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Termovalorizzatore di Santa Palomba, la Corte dei Conti indaga sull’acquisto dei terreni: “Pagati quasi il doppio”

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’area sarebbe stata acquistata da Ama per circa 7 milioni di euro, a fronte di un valore stimato intorno ai 4. L’indagine e le reazioni

Pomezia, 26 marzo 2026 – I terreni di Santa Palomba comprati a quasi il doppio del loro valore di mercato: sette milioni di euro anziché i 4 preventivabili. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera la Corte dei Conti starebbe indagando per fare luce su un possibile danno erariale. L’indagine della Corte prende il via dopo un esposto presentato dalla ex sindaca e ora consigliere capitolina Virginia Raggi e dalla consigliera Carla Canale, capogruppo della Lista Civica Raggi nel Municipio IX della Capitale: per questo, il vice procuratore contabile del Lazio Claudio Mori ha invitato, scrive il Corriere, “14 persone a fornire spiegazioni riguardo all’acquisto dei terreni di Santa Palomba su cui sorgerà il grande impianto di termovalorizzazione fortemente voluto dall’amministrazione capitolina”. Fra le 14 persone, l’ex presidente dell’Ama Daniele Pace, e gli allora membri del Cda Luana Labonia e Elisabetta Ferrari, Paolo Aielli ex direttore delle Partecipate in Campidoglio, oggi Atac, Antonio Mastrangelo già presidente del collegio sindacale di Ama, Maria Andreina Angrisani e Marco Desideri del medesimo collegio, più i membri della commissione di valutazione Emiliano Limiti, Emanuele Lategano e Cesare Ciotti che contribuirono all’acquisto.

“I terreni di Santa Palomba – prosegue il quotidiano – pagati a caro prezzo grazie anche a un preliminare di vendita che prevedeva un enorme corrispettivo (pari a 1milione 350mila) alla For Edil srl, venditrice assieme alla Immobiliare Palmiero srl. L’impianto che mira a trattare circa 600mila tonnellate di rifiuti indifferenziati punta a diventare il fiore all’occhiello dell’amministrazione attuale ma l’esborso di denaro valso fino a questo momento, suscita perplessità negli investigatori”.

“‘Ecco perché — si legge nella documentazione della Corte dei Conti — l’Immobiliare Palmiero srl (altra venditrice, ndr) si è prestata a dare corso allo scioglimento per mutuo consenso del preliminare di vendita con la For Edil srl, già risolto per la scadenza del termine essenziale e a pagare un così enorme corrispettivo sempre alla For Edil non dovuto e non previsto, perché tale condotta faceva parte di un più ampio disegno in cui tutti i partecipi avevano un interesse concreto ad aumentare il prezzo di vendita del terreno di Santa Palomba in danno di Ama Spa’”.

Secondo quanto ancora riportato, per il Pm “risulta incontrovertibile, quindi, che le due società private Palmiero e Ford Edil si erano accordate per concludere la vendita ad Ama spa del terreno di Santa Palomba a un prezzo esorbitante e fuori mercato, architettando e ponendo in essere un disegno molto facilmente e preventivamente conoscibile dagli organi Ama Spa e dagli organi di Roma Capitale, quantomeno grazie alla trascrizione del preliminare di vendita che ha permesso alle stesse…a causa delle intenzionali condotte attive e omissive e alle gravemente colpose omissioni (degli indagati, ndr) di ottenere ciascuno un ingente profitto in danno di Ama Spa, altrimenti non conseguibile”.

AMA: “Prezzi e procedura corretti, ci fidiamo della magistratura”

“Con piena fiducia nell’azione della magistratura contabile, e nella totale disponibilità ad una doverosa collaborazione, in riferimento alla procedura di acquisto del terreno di Santa Palomba per la realizzazione del termovalorizzatore, sulla base della documentazione in possesso, si precisa quanto segue: la procedura di evidenza pubblica per l’acquisto del terreno di Santa Palomba è stata avviata nel giugno del 2021, nella precedente consiliatura, dall’allora amministrazione di Ama in attuazione del piano industriale approvato dalla medesima società in data 7/11/2020, che prevedeva la realizzazione di un impianto per il trattamento di rifiuti. Sin dall’iniziale proposta di vendita, presentata il 18 giugno 2021, il terreno presentava un prezzo di acquisto pari a € 75 al mq. e da allora non ha mai subito alcuna variazione”. Lo comunica Ama Spa in una nota.

