guardia di Finanza. Il sindaco Maschietto: “Sventato un crimine odioso”
Fondi, 27 gennaio 2026 – Un uomo residente a Fondi è stato arrestato con l’accusa di esercizio abusivo della professione medica, adescamento di minori e reati di natura pedopornografica. Il provvedimento di custodia cautelare in carcere è stato eseguito dal comando provinciale della Guardia di finanza di Latina, su ordinanza emessa dal Tribunale di Roma, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura capitolina.
Le indagini, di polizia giudiziaria, sono state condotte dai militari della compagnia di Fondi, su delega della Procura della Repubblica di Roma. Le vittime sono tutte minorenni e di sesso maschile, residenti nella provincia.
Gli sviluppi investigativi si sono basati su un rapporto fiduciario con i ragazzi e i genitori, anche attraverso accertamenti tecnici, acquisizioni di dichiarazioni e audizioni protette, che hanno permesso di raccogliere elementi sulla commissione di numerose condotte di adescamento e di natura pedopornografica nei confronti dei minori, attraverso l’utilizzo di cellulari e canali social.
In tali contatti, l’uomo, una volta instaurato un rapporto amicale e di fiducia con i minori, proponendosi, in assenza dei prescritti titoli professionali, quale esperto di asserite patologie andrologiche, formulava diagnosi e prescriveva farmaci, acquisendo immagini e video ad esplicito contenuto pedopornografico, per poi successivamente conservarli.
Il sindaco di Fondi: “Sventato un crimine odioso”
“Come ho detto in più occasioni – ha commentato il primo cittadino Beniamino Maschietto – sicurezza non è solo combattere e contrastare i furti, è anche ma non soltanto questo. A distanza di qualche giorno dall’intervento del Capitano Edoardo Gaglione in un incontro dedicato proprio alla prevenzione e alla sensibilizzazione dei giovani, che ho apprezzato moltissimo, arriva questa operazione che ha sventato uno dei crimini più odiosi per la società e la popolazione perché colpiscono i minori e i bambini, per antonomasia i più fragili e indifesi della comunità. Un ringraziamento va all’intero comando provinciale e a tutti coloro che hanno cooperato per portare a termine l’operazione. Come ha sottolineato il Capitano durante il convegno, del resto, le forze dell’ordine presidiano sempre il nostro territorio, ed è proprio quando apparentemente non si vedono che sono nel pieno dell’azione”.
Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.


