GIORNALISTI
|Agenzia Dire, il Cdr proclama lo sciopero: “Stipendi non pagati e diritti calpestati”
Il comitato di redazione: “Con una mossa gravissima, l’azienda ha disatteso il piano di rateizzo delle spettanze pregresse. Anche la premier Meloni non è stata ascoltata”
Roma, 28 gennaio 2026 – L’aggiornamento del 28 gennaio 2026 alle 21.00.
Il Cdr incontra il sottosegretario all’editoria
Il Cdr dell’agenzia di stampa Dire, in base all’articolo 34 del Contratto nazionale, ha chiesto la pubblicazione della seguente nota: “Il Cdr dell’agenzia di stampa Dire ringrazia il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini, per la disponibilità e l’attenzione dimostrata anche con l’incontro di oggi, convocato d’urgenza. Abbiamo chiesto al sottosegretario di sollecitare l’editore al ripristino degli stipendi pieni, vista la riattivazione del bando di Palazzo Chigi. Chiediamo, inoltre, all’editore dell’agenzia di istituire un confronto con il Cdr per stilare un protocollo d’intesa, sollecitato anche dal sottosegretario, che contenga le garanzie circa il pagamento degli stipendi attuali e di tutti i pregressi, compresi quelli degli ‘ex sospesi’ per evitare l’allarmante ipotesi di una sospensione o, peggio, di una interruzione del servizio prospettata in caso di mancato pagamento degli stipendi. Auspichiamo, dunque, che l’azienda sia disponibile a trovare al più presto questo accordo, per scongiurare un possibile punto di non ritorno dell’agenzia stessa. Ricordiamo infine che la redazione, dopo la giornata di sciopero odierna, incrocia le braccia anche domani, giovedì 29 gennaio”.
Lo sciopero
Il Cdr dell’agenzia di stampa Dire, in base all’articolo 34 del Contratto nazionale, ha chiesto la pubblicazione della seguente nota.
“Le giornaliste e i giornalisti dell’agenzia di stampa Dire proclamano a partire da oggi, 28 gennaio, due giornate di sciopero per il mancato pagamento degli stipendi. Con una mossa che il Cdr giudica gravissima, l’azienda ha così disatteso il piano di rateizzo delle spettanze pregresse. Ricordiamo che lo scorso 9 gennaio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva pubblicamente sollecitato l’editore a pagare tutti gli stipendi, annunciando il rientro della testata nella convenzione di Palazzo Chigi. Tutto lasciato cadere nel vuoto”, si legge in un articolo firmato dal Comitato di Redazione dell’Agenzia Dire”.
“A dicembre, l’azienda ha presentato ai dipendenti un piano per recuperare gli stipendi arretrati riferiti ai mesi di settembre, ottobre e novembre 2025. Tale piano, già fortemente contestato dall’assemblea di redazione, prevedeva tra le altre cose il pagamento dell’intero stipendio di dicembre entro il 30 gennaio 2026. Dopo aver ritenuto di non partecipare all’ultimo minuto a un tavolo sindacale con l’Fnsi, l’azienda ha atteso ieri per comunicare al Cdr che corrisponderà soltanto una rata di mille euro il 3 febbraio, mentre il restante stipendio di dicembre arriverà a fine marzo. Inoltre, su richiesta dell’assemblea, l’azienda aveva promesso di completare il pagamento degli ‘ex sospesi’ del gennaio 2024 contestualmente alle rate degli stipendi pregressi, ma anche questo impegno è stato disatteso, rimandando ancora una volta la risoluzione di una vicenda che ormai ha compiuto due anni. Ciò conferma l’inaccettabile prassi di calpestare i diritti dei lavoratori, che oggi con forza dicono basta. Rateizzare le mensilità, unito al fatto di comunicare le date dei pagamenti con largo ritardo, è un comportamento che distrugge definitivamente la stabilità economica delle famiglie. Questa proprietà ha il dovere di pagare gli stipendi e onorare il contratto. Ricordiamo che nel 2025 sono stati molti di più gli stipendi presi ‘in tranche’ o a rate, che quelli percepiti per intero. E quelle rate sono tutt’altro che finite. Facciamo dunque appello alla stessa presidente del Consiglio e al sottosegretario all’Editoria, Alberto Barachini, al quale chiediamo un confronto urgente“.
“Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza ai giornalisti, ai grafici e a tutto il personale dell’Agenzia Dire, che da troppo tempo subisce ritardi, incertezze e omissioni non più tollerabili. È indispensabile che l’editore provveda immediatamente a saldare stipendi e arretrati, assumendosi finalmente le proprie responsabilità e ristabilendo un rapporto di fiducia e rispetto verso chi garantisce il funzionamento stesso dell’azienda. La convocazione del Cdr da parte delle istituzioni dimostra l’urgenza e la gravità di questa vicenda, ma ogni confronto sarà inutile senza un cambio di passo da parte dell’azienda. I lavoratori hanno garantito finora professionalità e continuità nonostante difficoltà gravissime: ora servono risposte concrete rapide e concrete. L’informazione libera e autorevole non può essere sostenuta dalla precarietà e i diritti dei lavoratori non possono più essere ignorati”. Così in una nota Alessio D’Amato, segretario romano e consigliere regionale di Azione, Flavia De Gregorio, capogruppo capitolino di Azione e Antonio De Santis, consigliere capitolino di Azione.
Sce: “L’azienda paghi gli stipendi”
“Esprimiamo piena solidarietà ai giornalisti e alle giornaliste dell’agenzia di stampa Dire che hanno proclamato due giorni di sciopero a fronte di pagamenti rateizzati, ritardi cronici e promesse sistematicamente disattese dall’azienda e ci uniamo al loro appello. Accogliamo positivamente il segnale istituzionale della convocazione questo pomeriggio del Cdr che speriamo possa finalmente indurre l’azienda a garantire la stabilità a tutto il personale della testata. Non è accettabile che, a fronte del percorso pubblico avviato, lavoratori e lavoratrici debbano ancora vedere piani di rateizzazione non rispettati e incertezze sul futuro. Ci aspettiamo che l’incontro di oggi serva a richiamare la proprietà alle proprie responsabilità”. Lo dichiarano in una nota Michela Cicculli e Alessandro Luparelli, consiglieri capitolini di Sinistra civica ecologista.
Onorato: “Famiglie danneggiate, ora basta”
“Massima e sincera solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti dell’agenzia di stampa Dire, che oggi e domani saranno in sciopero per il mancato pagamento degli stipendi. È una situazione che va avanti da tanto, troppo tempo, e che mina l’attività di molti professionisti che svolgono un lavoro essenziale per il nostro Paese e per la nostra democrazia.
Inoltre, il mancato rispetto delle promesse e degli accordi presi sta danneggiando gravemente intere famiglie. Mi auguro che al più presto vengano saldate tutte le somme pregresse e che i giornalisti tornino a ricevere regolarmente gli stipendi”. Lo dichiara Alessandro Onorato Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale.
Il Pd: “Situazione insostenibile”
“È allarmante la situazione che coinvolge i giornalisti e le giornaliste dell’agenzia di stampa Dire, alle prese con ritardi retributivi e pagamenti frammentati che si protraggono da tempo.
Il mancato pagamento degli stipendi e il rinvio costante degli obblighi economici da parte dell’editore stanno mettendo in forte difficoltà lavoratrici e lavoratori. Una condizione ormai insostenibile. Chiediamo che l’azienda provveda con urgenza al pagamento integrale di tutte le somme dovute, senza ulteriori rinvii o dilazioni”, affermano le consigliere Valeria Baglio, capogruppo del Pd in Campidoglio e Erica Battaglia, presidente della commissione capitolina Lavoro.
