ARRIVA IL PRESIDENTE?
|Trump a Milano per la finale di hockey? Le indiscrezioni, il piano sicurezza, il commento del Cio
Le ricostruzioni parlano di un possibile blitz di poche ore, con trasferimento successivo a Verona per la cerimonia di chiusura. Il commento del Comitato Internazionale Olimpico
Milano, 17 febbraio 2026 – L’ipotesi circola con insistenza nelle ore che precedono la fase decisiva del torneo olimpico di hockey su ghiaccio: Donald Trump potrebbe sbarcare a Milano domenica 22 febbraio per assistere alla finale maschile all’Ice Hockey Arena di Milano Santagiulia, con ingaggio fissato nel primo pomeriggio. Ma il punto, ribadito in tutte le ricostruzioni, è la condizione: la visita sarebbe legata all’eventuale presenza degli Stati Uniti nella partita per l’oro.
La condizione: Usa in finale, altrimenti niente (o solo Verona)
Il quadro è ancora in evoluzione perché il torneo deve completare i passaggi che portano alla finalissima. In queste ore Team USA è ancora nella fase che precede il tabellone conclusivo, in attesa di definire l’avversario nel percorso verso le medaglie. Le semifinali sono in calendario nei prossimi giorni e soltanto allora sarà chiaro se gli Stati Uniti avranno effettivamente accesso alla sfida per l’oro.
A oggi, quindi, l’indiscrezione resta tale: una possibilità “in standby”, appesa al risultato sul ghiaccio.
Orari e luoghi: Santa Giulia e, a seguire, l’Arena di Verona
Secondo quanto riportato da più testate, la scansione sarebbe questa: arrivo a Milano nella giornata di domenica, presenza sugli spalti per la finale all’impianto di Santa Giulia e poi trasferimento a Verona per la cerimonia di chiusura. È la traiettoria che compare nelle ricostruzioni che citano il Corriere della Sera e che viene ripresa anche da altri media.
L’ipotesi del “blitz” e la variabile del pernottamento
Lo scenario più accreditato è quello di una visita rapidissima, costruita per ridurre al minimo l’esposizione e i movimenti. Non viene però esclusa un’alternativa: arrivo già nella serata di sabato, con eventuale pernottamento a Milano in una struttura già utilizzata in questi giorni da esponenti dell’amministrazione statunitense. Anche qui, si tratta di indiscrezioni, non di comunicazioni ufficiali.
Questura e Prefettura: la macchina della sicurezza “in scenario”
Se l’ospite è un presidente Usa, l’effetto immediato è organizzativo: questura e prefettura devono lavorare per scenari, predisponendo percorsi, accessi, bonifiche e un dispositivo adeguato. È lo stesso contesto richiamato dal Corriere della Sera, che parla di una macchina già “rodata” dalle visite istituzionali dei giorni scorsi e ora pronta a essere rafforzata nel caso in cui l’ipotesi diventasse realtà.
Il Cio frena: “Non commenteremo gli spostamenti di alcun Capo di Stato”
Sul piano olimpico, la posizione ufficiale resta prudente. Al daily briefing a Milano, il portavoce del Cio Mark Adams ha scelto la linea della prudenza. Nessuna conferma e nessuna smentita, con un rinvio esplicito alla Casa Bianca per qualunque domanda sugli spostamenti del presidente. È il “non commento” che, di fatto, certifica una cosa sola: in assenza di comunicazioni ufficiali, l’Olimpiade non entra nel merito delle agende dei leader politici. (Photo credit: whitehouse.gov)