“Dopo la decisione della nuova amministrazione comunale di dotare Roma di un termovalorizzatore, nel 2022 il management di Ama ha deciso di avvalersi della procedura già avviata, sia perché il terreno di Santa Palomba corrispondeva alle caratteristiche necessarie alla realizzazione dell’opera (compatibilità con la tipologia di impianto, collocazione dell’area all’interno di una zona industriale come previsto dal piano nazionale rifiuti, strategico posizionamento dello stesso nelle vicinanze di una importante infrastruttura ferroviaria), sia perché assicurava una maggiore rapidità dei tempi. La procedura è stata quindi portata a compimento sulla base del prezzo originario di vendita, dopo una verifica di congruità del prezzo eseguita dalla società Intellera, a sua volta individuata attraverso regolare procedura Consip. Siamo quindi pienamente fiduciosi – conclude Ama – di poter dimostrare la bontà della scelta del sito e la piena regolarità della procedura seguita”.

Raggi-Canale: “Molte cose non tornano”

“Dire ‘l’avevamo detto’ sarebbe troppo facile, ma così è. Sul valore del terreno di Santa Palomba abbiamo subito acceso un faro con un primo esposto presentato alla Corte dei Conti il 14 novembre 2022: il costo era troppo elevato! E finalmente oggi proprio la Procura della Corte dei Conti chiama i 14 presunti responsabili di AMA, azienda dei rifiuti e di Roma Capitale, per chiedere chiarimenti. Sono tante le cose che non tornano e tra queste anche l’improvvisa modifica delle mappe catastali che riportano i vincoli: infatti, sebbene nella scorsa consiliatura l’azienda pubblicò un avviso per reperire terreni dove realizzare un Tmb che avrebbe sostituito quello di Rocca Cencia, l’unica proposta pervenuta, ossia quella di Santa Palomba, non poté proseguire”. Lo scrivono in una nota congiunta l’ex sindaca di Roma e consigliera capitolina del movimento 5 stelle Virginia Raggi e la capogruppo della Lista Civica Raggi in Municipio IX Carla Canale.

“Infatti – proseguono – nel luglio 2021 la Città Metropolitana aveva dichiarato l’area ‘non idonea’ sia per le caratteristiche del bando che in relazione a fattori esterni (quali il Ptpr approvato e il Piano Rifiuti della Regione Lazio). Anche il Comune di Pomezia aveva espresso parere negativo rispetto a nuove installazioni di industrie insalubri, così come la Asl, con nota di marzo 2021, sollevava perplessità per l’esistenza di numerosi impianti di trattamento rifiuti nei territori di Pomezia e Ardea. Analogamente, dalle mappe catastali risultava l’esistenza dei cosiddetti ‘fattori escludenti di tutela integrale’, sia paesaggistici che idrogeologici”.

“È quindi contrario al vero quello che dichiara Ama nell’articolo di oggi pubblicato dal Corriere, ossia che le procedure per l’acquisto del terreno per il termovalorizzatore sarebbero state avviate dalla precedente consiliatura. Piuttosto, la Procura della Corte dei Conti approfondirà per quale motivo una procedura che aveva dato sostanzialmente esito negativo, all’improvviso è stata riavviata, ne è stato cambiato l’oggetto e tutti i vincoli sono stati trasformati da ‘escludenti’ in meri avvertimenti. Quello che emerge in modo sempre più chiaro – concludono Raggi e Canale – è che questa procedura sta facendo acqua da tutte le parti e ci auguriamo che presto, nonostante i poteri quasi illimitati conferiti al Sindaco/Commissario dei Rifiuti, qualcuno si ricordi che le norme di legge vanno rispettate sempre, soprattutto se sono a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente”.

