Fiumicino, atterra il capolavoro di Antonello da Messina: rientra in Italia l’“Ecce Homo”
L’opera è stata visionata dal ministro nella sede di Sotheby’s a New York prima del rientro
Fiumicino, 29 marzo 2026 – Un’operazione definita “storica” dal ministro della Cultura Alessandro Giuli segna il ritorno in Italia dell’“Ecce Homo” di Antonello da Messina, pannello dipinto su entrambi i lati con, sull’altra faccia, un “San Girolamo penitente”. L’opera, acquistata nelle scorse settimane dalla Direzione generale Musei, è stata visionata dal ministro nella sede di Sotheby’s a New York prima del rientro nel nostro Paese.
“È un momento storico. Il ritorno in Italia di questo dipinto è un’operazione culturale senza precedenti”, ha dichiarato Giuli, sottolineando il valore dell’acquisizione per il patrimonio nazionale. Per il ministro si tratta di “una grande soddisfazione per il Ministero della Cultura e per tutti gli italiani”, che potranno tornare a fruire di un’opera definita “eccezionale”, dotata di “altissimo valore devozionale e al tempo stesso artistico”.
Il dipinto presenta, su un lato, un intenso Cristo coronato di spine e, sull’altro, un San Girolamo penitente immerso in un paesaggio roccioso. Secondo quanto spiegato nel comunicato, l’opera era probabilmente destinata alla devozione privata. Anche le leggere abrasioni presenti sulla superficie pittorica verrebbero lette in questa chiave, poiché sarebbero verosimilmente riconducibili alla pratica del bacio dell’immagine, in linea con la funzione originaria del pannello e con le sue dimensioni ridotte.
Dal punto di vista storico-artistico, l’opera assume un rilievo particolare anche nello sviluppo dell’iconografia del Volto di Cristo come “Uomo dei dolori”, come suggerirebbe la presenza dell’iscrizione INRI. Il pannello si inserisce inoltre in una serie di variazioni sul medesimo tema realizzate da Antonello da Messina nel corso della sua attività, accanto agli esemplari oggi conservati al Metropolitan Museum di New York, a Palazzo Spinola di Genova e al Collegio Alberoni di Piacenza.
Giuli ha rivendicato anche il significato pubblico dell’operazione. “I soldi dei cittadini vanno sempre ben spesi, vale a dire impegnati per il patrimonio comune di tutti i cittadini italiani”, ha affermato. Secondo il ministro, si tratta di investimenti che contribuiscono ad arricchire “la nostra enorme ricchezza culturale” e che rafforzano il patrimonio a disposizione della collettività.
Determinante, per il rientro materiale dell’opera, è stato il contributo di ITA Airways, che ha curato il trasporto in sicurezza con il proprio team Cargo. Il dipinto è partito da New York il 24 marzo a bordo del volo AZ609 ed è atterrato a Roma Fiumicino il 25 marzo.
La compagnia ha definito l’operazione un intervento dal valore “straordinario” sul piano culturale e simbolico, sottolineando come l’arrivo dell’opera rappresenti non solo un’importante acquisizione per il patrimonio artistico nazionale, ma anche un ricongiungimento con le radici storiche del Paese. Con questa iniziativa, ITA Airways ha ribadito il proprio ruolo “non solo di vettore, ma di ambasciatore dell’eccellenza italiana nel mondo”.
Apprezzamento per l’iniziativa è stato espresso dallo stesso Sandro Pappalardo, presidente di ITA Airways, insieme al ministro Giuli, nel quadro di una collaborazione istituzionale tra la compagnia e il Ministero della Cultura. Il ritorno dell’“Ecce Homo” in Italia si inserisce così in una più ampia strategia di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico nazionale, riportando nel Paese un’opera di grande rilievo devozionale, storico e culturale.


