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Medio Oriente, la guerra si allarga: raid su Beirut, missili sul Golfo. Decine di morti
Credit foto: Adnkronos

Fumo vicino all’ambasciata Usa in Kuwait e caccia americani precipitati

Teheran, 2 marzo 2026 – Il conflitto in Medio Oriente si estende oltre l’asse Iran–Israele e coinvolge in modo crescente Libano e monarchie del Golfo, trasformando una sequenza di raid e rappresaglie in una crisi regionale a più fronti. Nella giornata di lunedì 2 marzo 2026, nuovi attacchi hanno colpito obiettivi in Iran e nell’area di Beirut, mentre la risposta iraniana ha raggiunto basi e città della Penisola Arabica, con ripercussioni anche sul traffico aereo e sulla sicurezza delle sedi diplomatiche.

Beirut, raid israeliani nella roccaforte di Hezbollah: decine di morti

Nel sud della capitale libanese, tradizionale area di influenza di Hezbollah, i bombardamenti attribuiti a Israele hanno causato almeno 31 morti e 149 feriti, secondo il ministero della Salute libanese. Nelle stesse ore l’esercito israeliano ha rivendicato un’operazione mirata contro un esponente di alto livello del gruppo, mentre da Tel Aviv si è parlato apertamente di una “campagna offensiva” che potrebbe proseguire per giorni, dopo l’attacco notturno di razzi e droni lanciati da Hezbollah verso Israele.

Sul piano politico-militare, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha indicato come obiettivo il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, alzando ulteriormente la soglia dello scontro in Libano.

Iran: “nessun negoziato con gli Usa”, mentre continuano missili e droni

Da Teheran il capo del Consiglio supremo di sicurezza Ali Larijani ha escluso l’ipotesi di un negoziato con Washington, replicando alle aperture attribuite nelle ore precedenti a contatti indiretti. La linea ufficiale viene ribadita mentre l’Iran intensifica il lancio di missili e droni e la crisi si riverbera su più capitali della regione, con segnalazioni di esplosioni e sistemi di difesa aerea attivati in diversi Paesi.

Sul bilancio interno, la Mezzaluna Rossa iraniana ha riferito che dall’inizio dei raid congiunti contro l’Iran sono morte 555 persone e che gli attacchi hanno colpito numerose aree del Paese.

Kuwait e Golfo sotto pressione: fumo vicino all’ambasciata Usa e velivoli precipitati

In Kuwait, testimoni hanno segnalato fumo nell’area dell’ambasciata statunitense, mentre la sede diplomatica ha diramato un avviso ai cittadini americani invitandoli a restare al riparo di fronte alla minaccia di missili e droni. Nelle stesse ore, il ministero della Difesa kuwaitiano ha confermato che più aerei militari statunitensi sono precipitati, precisando che tutti gli equipaggi sono sopravvissuti e sono in condizioni stabili dopo l’evacuazione in ospedale, in coordinamento con le forze Usa.

Parallelamente, i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo hanno definito “ingiustificati” gli attacchi iraniani sul loro territorio e hanno rivendicato il diritto a rispondere per difendere sicurezza e stabilità, segnalando un possibile ulteriore salto di qualità nella crisi. (Foto credit: Adnkronos)