Santori: “Gualtieri e Alfonsi sapevano ma hanno taciuto”

“Già con interrogazioni formali urgenti del novembre 2022, depositate negli stessi giorni, avevamo denunciato in Assemblea Capitolina gravi criticità sull’acquisto dei terreni di Santa Palomba per il termovalorizzatore. Non abbiamo mai ricevuto risposta. Oggi la Corte dei conti indaga per possibile danno erariale e di fatto conferma la fondatezza delle nostre denunce”. Così in una nota Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina.

“Abbiamo sollevato dubbi precisi e documentati su tre aspetti fondamentali: la congruità del prezzo, l’idoneità urbanistica dell’area e la presenza di vincoli e criticità strutturali. Oggi – prosegue Santori – emerge che quei terreni sarebbero stati pagati circa 7,5 milioni di euro, a fronte di una valutazione molto più bassa. Un differenziale che potrebbe configurare un danno erariale rilevante. Ma c’è di più: dai documenti risulta che l’area acquistata non è un terreno industriale ‘puro’, ma presenta porzioni di verde pubblico, vincoli paesaggistici e fasce di rispetto che ne limitano l’utilizzo”.

“In sostanza, Roma potrebbe aver pagato a prezzo pieno un terreno che non vale quella somma. È gravissimo che il sindaco Gualtieri e l’assessore Alfonsi abbiano proseguito l’iter senza chiarire questi aspetti e, soprattutto, abbiano ignorato interrogazioni istituzionali e dettagliate. Oggi quel silenzio si traduce in un’indagine della magistratura contabile: la Lega ha sempre sostenuto che Roma ha bisogno di un termovalorizzatore – conclude Santori – ma non può essere realizzato attraverso operazioni immobiliari opache, su terreni non pienamente idonei e senza la necessaria trasparenza”.

M5S: “Bene le verifiche della Corte dei Conti”

“Il Gruppo capitolino del Movimento 5 stelle accoglie con favore l’avvio delle verifiche della Corte dei Conti sull’acquisto dei terreni da parte di Ama, destinati al termovalorizzatore di Santa Palomba, in relazione alla congruità del prezzo pagato, e al possibile danno erariale contestato. È una vicenda su cui, al pari di quanto fatto dai comitati e dai cittadini del territorio, abbiamo posto dubbi e chiesto fin dall’inizio maggiore chiarezza, proprio perché riguarda scelte rilevanti e l’utilizzo di risorse pubbliche: il prezzo pagato per il terreno è apparso fin da subito troppo elevato, rispetto a stime precedenti”. Così in una nota il gruppo consiliare capitolino del M5s.

“Ora – proseguono – è fondamentale che tutte le informazioni siano messe a disposizione in modo completo, in particolare da Ama, per consentire di verificare con precisione ogni passaggio, per la tutela di tutti i cittadini. La trasparenza è un dovere. Significa rendere comprensibili e verificabili le decisioni, soprattutto quando riguardano soldi pubblici. Da qui passa la fiducia dei cittadini e la credibilità delle istituzioni”.

D’Amato: “Ama faccia chiarezza”

“Chiedere il blocco dell’iter amministrativo è un atto irresponsabile e contro i cittadini di Roma. Il termovalorizzatore è un’opera strategica e fondamentale per la Capitale e non si deve certo fermare. È giusto che chi ha il compito di controllare lo faccia e in tempi rapidi, così come è doveroso che Ama fornisca tutti i necessari chiarimenti. Non è tollerabile chiedere al sindaco Gualtieri il blocco dell’iter amministrativo, con il rischio di entrare in una situazione modello Ilva di Taranto. L’impianto è indispensabile per chiudere il ciclo dei rifiuti e combattere definitivamente le lobby delle discariche, che hanno influenzato per decenni questo settore con notevoli danni ambientali ed economici, con i rifiuti di Roma che vanno in giro per l’Italia e per l’Europa portando beneficio alle multiutility del nord dove vengono conferiti nei termovalorizzatori con costi scaricati sulle famiglie romane che pagano la Tari tra le più alte d’Italia. Abbiamo sempre sostenuto, anche dall’opposizione, il sindaco Gualtieri su questa battaglia di modernizzazione e chiediamo di non tornare indietro”. Lo ha dichiarato il segretario romano di Azione, Alessio D’Amato.