IL RIENTRO
|Fiumicino, atterra il primo charter: rientrati 127 italiani bloccati nel Golfo
Tajani ha annunciato la partenza di circa 200 studenti in partenza da Abu Dhabi
Fiumicino, 3 marzo 2026 – È atterrato alle 21.28 di ieri sera all’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino il primo volo charter con a bordo 127 italiani rimasti bloccati nei Paesi del Golfo dopo la risposta iraniana agli attacchi di Stati Uniti e Israele. Il velivolo della compagnia Oman Air, partito dall’Oman, era decollato alle 14.15.
Secondo quanto riferito dalle principali agenzie e testate, il Boeing 737 è partito da Mascate ed è stato operato da Oman Air. L’assistenza ai cittadini italiani, bloccati in Oman o trasferiti nell’area con il supporto delle rappresentanze diplomatiche, è stata coordinata dalla Farnesina insieme alle sedi consolari nella regione.
Tajani: “In partenza 200 studenti da Abu Dhabi”
In diretta telefonica a Rai News 24, il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha annunciato la partenza di circa 200 studenti: “Sono già in aeroporto, alle 14 ora locale decollerà l’aereo che li porterà a Milano”. Si tratta di ragazzi delle scuole che hanno partecipato a un concorso a Dubai e che verranno trasferiti su un volo in partenza da Abu Dhabi.
La Farnesina, in una nota, precisa che sul volo diretto a Milano viaggeranno anche alcuni cittadini italiani in “particolari condizioni di salute”. Nella stessa comunicazione viene indicata la disponibilità di ulteriori bus per il trasferimento dagli Emirati verso l’Oman, mentre in queste ore si lavora all’organizzazione di altri voli charter Oman Air per passeggeri diretti in Italia.
Rinforzi a Mascate e unità di supporto
A Mascate, intanto, “dalle 4.30 del mattino” risulta operativo un primo gruppo di funzionari di rinforzo alle sedi diplomatiche. Tajani, d’intesa con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha chiesto di attivare alla Farnesina una unità di supporto composta da diplomatici, carabinieri e finanzieri, per sostenere l’assistenza ai connazionali nella regione.
La macchina dei rientri resta dunque in movimento tra hub aeroportuali e trasferimenti via terra, con l’obiettivo di garantire partenze scaglionate e assistenza ai casi più fragili mentre proseguono le verifiche sui connazionali ancora presenti nell’area.