Italia Viva: “I dipendenti hanno già pagato un prezzo troppo alto”
“Esprimiamo piena solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti dell’agenzia di stampa Dire, costretti ancora una volta allo sciopero a causa del mancato pagamento degli stipendi e del protrarsi di una situazione ormai insostenibile. Dopo mesi di promesse disattese, ritardi e incertezze, non sono più accettabili ulteriori rinvii: l’editore paghi al più presto quanto dovuto ai lavoratori. Le difficoltà aziendali non possono essere scaricate ancora sui dipendenti, che hanno già pagato un prezzo altissimo in termini economici e personali. Chiediamo con forza che l’azienda dia seguito agli impegni assunti, saldi senza ulteriori ritardi gli stipendi arretrati e fornisca garanzie chiare sulla continuità occupazionale e industriale della testata. Le istituzioni competenti continuino a vigilare affinché si arrivi rapidamente a una soluzione che tuteli il lavoro, la dignità delle persone e il ruolo dell’agenzia Dire nel sistema informativo del Paese”.
Lo dichiarano in una nota congiunta Valerio Casini e Francesca Leoncini, consiglieri capitolini di Italia Viva, Luciano Nobili, consigliere Iv alla Regione Lazio e Marco Cappa, Presidente di Italia Viva Roma.
AVS: “Al fianco dei lavoratori”
“Forte sostegno ai lavoratori dell’Agenzia Stampa Dire minacciati da licenziamenti e senza stipendi da mesi. Arrivi con fermezza il mio monito all’editore dell’Agenzia di stampa DIRE per come da mesi calpesta i diritti dei lavoratori che denunciano il mancato pagamento degli stipendi; il disatteso rateizzo delle spettanze pregresse e la continua minaccia di licenziamenti. Sono al fianco dei lavoratori che chiedono il mantenimento dei livelli occupazionali e il ritiro del piano di licenziamento collettivo e da due anni vivono una situazione di grande disagio professionale e di incertezza lavorativa. Come Capogruppo capitolino EV – prosegue Bonessio – mi impegno a vigilare sugli esiti futuri della vicenda, anche alla luce dell’incontro di oggi con il Cdr della Dire, che cade in uno dei due giorni di sciopero dei lavoratori dell’Agenzia di stampa, per sensibilizzare l’opinione pubblica al grave danno che questa realtà lavorativa sta subendo. Il prezioso lavoro di giornalisti e di altre figure professionali che operano nel settore della stampa va sempre tutelato per garantire i valori democratici della pluralità delle voci e della informazione libera”, dichiara Nando Bonessio Capogruppo di EV – Alleanza Verdi Sinistra di Roma Capitale.
La Lega: “L’editore paghi il dovuto”
“La Lega sostiene i giornalisti e le giornaliste dell’agenzia Dire, che hanno proclamato due giornate di sciopero per il mancato pagamento degli stipendi. È inaccettabile che l’azienda disattenda il piano di rateizzo delle spettanze pregresse e ignori gli impegni presi rinviando ulteriormente il versamento di quanto dovuto ai dipendenti nonostante le garanzie offerte dal governo. L’editore paghi il dovuto e rispetti i diritti dei lavoratori e delle loro famiglie”. Lo dichiara in una nota il capogruppo leghista Fabrizio Santori, a nome del gruppo della Lega capitolina e della Lega di Roma.
Rocca: “Il loro lavoro protegge la democrazia”
“Esprimo la mia piena solidarietà alle giornaliste, ai giornalisti e a tutti i lavoratori dell’Agenzia Dire che hanno proclamato due giornate di sciopero per il mancato pagamento degli stipendi. Il diritto a ricevere una retribuzione puntuale è un diritto fondamentale. Il lavoro giornalistico è essenziale per garantire informazione libera e corretta ai cittadini e non può essere svolto nell’incertezza economica. Mi auguro che l’azienda provveda immediatamente a onorare gli impegni assunti e a corrispondere quanto dovuto, ristabilendo condizioni di rispetto e correttezza nei confronti dei lavoratori.
Alle giornaliste e ai giornalisti della Dire va la mia vicinanza e il mio sostegno”. Così, in una nota, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.


