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Roma, corteo di “Non una di meno” per l’8 marzo: “Disarmiamo il patriarcato”

Da Circo Massimo a piazza Vittorio, passando per il Colosseo, migliaia di persone sono scese in piazza nella Capitale

Roma, 9 marzo 2026 – Da Circo Massimo a piazza Vittorio, passando per il Colosseo, migliaia di persone sono scese in piazza nella Capitale per il corteo di “Non una di meno”, che in occasione dell’8 marzo ha rilanciato le rivendicazioni del movimento contro patriarcato, violenza di genere e disuguaglianze. Tra slogan, striscioni e momenti di tensione, le attiviste hanno puntato il dito anche contro il governo e il ddl Bongiorno.

Lo striscione e gli slogan in piazza

Ad aprire la manifestazione, partita da piazza Ugo La Malfa, nei pressi del Circo Massimo, un grande striscione con la scritta “Disarmiamo il patriarcato”. Lungo il percorso fino a piazza Vittorio, attraversando il Colosseo, in piazza sono risuonati slogan come “Consenso sì, Bongiorno no” e “Abbiamo il governo più antifemminista degli ultimi 80 anni”.

Durante il corteo hanno sventolato anche bandiere della Palestina, in un clima partecipato che ha visto la presenza di molte famiglie con bambini. Dal megafono, le attiviste si sono rivolte direttamente alla premier: “Meloni, ci senti? Siamo noi l’opposizione a un governo misogino, razzista e guerrafondaio”.

I momenti di tensione prima della partenza

Poco prima dell’avvio del corteo non sono mancati attimi di tensione, quando un gruppo di iraniani ha mostrato un cartello con la scritta: “Sì alla guerra per il salvataggio del popolo iraniano”. Alcuni di loro hanno provato a spiegare il senso di quel messaggio, ma sono stati contestati dalle attiviste, che hanno replicato: “Avete sbagliato manifestazione, noi siamo per la pace”.

Ne è nato un confronto acceso durato alcuni minuti, durante il quale alcune cittadine iraniane hanno ribattuto: “Non potete decidere voi cosa è meglio per il nostro Paese”. La situazione, comunque, è tornata poco dopo alla normalità.

Nel mirino il ddl Bongiorno

Tra i temi al centro della mobilitazione anche il ddl Bongiorno, che interviene sull’attuale legge sulla violenza sessuale e che, secondo “Non una di meno”, rischia di produrre conseguenze “molto gravi”.

Le attiviste accusano l’esecutivo di smantellare progressivamente il percorso costruito negli anni sul fronte dell’antiviolenza. “Il governo Meloni sta distruggendo dall’interno tutte le politiche dell’antiviolenza conquistate in anni di lotte”, sostengono, definendo il disegno di legge “l’ultimo atto di una serie di politiche volte a collocare le donne in uno stato di subalternità, segregazione e di ancelle della società”.

In piazza anche Laura Boldrini

Al corteo nella Capitale ha preso parte anche la deputata dem Laura Boldrini, che ha definito quello di quest’anno “un 8 marzo di lotta”, accusando il governo di non portare avanti i diritti delle donne.