Italia ripescata ai Mondiali al posto dell’Iran? L’inviato di Trump ci prova
Il Financial Times rivela la proposta è arrivata sul tavolo di Trump e Infantino da Paolo Zampolli. Teheran protesta
Roma, 23 aprile 2026 – L’Iran “boccia” il ripescaggio dell’Italia ai prossimi Mondiali. L’ambasciata iraniana a Roma ha infatti commentato la notizia del Financial Times sulla proposta che sarebbe arrivata dall’inviato di Donald Trump, Paolo Zampolli, che vorrebbe escludere la Nazionale asiatica, a causa del conflitto in corso con gli Stati Uniti, in favore degli azzurri. Una prospettiva che però, a quanto pare, non piace a Teheran.
“Il calcio appartiene ai popoli, non ai politici”, ha scritto su X l’ambasciata iraniana in Italia, “l’Italia ha conquistato la grandezza del calcio sul campo, non grazie a rendite politiche – prosegue il post – Il tentativo di escludere l’Iran dalla Coppa del Mondo mostra soltanto la ‘bancarotta morale’ degli Stati Uniti, che temono perfino la presenza di undici giovani iraniani sul terreno di gioco”.
Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia, ha rivelato al Financial Times di “aver suggerito a Trump e al presidente della Fifa, Gianni Infantino, che l’Italia sostituisca l’Iran ai Mondiali”. “Sono italiano e sarebbe un sogno vedere gli azzurri in un torneo ospitato dagli Stati Uniti. Con quattro titoli, hanno il prestigio necessario per giustificare la loro inclusione” nel torneo al via l’11 giugno. La guerra tra Stati Uniti e Iran, congelata dalla tregua appena estesa da Trump, mette infatti in discussione la presenza della selezione della repubblica islamica alla manifestazione.
Le parole del ct Iran e del ministro dello Sport
A intervenire sulla questione era stato nei giorni scorsi il ct dell’Iran Amir Ghalenoei: “Non ci sono motivi per non partecipare al Mondiale. Se Dio vuole lo faremo”, aveva detto all’agenzia tedesca Dpa.
Va comunque ricordato che la decisione finale spetta al governo iraniano, che in passato aveva espresso il netto rifiuto a giocare negli Stati Uniti, mentre si era detto disponibile a partecipare al torneo qualore le partite del suo girone fossero state spostate in Messico, condizione che finora sembra aver trovato il secco no della Fifa. Molto, comunque, dipenderà dagli sviluppi del conflitto in Medio Oriente.
E in questo senso particolare valore hanno avuto le parole del ministro dello Sport Ahmad Donyamali, che si era detto ottimista sulla partecipazione, a condizione che il cessate il fuoco concordato tra le parti in conflitto venga rispettato: “Più la situazione si normalizza, più è probabile la partecipazione”.
Lo scenario che qualificherebbe l’Italia
Cosa succederebbe invece se, in uno scenario alternativo, l’Iran disertasse i Mondiali? La decisione finale potrebbe essere adottata direttamente dalla Fifa che, sulla base dell’articolo 6.7 del regolamento, può scegliere il sostituto “a propria esclusiva discrezione”. La posizione nel ranking dell’Italia, 12esima, potrebbe quindi agevolare gli azzurri, ma al momento sembra una possibilità lontana.


